Governo valuta aumento prezzo sigarette di 5 euro, in Parlamento la nuova stretta fiscale sul fumo

Governo valuta aumento prezzo sigarette di 5 euro, in Parlamento la nuova stretta fiscale sul fumo

26 Maggio 2026

La notizia in sintesi:

  • Raccolte oltre 50mila firme per la proposta “5 euro contro il fumo” in Italia.
  • La legge introduce un’accisa fissa di 5 euro su sigarette, e-cig e tabacco riscaldato.
  • Il gettito, stimato in 800 milioni annui, sarà destinato al Servizio sanitario nazionale.
  • Obiettivo: ridurre fino al 37% il consumo di tabacco e proteggere soprattutto i giovani.

(Riassunto generato con AI).

Accisa di 5 euro sul fumo: cosa cambia e perché ora

La proposta di legge popolare “5 euro contro il fumo”, promossa da Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, ha raggiunto le 50mila firme richieste in Italia.
L’iniziativa, annunciata oggi martedì 26 maggio, prevede un aumento di 5 euro per unità di consumo su sigarette, tabacco riscaldato ed e-cig, con un obiettivo dichiarato: ridurre drasticamente il numero di fumatori e i costi sanitari collegati al tabagismo.
La proposta approderà ora in Parlamento, dove sarà esaminata e discussa da Camera e Senato. Il perché dell’intervento è chiaro: contenere un’epidemia di dipendenza da nicotina che colpisce in particolare giovani e giovanissimi, con pesanti ricadute sanitarie, sociali e ambientali.

La proposta “5 euro contro il fumo” e il percorso parlamentare

La legge introduce un’accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo di tutti i prodotti da fumo e inalazione di nicotina, inclusi tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e relativi liquidi, a prescindere dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise esistenti.
Il gettito, stimato in circa 800 milioni di euro l’anno, dovrà finanziare e rafforzare il Servizio sanitario nazionale, con obbligo per i ministeri dell’Economia e della Salute di relazionare annualmente al Parlamento su utilizzo dei fondi ed effetti di salute pubblica.
Le associazioni promotrici parlano di un possibile calo del 37% dei consumi di tabacco. La campagna è sostenuta da 53 società scientifiche e Istituzioni e da 32 associazioni e fondazioni: la raccolta firme prosegue per assicurare un margine oltre la soglia minima.

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Raggiunte le 50mila firme, la proposta può essere formalmente depositata. Gli uffici di presidenza di Camera o Senato verificheranno la regolarità delle sottoscrizioni, poi il testo sarà assegnato alla commissione competente per l’esame di merito.
L’approdo in Parlamento non implica aumenti automatici: deputati e senatori potranno modificare la proposta prima del voto. I regolamenti prevedono tempi relativamente rapidi per le iniziative popolari: al Senato l’esame deve iniziare entro 90 giorni dall’invio delle firme.
I promotori richiamano il precedente della legge sull’“oblio oncologico”, approvata in tempi brevi da entrambi i rami del Parlamento come modello di iter celere per misure ad alto impatto sociale.

Danni sanitari, giovani a rischio e impatto ambientale del tabacco

In Italia fuma poco meno del 25% degli adulti tra 18 e 69 anni. Il fumo è responsabile del 90% dei tumori del polmone e del 50% di quelli della vescica, oltre che di infarto, ictus, enfisema, asma e Bpco, ricordano Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.
Secondo le società scientifiche, l’unico intervento realmente incisivo per ridurre i tabagisti è agire sul prezzo, come già dimostrato in altri Paesi. L’incremento drastico dei costi colpisce soprattutto i giovani, più sensibili al fattore economico.
I dati sui giovanissimi sono definiti “allarmanti”: fuma o “svapa” il 7,5% degli studenti tra 11 e 13 anni, quota che sale al 37,4% fra i 14-17enni. Oltre il 70% dei fumatori delle scuole superiori è coinvolto nel policonsumo di più prodotti a base di nicotina.

Le associazioni denunciano le strategie dell’industria del tabacco, che promuove aggressivamente sigarette elettroniche e nuovi dispositivi, *“spesso mascherati da innovazione”*, per alimentare la dipendenza e reclutare nuovi consumatori.
Queste pratiche rischiano di annullare i progressi ottenuti nel controllo del tabacco. La Giornata mondiale senza tabacco, sottolinea l’Oms, mira proprio a denunciare tali tattiche e a spingere governi e società civile a rafforzare regolamentazione e tutele per i giovani.
Esistono anche pesanti effetti ambientali: per una singola sigaretta servono 3,7 litri d’acqua e 3,5 grammi di petrolio, con 4 grammi di CO2 emessa. Per compensare l’effetto serra di un solo fumatore, andrebbero piantati oltre 130 alberi e coltivati per 10 anni.

Prospettive future e possibili effetti sistemici della misura

La campagna “5 euro contro il fumo” si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla dipendenza da nicotina e di sostenibilità del sistema sanitario.
Se approvata in tempi rapidi, la misura farebbe dell’Italia uno dei Paesi europei con la tassazione più severa sui prodotti da fumo, con effetti potenzialmente rilevanti su consumi, prevenzione oncologica e politiche ambientali.
L’attenzione ora si sposta sulle scelte del Parlamento, chiamato a bilanciare interessi economici, tutela della salute pubblica e protezione delle nuove generazioni.

FAQ

Cosa prevede esattamente la campagna “5 euro contro il fumo”?

La proposta introduce un’accisa fissa di 5 euro su ogni unità di sigarette, tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi, aggiuntiva alle accise attuali.

Quando la proposta di legge sarà discussa in Parlamento?

Raggiunte le 50mila firme, il testo viene depositato e, per il Senato, il regolamento impone l’avvio dell’esame entro 90 giorni.

Quanto potrebbe ridursi il numero di fumatori con l’aumento di prezzo?

Le stime dei promotori indicano una potenziale riduzione del 37% dei consumi di tabacco, con particolare impatto tra i giovani fumatori abituali.

A quanto ammonta il gettito previsto per il Servizio sanitario nazionale?

Secondo le proiezioni delle associazioni, l’accisa aggiuntiva genererebbe circa 800 milioni di euro l’anno, vincolati al rafforzamento del sistema sanitario pubblico.

Quali sono le fonti informative utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica basata congiuntamente su contenuti ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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