Gestore di palestra filma di nascosto 144 donne nello spogliatoio e condivide i video con dipendente

Filma di nascosto 144 donne nello spogliatoio e condivide i video

20 Marzo 2026

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Telecamera nascosta negli spogliatoi femminili di una palestra a Roma

Un uomo di 60 anni, indicato come M.G., è accusato di aver nascosto una telecamera negli spogliatoi femminili di un rinomato centro fitness del quartiere Appio di Roma.
Le riprese, iniziate secondo gli inquirenti nel 2022, avrebbero coinvolto almeno 144 donne, tra cui diverse minorenni, mentre si cambiavano o facevano la doccia.
Il materiale, raccolto in un archivio da 64 gigabyte, sarebbe stato scambiato con un dipendente della palestra. Le contestazioni riguardano interferenze illecite nella vita privata e revenge porn; la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

La notizia in sintesi

  • Telecamera nascosta negli spogliatoi femminili di una palestra nel quartiere Appio a Roma.
  • Archivio da 64 gigabyte con immagini di almeno 144 donne, anche minorenni.
  • Indagato un 60enne legato alla gestione del centro e un dipendente.
  • Contestati reati di interferenze illecite nella vita privata e revenge porn.

La scoperta è avvenuta quando una giovane cliente, notando un insolito orologio nello spogliatoio, lo ha spostato e si è accorta che conteneva una telecamera occultata.
La ragazza ha sporto denuncia, facendo scattare le indagini coordinate dalla Procura di Roma, che hanno portato al sequestro dell’archivio digitale da 64 gigabyte con centinaia di file.
Gli inquirenti ritengono che le riprese siano proseguite per mesi, a partire dal 2022, in un’area riservata esclusivamente alle donne, ledendo gravemente privacy e dignità delle vittime.

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Indagine, capi di imputazione e profili legali del caso

Il 60enne romano, da circa un anno nella gestione del centro sportivo, è accusato di aver installato e gestito in modo sistematico il dispositivo nascosto.
L’ipotesi è che abbia poi condiviso i video con un dipendente della struttura, ampliando la circolazione del materiale sensibile senza alcun consenso.
Le autorità contestano i reati di interferenze illecite nella vita privata e di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, fattispecie comunemente inquadrata come revenge porn, prevista dall’articolo 612-ter del Codice penale.

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Il noto penalista Pasqualino Ferrante ha definito la condotta «gravemente lesiva della dignità e della riservatezza di ben 144 donne, alcune delle quali minorenni», annunciando che assisterà due vittime intenzionate a costituirsi parte civile.
La richiesta di rinvio a giudizio segna il passaggio dall’indagine preliminare alla fase processuale, nella quale saranno valutati nel dettaglio responsabilità individuali, modalità delle riprese e catena di diffusione dei file.
Per le vittime si aprirà la possibilità di chiedere risarcimenti patrimoniali e morali, oltre all’adozione di misure per la rimozione dei contenuti eventualmente circolanti in rete.

Impatto su palestre e privacy: possibili conseguenze future

Il caso del centro fitness dell’Appio rischia di diventare un precedente rilevante per il settore sportivo e del wellness.
È probabile un rafforzamento dei protocolli di sicurezza nei luoghi con spogliatoi e docce, con controlli più stringenti contro dispositivi nascosti.
Per i gestori di palestre e centri sportivi potrebbe configurarsi una maggiore responsabilità nella prevenzione di violazioni della privacy, con obblighi di vigilanza, formazione del personale e procedure di segnalazione.
Per i clienti, infine, il caso evidenzia l’importanza di prestare attenzione a oggetti anomali in aree sensibili e di denunciare immediatamente ogni sospetto alle autorità.

FAQ

Quali reati sono contestati nel caso della palestra di Roma?

Nel caso sono contestati interferenze illecite nella vita privata e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, riconducibile al cosiddetto revenge porn previsto dall’articolo 612-ter del Codice penale.

Quante vittime sono state individuate nelle riprese degli spogliatoi?

Secondo gli inquirenti, sono state individuate immagini di almeno 144 donne, tra cui anche alcune minorenni, tutte riprese negli spogliatoi femminili della palestra.

Cosa rischia chi installa telecamere nascoste in spogliatoi o docce?

In Italia rischia pene fino a diversi anni di reclusione, aggravate se coinvolgono minorenni, oltre a ingenti risarcimenti civili per danni morali e patrimoniali alle vittime.

Come possono tutelarsi le palestre per evitare casi simili?

Possono tutelarsi adottando controlli periodici degli ambienti sensibili, regolamenti interni chiari, formazione obbligatoria del personale e canali riservati per segnalazioni anonime dei clienti.

Qual è la fonte delle informazioni su questo episodio di cronaca?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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