La notizia in sintesi
- Anthropic ha rilevato accessi abusivi ad account Claude tramite infostealer.
- I criminali avrebbero sottratto token di sessione dai browser già autenticati.
- L’azienda ha disconnesso gli utenti colpiti, rimosso carte e previsto rimborsi.
- La bonifica del dispositivo resta necessaria prima di effettuare un nuovo accesso.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Anthropic interviene sugli account Claude compromessi
Anthropic ha avviato una procedura di protezione per alcuni account di Claude raggiunti da accessi non autorizzati, attribuiti al furto di sessioni browser da parte di infostealer. Il caso riguarda utenti i cui computer risultavano già infettati da malware capaci di sottrarre token di autenticazione, dati salvati e informazioni utili a entrare nei servizi online senza digitare nuovamente password o codici di verifica.
L’azienda californiana ha comunicato agli interessati la disconnessione delle sessioni compromesse, la rimozione dei metodi di pagamento associati e il rimborso degli eventuali addebiti generati dall’uso abusivo del chatbot. L’intervento punta a limitare sia il controllo degli account sia le conseguenze economiche per gli utenti coinvolti.
Secondo quanto ricostruito dalle fonti, l’intrusione non deriva da una vulnerabilità nativa dell’infrastruttura di Claude né da software installati tramite il servizio. L’origine del problema è a monte: il sistema operativo locale e, in particolare, le sessioni già aperte nei browser.
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Gli attaccanti avrebbero sfruttato token validi per accedere agli account senza superare nuovamente l’autenticazione a due fattori. È una dinamica rilevante perché l’utente può avere attivato protezioni robuste sul proprio profilo, ma restare esposto quando il dispositivo conserva una sessione autenticata intercettabile dal malware.
Token rubati e malware individuati nell’indagine
L’indagine di Anthropic è ancora in corso, ma ha già individuato più famiglie di infostealer associate a questo genere di compromissione. Tra quelle indicate figurano Vidar, LummaC2, StealC, RedLine e Acreed per Windows, oltre ad Atomic Stealer, noto anche come AMOS, per macOS.
Questi programmi malevoli non devono necessariamente conoscere la password dell’account per produrre danni. Se intercettano cookie, token o sessioni di login ancora valide, possono impersonare l’utente nel browser e consentire a terzi di operare sul servizio come se fossero il titolare dell’account.
La procedura adottata da Anthropic risponde proprio a questa criticità: chiudere d’ufficio le sessioni esposte rende inutilizzabili i token sottratti fino a quel momento. La cancellazione delle carte registrate riduce invece il rischio di ulteriori utilizzi a pagamento dopo l’accesso illecito.
Le fonti sottolineano però che un nuovo login effettuato da un computer ancora infetto può generare un nuovo token, potenzialmente rubabile dallo stesso malware. Per questo la semplice modifica della password o il nuovo accesso non risolvono da soli il problema quando l’infezione resta attiva nel sistema.
La misura efficace indicata consiste nella sanificazione completa del dispositivo prima di creare nuove sessioni o credenziali. In pratica, il nodo non è soltanto l’account online: occorre rimuovere il codice malevolo dal computer da cui sono stati sottratti i dati di accesso.
Un utente che ha pubblicato l’email ricevuta su Reddit ha riferito il furto di dati presenti in Chrome e ha dichiarato di avere scaricato una copia pirata di un videogioco. La circostanza è coerente con un vettore di diffusione noto: software non ufficiale e contenuti piratati possono essere usati per distribuire infostealer.
La ricostruzione riportata da Luca Colantuoni evidenzia così un punto operativo: l’accesso abusivo non richiede che il criminale violi direttamente i server del servizio bersaglio. Può bastare compromettere il dispositivo dell’utente e raccogliere elementi già disponibili nel browser.
La sicurezza passa dalla bonifica dei dispositivi
Il caso mostra il limite delle difese concentrate esclusivamente su password e autenticazione a due fattori. Tali strumenti mantengono la loro utilità, ma possono essere aggirati quando chi attacca dispone di una sessione già riconosciuta dal servizio e sottratta dal computer dell’utente.
Per gli utenti di Claude coinvolti, la sequenza indicata dalle fonti è chiara: interrompere le sessioni compromesse, eliminare i dati di pagamento esposti, ottenere il rimborso degli addebiti non autorizzati e bonificare il sistema prima di accedere di nuovo. Anthropic ha già agito sui primi tre aspetti; la pulizia del dispositivo resta indispensabile sul lato dell’utente.
La conseguenza futura più concreta riguarda la gestione delle sessioni persistenti nei browser. Un account protetto non coincide automaticamente con un dispositivo sicuro: la protezione deve coprire entrambi i livelli.
FAQ
Come sono stati violati gli account Claude?
Gli infostealer hanno sottratto token di sessione dai browser autenticati, permettendo accessi senza reinserire password né completare nuovamente l’autenticazione a due fattori.
Claude è stato infettato direttamente dal malware?
L’infezione non è collegata a Claude né a software installati tramite il servizio: il malware agisce sul computer locale prima dell’accesso al chatbot.
Cosa ha fatto Anthropic per gli utenti colpiti?
Anthropic ha chiuso le sessioni compromesse, rimosso le carte di pagamento registrate e previsto rimborsi per gli addebiti attribuiti all’uso non autorizzato.
Quali malware sono stati associati al caso?
Le famiglie citate includono Vidar, LummaC2, StealC, RedLine, Acreed per Windows e Atomic Stealer per macOS.
Quali fonti sono state analizzate?
La Redazione ha rielaborato le informazioni con verifica e supervisione umana, attraverso un’analisi incrociata di fonti stampa ufficiali e qualificate, comprese le principali agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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