Piuttosto che cercare di limitare il fenomeno ICO, la SEC thailandese sembra aver optato per un approccio pragmatico lavorando per garantire che le vendite di token siano il più legittime e prive di truffa possibile.
La più grande innovazione è l’introduzione dei “portali ICO”. Tutte le ICO devono vendere i loro token attraverso questi portali, che fungono anche da garanzia per gli investitori. I portali devono essere aziende con sede in Tailandia con un capitale sociale minimo di 5 milioni di baht (poco più di $ 150.000 a cambi correnti). Devono inoltre essere approvati dalla SEC come “adeguati per le operazioni aziendali” e in grado di valutare correttamente una serie completa di criteri relativi alle loro ICO, inclusi i piani aziendali, le basi di codici, la distribuzione dei token e le procedure KYC (Know Your Customer). Il segretario generale della SEC Rapee Sucharitakul ha dichiarato di essere “lieto di discutere immediatamente i dettagli” con qualsiasi azienda che volesse farsi avanti come portale ICO e che la SEC si sarebbe assicurata che fossero “preparati per il quadro normativo”.
Una volta approvati i primi portali ICO, la SEC rivolgerà la propria attenzione alle ICO stesse. Queste dovranno anche avere sede in Thailandia e avere completa trasparenza sui loro piani aziendali e sulla distribuzione dei token. Le ICO dovranno quindi rivelare il loro codice, prospetto e rendiconti finanziari prima di ricevere qualsiasi tipo di finanziamento.
La SEC ha anche posto delle restrizioni su chi può investire. Gli “ultra high net worth individuals”, società di venture capital e fondi di private equity possono investire quanto vogliono, mentre gli investitori al dettaglio saranno limitati a 300.000 baht (circa $ 9.000) a persona, per progetto.
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