La notizia in sintesi:
- Oltre 254.000 trader crypto liquidati in 24 ore, con perdite superiori a 1,1 miliardi di dollari.
- La maggior parte delle liquidazioni ha colpito posizioni long, soprattutto su Bitcoin, Ethereum e Solana.
- Il 2026 conferma una forte instabilità dei mercati derivati crypto, con picchi oltre 300.000 trader liquidati.
- Open interest e funding rate restano i due indicatori chiave per prevedere nuove ondate di liquidazioni.
(Riassunto generato con AI).
Liquidazioni record in 24 ore: cosa è successo davvero
In sole 24 ore, oltre 254.000 trader di criptovalute sono stati liquidati sulle principali piattaforme globali, secondo i dati di CoinGlass. Il valore complessivo delle posizioni azzerate oscilla tra 1,17 e 1,31 miliardi di dollari, un impatto che evidenzia quanto la leva finanziaria possa amplificare sia i guadagni sia le perdite.
Il fenomeno ha interessato prevalentemente i mercati derivati su Bitcoin, Ethereum e Solana, dove l’utilizzo di leva elevata è strutturalmente più diffuso rispetto al trading spot. La maggioranza schiacciante delle liquidazioni ha colpito posizioni long: in uno dei momenti di picco, circa 996 milioni di dollari di posizioni rialziste sono state spazzate via, contro 309 milioni in posizioni short.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte volatilità del 2026, in cui movimenti repentini di prezzo hanno più volte innescato catene di liquidazioni forzate, con riflessi immediati sulla fiducia degli investitori e sulla percezione del rischio nel comparto crypto.
Dati, contesto e ruolo della leva sui derivati crypto
I dati di CoinGlass, che aggrega in tempo reale le liquidazioni da exchange come Binance e Bybit, mostrano per la singola finestra analizzata un range tra 246.000 e 267.000 posizioni chiuse d’ufficio, con la cifra di 254.161 trader come riferimento medio indicativo. Ciò riflette una dinamica in continuo aggiornamento, dove i numeri possono variare ora per ora.
Ancora una volta, i principali responsabili sono i mercati dei perpetual futures su Bitcoin, Ethereum e Solana. Questi strumenti consentono ai trader di aprire posizioni anche centuplicate rispetto al capitale effettivamente depositato. Quando il prezzo si muove contro la posizione oltre la soglia di margine disponibile, l’exchange liquida automaticamente il contratto e trattiene la garanzia a copertura delle perdite.
Il 2026 ha già registrato episodi più estremi: il 5 febbraio circa 311.000 trader sono stati liquidati in un solo giorno, mentre il 28 maggio le liquidazioni hanno coinvolto oltre 167.000 operatori. In diverse giornate di forte volatilità, il numero di trader colpiti ha superato stabilmente quota 100.000, con alcuni picchi oltre 500.000 conti liquidati, confermando il ruolo dei derivati crypto come moltiplicatore del rischio sistemico per il retail.
Rischi futuri e segnali da monitorare per gli investitori
Per chi investe o fa trading in criptovalute, la metrica centrale da seguire è l’open interest, ovvero il valore complessivo dei contratti derivati aperti sugli exchange principali. Un aumento rapido dell’open interest, non accompagnato da una crescita proporzionale dei volumi spot, indica un accumulo di leva nel sistema e una maggiore fragilità a movimenti improvvisi di prezzo.
Altro indicatore cruciale sono i funding rate dei perpetual futures. Quando i funding diventano fortemente positivi, i trader long pagano gli short per mantenere le posizioni, segnalando un posizionamento eccessivamente rialzista e potenzialmente vulnerabile. In molti casi storici, configurazioni di funding estremamente sbilanciate hanno preceduto le principali ondate di liquidazioni.
Nel medio termine, la sostenibilità del mercato derivato crypto dipenderà dalla combinazione tra limiti alla leva imposti dagli exchange, maggiore educazione finanziaria degli utenti retail e progressiva integrazione di pratiche di gestione del rischio più vicine agli standard della finanza tradizionale.
FAQ
Quanti trader crypto sono stati liquidati in questa singola giornata?
Secondo i dati CoinGlass, sono stati liquidati circa 254.161 trader in 24 ore, all’interno di un range stimato tra 246.000 e 267.000 posizioni.
Qual è stato l’ammontare totale delle posizioni liquidate?
Le liquidazioni hanno bruciato tra 1,17 e 1,31 miliardi di dollari, con una netta prevalenza di posizioni long rispetto alle posizioni short.
Perché le posizioni long sono state più colpite delle posizioni short?
È avvenuto perché il mercato si è mosso rapidamente al ribasso, erodendo il margine delle posizioni rialziste, spesso molto leveraged, fino alle soglie di liquidazione automatica.
Come possono i trader ridurre il rischio di liquidazione?
È possibile ridurre il rischio usando leve più basse, impostando stop loss realistici, monitorando open interest e funding rate e mantenendo sempre margini di sicurezza adeguati.
Quali sono le fonti dei dati e come è stato elaborato l’articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



