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Salva le tue piante durante le vacanze con i migliori vasi irrigatori automatici

8 Agosto 2017

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Per vasi automatici, come è facile intuire, si intendono i sistemi di irrigazione automatica delle piante in vaso e, più in generale, anche di aiole e giardini. Il sostituto tecnologico della classica bottiglia di plastica riempita d’acqua e rovesciata direttamente nella terra, perché la pianta “si servisse da sola”. Vediamo le caratteristiche per valutare la scelta dei migliori vasi irrigatori automatici.

Non solo per le vacanze

Parlando di irrigazione automatica il pensiero corre subito al periodo delle vacanze, o comunque di una prolungata assenza da casa, per cui l’irrigazione automatica consente di bagnare le piante senza dover contare sul portinaio dell’eventuale condominio, o sul vicino di casa, perché provvedano manualmente.

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Ma l’utilità di un sistema automatico di irrigazione delle piante in vaso non si limita al fatto di poter sostituire l’irrigazione manuale. Serve anche ad avere un’irrigazione più mirata, quanto e dove davvero serve, evitando sprechi di acqua e perdite di tempo. Oltre a supplire a eventuali dimenticanze anche quando in casa ci siamo.

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Impianti o irrigatori singoli

I sistemi automatici di irrigazione in vaso consentono di fare quello che fa la bottiglia infilata nella terra in modo più raffinato e soprattutto controllato. Ce ne sono fondamentalmente di due tipi: quelli a impianto, collegato a un punto acqua e dotato di una centralina e di un sistema di tubi e gocciolatori collegati; e i gocciolatori autonomi, eventualmente collegati a un serbatoio d’acqua di portata generalmente ridotta. Questo secondo sistema è certamente meno raffinato, ma anche più economico e meno impegnativo, anche se non consente l’irrigazione autonoma delle piante per tempi molto lunghi.

L’impianto di irrigazione automatica

Il caso più indicato per l’utilizzo di un sistema di irrigazione automatica delle piante in vaso è quello delle piante e dei fiori su terrazzi e balconi.
Il punto di partenza è il punto acqua, da cui partirà il sistema di distribuzione che arriva ai singoli vasi; naturalmente se già si dispone di un rubinetto esterno si è avvantaggiati.

Il punto acqua a sbalzo (il classico rubinetto che sporge dal muro), che è probabilmente il più diffuso, andrà protetto dal freddo ma anche dal sole, e allo scopo si può usare una cassetta isolante e impermeabile, in legno o in plastica, meglio se bianca perché resiste meglio ai raggi solari. L’altra soluzione, se già non si dispone di un punto acqua a sbalzo, è quella di installare un punto acqua incassato a muro, quindi già protetto, ma che dovrà anche essere accessibile dall’interno per la manutenzione.
L’alternativa al punto acqua è un serbatoio da rifornire ciclicamente, ma qui si tratta di valutare bene la quantità d’acqua necessaria e sufficiente per irrigare a sufficienza le proprie piante prima di doverlo rifornire.

La centralina

Dopo il punto acqua, che è il presupposto per l’impianto di irrigazione goccia a goccia il primo elemento dell’impianto è la centralina (si può valutare la possibilità di inserire, ancora prima, dei derivatori dal tubo del rubinetto principale per poter utilizzare l’acqua erogata anche direttamente o con una pompa, senza dover staccare la centralina dell’impianto d’irrigazione).

Le centraline degli impianti di irrigazione automatica dei vasi possono essere più o meno sofisticate, dal punto di vista delle funzioni disponibili, e questo incide sul prezzo dell’impianto: possono memorizzare un programma giornaliero, a orario o a orari fissi, ma anche variabile nei singoli giorni della settimana. È bene in ogni caso che siano impermeabili e resistenti all’umidità. Alla centralina va collegato un riduttore di pressione, in quanto quella dell’acqua corrente sarebbe troppo alta per questo tipo di impianto. I riduttori portano la pressione dell’acqua intorno a 1 bar.
I tubi

Dopo la centralina, che controllerà quando e quanto erogare (con varie possibilità di programmazione), il sistema di irrigazione automatica in vaso prevede un riduttore di pressione e un tubo principale, normalmente da 1/2” che copre la distanza tra il punto acqua e l’ultima pianta da bagnare, e diversi tubi di derivazione, tipicamente da 1/4”, collegati da raccordi a T o a croce, che fanno da raccordo con i gocciolatori (o i micro irrigatori) dell’acqua nei singoli vasi.
I tubi sono in polietilene, plastico e sufficientemente deformabile; è importante verificare la qualità dei tubi perché col tempo il materiale tende ad irrigidirsi e, soprattutto se piegato bruscamente, a danneggiarsi: è bene quindi ricorrere piuttosto a strutture rigide di raccordo. Il sistema di collegamento al tubo principale dev’essere efficiente per evitare distaccamenti accidentali.

Gli erogatori

Anche gli erogatori possono essere di vari tipi: gocciolatori, spruzzatori, ali gocciolanti, strutture ad anello in materiale poroso. I gocciolatori manderanno l’acqua sempre nello stesso punto, concentrandovi l’umidità che quindi avrà una distribuzione non uniforme nel vaso, ma andrà riducendosi verso la periferia; spruzzatori e ali gocciolanti consentono una distribuzione più varia; le strutture ad anello sono adatte alle piante da bagnare alla base sempre nello stesso punto.

