Tecnico filma De Martino e Caroline Tronelli, indagine per revenge porn
Indice dei Contenuti:
Video rubato di De Martino e Tronelli, indagato il tecnico delle telecamere
Un tecnico specializzato nella manutenzione della videosorveglianza della famiglia Tronelli è indagato a Roma per revenge porn e accesso abusivo a sistema informatico. Secondo la Procura avrebbe sfruttato le credenziali di lavoro per registrare e caricare online, il 9 agosto 2025, un video intimo tra Stefano De Martino e l’ex fidanzata Caroline Tronelli, nell’appartamento romano della famiglia. L’episodio sarebbe nato dopo che il tecnico ha avuto conferma della relazione tra il conduttore di Rai1 e la studentessa di origine napoletana, figlia di Stefano Tronelli, fondatore della Tron Group Holding. Il filmato, caricato sulla piattaforma Pornhub con il titolo “De Martino”, è stato visto in pochi istanti da migliaia di utenti. L’inchiesta mira ora a ricostruire non solo la condotta dell’operaio, ma anche la catena di successive condivisioni e la responsabilità di chi ha alimentato la diffusione virale del contenuto.
In sintesi:
- Tecnico della videosorveglianza indagato per revenge porn e accesso abusivo al sistema informatico.
- Video intimo di Stefano De Martino e Caroline Tronelli caricato su Pornhub il 9 agosto 2025.
- Il filmato, intitolato “De Martino”, visualizzato da migliaia di persone in pochissimo tempo.
- La Procura di Roma punta ora anche sui profili che hanno rilanciato video e meme.
Dalle telecamere domestiche al caricamento su Pornhub: la ricostruzione
La famiglia Tronelli aveva installato nel proprio appartamento a Roma una rete interna di telecamere dopo numerosi furti attribuiti al personale domestico. Il sistema, gestito da ditte esterne, era affidato per la manutenzione anche al tecnico ora nel mirino degli inquirenti.
Secondo la ricostruzione citata dal Corriere della Sera, quando l’operaio viene a conoscenza – anche attraverso le paparazzate – della relazione tra Stefano De Martino e Caroline Tronelli, decide di sfruttare l’accesso privilegiato al circuito di videosorveglianza. Grazie alle password in suo possesso, aspetta che i due si incontrino nell’abitazione della ragazza e si introduce nel sistema “per registrare in un video il loro rapporto intimo, così da diffonderlo in rete”.
La sera del 9 agosto 2025 le telecamere riprendono l’incontro: “le immagini di De Martino e della Tronelli vengono divulgate un attimo dopo la fine della registrazione, postandole nella sezione dei video amatoriali del sito Pornhub”, con il nome “De Martino”. Il video viene visto da migliaia di utenti quasi in tempo reale. L’operaio è stato ascoltato dagli inquirenti, ma – riferisce il Corriere – “la sua versione non ha convinto” e la Procura sta verificando anche l’eventuale movente economico dietro la pubblicazione.
Indagini sulla catena di condivisioni e responsabilità future online
La coppia, venuta a conoscenza della pubblicazione in pochi giorni, ha sporto denuncia facendo scattare l’inchiesta. Gli inquirenti parlano ora di svolta anche sul fronte di “chi ha fatto girare le immagini dopo la prima divulgazione”.
Il video, infatti, ha avuto un “effetto valanga”: dopo Pornhub è rimbalzato su altri siti e su canali e gruppi di Telegram. Alcuni utenti hanno estrapolato singoli frame trasformandoli in “meme”, moltiplicando l’esposizione non consensuale delle immagini intime della coppia.
La Procura di Roma avrebbe già individuato diversi profili ritenuti responsabili della successiva diffusione e della creazione dei meme, che saranno presto iscritti nel registro degli indagati per revenge porn. Il caso, oltre al procedimento penale, apre un fronte cruciale sulla responsabilità di tecnici e gestori di sistemi di videosorveglianza, e sul rischio di riutilizzo criminoso di dati e immagini raccolti per finalità di sicurezza domestica.
FAQ
Quali reati sono contestati al tecnico della videosorveglianza?
Sono contestati in via formale il reato di revenge porn (art. 612-ter c.p.) e l’accesso abusivo a sistema informatico.
Cosa rischia chi condivide il video o i meme online?
Rischia anch’egli l’iscrizione nel registro degli indagati per revenge porn, con pene fino a 6 anni di reclusione.
È punibile anche chi inoltra il contenuto in chat private?
Sì, la legge punisce anche chi diffonde o rilancia immagini intime senza consenso, anche in gruppi chiusi o canali privati.
Come possono tutelarsi le vittime di revenge porn?
Possono sporgere immediata denuncia, chiedere la rimozione urgente dei contenuti e ottenere il sequestro delle piattaforme coinvolte.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia?
È stata elaborata congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



