La notizia in sintesi:
- Nuova memoria difensiva per Andrea Sempio nel procedimento sul delitto di Garlasco.
- I soliloqui intercettati vengono spiegati come “prove di interrogatorio”, non come ammissioni implicite.
- La genetista Marina Baldi contesta il valore accusatorio del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi.
- La difesa definisce il dato genetico “fragile, parziale e non individualizzante” sul piano probatorio.
(Riassunto generato con AI)
Nuovi elementi difensivi per Sempio nel caso Garlasco
Nel procedimento sul delitto di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio, 38 anni, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, deposita una memoria che mira a ridimensionare due pilastri dell’impianto accusatorio.
Chi? I legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, insieme alla consulente genetista Marina Baldi.
Che cosa? Contestano il significato dei soliloqui intercettati e il valore del profilo genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima.
Dove? Davanti agli inquirenti di Pavia, nell’ambito della terza indagine che coinvolge Sempio sul caso.
Quando? Con atti depositati nella fase di approfondimento investigativo attualmente in corso.
Perché? Per sostenere che né i monologhi né il Dna configurano prove scientificamente e logicamente idonee a fondare un’accusa di omicidio.
Soliloqui spiegati e Dna contestato dalla difesa
La memoria spiega che i monologhi di Andrea Sempio, intercettati dagli investigatori e valorizzati dalla Procura, sarebbero in realtà *prove di interrogatorio*: simulazioni di contestazioni e risposte ipotetiche, pronunciate ad alta voce per prepararsi psicologicamente alla pressione giudiziaria.
Secondo i difensori, Sempio, ormai alla terza indagine sul caso, tende a riformulare le accuse che si aspetta da giornalisti, youtuber e podcaster, riproducendole in discorso diretto e al tempo presente, e subito inframezzandole con giudizi personali trancianti quali *“stronzata”*, *“non è vero”*, *“falso”*, *“tutto sbagliato”*.
Per la difesa, questo registro è polemico, non confessorio, e rientra in una dinamica di auto‑difesa più che di ammissione. Anche quando richiama, in forma di dialogo virtuale, l’interrogatorio di Alberto Stasi — ex fidanzato di Chiara Poggi e unico condannato in via definitiva per il delitto — il meccanismo sarebbe lo stesso: ricostruzioni simulate, non narrazioni autobiografiche di responsabilità penale.
Sul piano scientifico, la consulente genetista Marina Baldi interviene sull’aplotipo Y riconducibile alla linea maschile di Sempio, rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi.
Nella sua relazione, Baldi afferma che tale traccia «non può essere considerata, allo stato, prova di un contatto aggressivo diretto», perché si tratterebbe di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati, privi quindi di reale valore individualizzante.
A rendere il quadro più complesso vi è la presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su un altro dito della vittima, prova – secondo la consulente – che il materiale non sia geneticamente univoco e che non si possa isolare soltanto la componente compatibile con l’indagato, ignorando gli altri contributi maschili.
La relazione contempla inoltre diverse ipotesi alternative: trasferimento secondario, contaminazione, manipolazione dei reperti o deposito occasionale non legato all’azione omicidiaria.
In assenza di un profilo «completo, singolo, quantitativamente significativo, riproducibile e coerente con la dinamica di un graffiamento aggressivo», Baldi conclude che il Dna debba essere qualificato come «fragile, parziale e non individualizzante» e quindi non sufficiente, da solo, a sostenere una conclusione accusatoria scientificamente robusta nei confronti di Andrea Sempio.
Queste valutazioni, se accolte, potrebbero incidere in modo rilevante sulla lettura probatoria complessiva del caso da parte della Procura e del giudice.
Possibili scenari futuri nell’inchiesta su Garlasco
La nuova linea difensiva di Andrea Sempio apre scenari rilevanti per il futuro dell’inchiesta su Garlasco.
La Procura di Pavia dovrà ora confrontarsi con una doppia contestazione: da un lato l’interpretazione dei soliloqui, dall’altro la tenuta scientifica del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi.
Le prossime decisioni sugli atti di indagine, su eventuali ulteriori perizie genetiche e sull’esito della posizione di Sempio saranno decisive per capire se questi nuovi elementi resteranno sullo sfondo o finiranno per riorientare, almeno in parte, la narrazione giudiziaria di uno dei casi più discussi della cronaca nera italiana recente.
FAQ
Chi è Andrea Sempio nel procedimento sul delitto di Garlasco?
Andrea Sempio è un 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, in un nuovo filone investigativo.
Cosa sostiene la difesa sui soliloqui intercettati di Sempio?
La difesa sostiene che i soliloqui siano “prove di interrogatorio”: simulazioni di contestazioni e risposte, espressione di autodifesa psicologica, non di confessioni implicite.
Perché il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi è contestato?
Perché, secondo la genetista Marina Baldi, i profili Y sarebbero misti, incompleti, non consolidati e non individualizzanti, quindi inidonei a dimostrare un contatto aggressivo diretto.
Che ruolo ha il profilo maschile Y non attribuito?
Indica, secondo la consulente, che il materiale genetico non è univoco e apre a ipotesi di contributi maschili diversi da Sempio.
Quali sono le fonti originarie della presente ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