Manutenzione

Anche se ci stiamo dotando di un impianto che serve a toglierci il pensiero di innaffiare le piante, non possiamo lasciarlo completamente a se stesso. È sempre bene comunque tenere d’occhio e sotto controllo il corretto funzionamento dell’impianto e anche il grado di usura dei materiali. Cosa che affidandosi a sistemi automatici si rischia forse di dimenticare. E poi è bene prevedere la pulizia periodica di gocciolatori e micro gocciolatori, da calcare e da terra, con gli accessori in kit o da comprare separatamente.

Irrigatori in vaso

L’altro sistema sono gli irrigatori da collocare direttamente in vaso, che si possono applicare alle bottiglie di plastica, oppure a tubi da inserire in serbatoi d’acqua posti a distanza ravvicinata. Somigliano alle “bottiglie in vaso” a cui abbiamo accennato all’inizio, ma permettono di controllare la quantità d’acqua distribuita sulle piante. Ci sono poi delle soluzioni “intermedie”, come gli irrigatori collegabili con un tubo a un piccolo serbatoio d’acqua (come una caraffa) o dotati di una centralina e di un piccolo sistema di tubi per bagnare gruppi di vasi, anche una ventina.

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Mondo irrigatore automatico Acqua Go

Irrigatore per piante da collocare direttamente in vaso, adattabile a tutte le bottiglie di plastica. Un prodotto adatto a vasi da 12 – 25 cm di diametro, venduto in confezione da 2 pezzi. Sufficiente anche per 15 giorni di irrigazione automatica e comodo da usare sempre.

PlantPal Aqua Globes

Soluzione pratica e di facile impiego, curata anche esteticamente, con irrigatori a forma di bulbi verdi. L’autonomia prevista è di 2 settimane. Modello in attesa di brevetto, dotato di sensore sporco/ umidità senza batterie. Modello in attesa di brevetto. All’inizio bagnare per 5 minuti il sensore di umidità.

Claber Oasis

Un sistema di irrigazione goccia a goccia basato su un serbatoio da 25 litri d’acqua e in grado di irrigare goccia a goccia fino a 25 vasi tramite un tubo capillare in PCV lungo 10 m. Funziona a batteria alcalina 9 V. Senza cavi elettrici, montaggio e rubinetti aperti.

Claber Idris Spike

Irrigatori automatici autonomi per piante in vaso, a bassissimo costo, dotati di innesto filettato adatto alle comuni bottiglie di plastica (meglio piccole). La confezione comprende due gocciolatori di irrigazione da 10 – 15 cl al giorno. Una bottiglia da 2 l basta per una settimana.

Blumat Set irrigazione

Set da tre “carote” irrigatrici da collegare a serbatoio d’acqua; accessorio pratico per l’irrigazione a goccia. Irrigatori in terracotta da tenere a bagno per 20 minuti per eliminare le bolle d’aria, e poi usare, tappando la parte superiore. Non richiedono sistemi di alimentazione elettrica.

Ultranatura Sistema di irrigazione automatica

Un modello per piante in vaso (massimo 10) da interno, con le semplificazioni conseguenti sul fronte della manutenzione. Irrigazione programmabile da centralina, con frequenza e durata, e pompa dell’acqua autoadescante. Il dispkay avvisa anche per cambio batteria e rabbocco d’acqua. Quantità d’acqua regolabile anche con la lunghezza del tubo.

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Boruit DIY Dripper

Micro impianto di irrigazione automatica fai da te, indicato per giardini, balconi, fioriere sospese, serre, orti e piante in vaso. Tubo da 25 m, 30 gocciolatori a stelo fissi, promette grande risparmio rispetto ad altri sistemi spray e gocciolatori. Si può portare alla pianta anche la soluzione nutritiva.

Claber 90764 Kit Drip 20 vasi Rainjet Goccia

Ancora Claber fornisce il modello al momento più venduto su Amazon. È formato da un tubo capillare da ¼ di pollice di diametro e lungo 20 metri, uno stabilizzatore di pressione (che la porta a 1 bar) e singoli gocciolatori per 20 vasi, con la possibilità di aumentarli.

Kungfu Mall 12 pezzi irrigazione a goccia vaso

Forse la soluzione più semplice tra le prime proposte da Amazon per l’irrigazione automatica. Coni in plastica ABS da applicare alle bottiglie. 13.5 cm di lunghezza per 2.8 / 2.5 cm di diametro, venduti di colore blu o verde in confezioni da 12 pezzi. Disponibile dai primi di agosto.

KTKAP Easy Grow Waterer

Un kit completo per l’irrigazione automatica: pompa di irrigazione, kit per l’irrigazione goccia a goccia di 10 piante in vaso. Pompa e timer integrati nello stesso accessorio. Pesa solo 0.26 Kg e si blocca su contenitori d’acqua senza il rischio di rovesciarli. Alimentato a batterie mini stilo.

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