La notizia in sintesi:
- Alberto Stasi lascia il carcere di Bollate ed è affidato in prova ai servizi sociali.
- L’ex studente di Garlasco vive ora in affitto in un comune dell’hinterland milanese.
- Lavora regolarmente, senza obbligo di volontariato, e paga a rate il risarcimento ai Poggi.
- Resta vincolato a rigide prescrizioni orarie e al divieto di lasciare la Lombardia.
(Riassunto generato con AI)
La nuova quotidianità di Alberto Stasi dopo il carcere
Chi è protagonista di questa vicenda? Alberto Stasi, oggi 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Cosa è accaduto? Dopo aver scontato circa dieci anni e mezzo nel carcere di Bollate, è stato ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali. Dove vive ora? In un piccolo appartamento in una cittadina dell’hinterland milanese, lontano da Garlasco. Quando è iniziata questa nuova fase? In seguito a un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano, reso operativo nel 2026. Perché è rilevante? Perché ridefinisce il rapporto tra pena detentiva, misure alternative e diritto alla reintegrazione sociale in uno dei casi giudiziari più dibattuti d’Italia.
Le immagini diffuse dalla trasmissione Quarto Grado, andata in onda il 18 giugno 2026 su Rete 4, mostrano Stasi che attraversa il centro di Milano diretto al lavoro: pantaloni scuri, polo bianca, occhiali da sole, zainetto in spalla. Un’apparenza di normalità che si confronta con una condanna definitiva e con l’attenzione mediatica ancora altissima.
Vita in hinterland, lavoro e vincoli imposti dal Tribunale
La “seconda vita” di Alberto Stasi si consuma lontano dai luoghi che hanno segnato la vicenda di Garlasco. Residente in affitto in una cittadina dell’hinterland milanese, Stasi sta cercando di costruire una routine ordinaria: spostamenti quotidiani verso il posto di lavoro, rientro serale, gestione di una normalità sorvegliata.
A differenza di molti altri affidati ai servizi sociali, non è obbligato a svolgere attività di volontariato. Questo perché dispone già di un’occupazione stabile, condizione ritenuta idonea dal Tribunale di Sorveglianza di Milano per garantire autosufficienza economica e continuità nel percorso di reinserimento. Contestualmente, prosegue il versamento, in piccole rate, del risarcimento disposto a favore della famiglia Poggi. Un obbligo civile che si affianca a quello penale, e che rimane centrale nel bilancio complessivo della pena.
Restano comunque prescrizioni stringenti: divieto di uscire dalla Lombardia, obbligo di non lasciare casa prima delle 6:30, rientro tassativo entro le 23:00. Un sistema di regole pensato per controllare gli spostamenti, verificare la tenuta del percorso rieducativo e monitorare qualunque criticità residua.
Una libertà vigilata in attesa degli sviluppi giudiziari
La posizione di Alberto Stasi resta sospesa tra normalità vigilata e possibili sviluppi giudiziari. Il rispetto puntuale delle prescrizioni del Tribunale di Sorveglianza di Milano sarà decisivo per l’esito dell’affidamento in prova, che potrà essere confermato, modificato o revocato in caso di violazioni.
Sul piano processuale, l’ipotesi di una futura richiesta di revisione del processo continua a essere oggetto di discussione tra tecnici e osservatori, ma al momento non incide sul quadro esecutivo: la condanna per l’omicidio di Chiara Poggi resta definitiva. La “seconda vita” di Stasi, lontana da Garlasco e sotto lo sguardo dei media, diventa così un test concreto su come l’ordinamento italiano gestisce il delicato equilibrio fra pena, reinserimento sociale e memoria delle vittime.
FAQ
Dove vive oggi Alberto Stasi dopo l’uscita dal carcere?
Attualmente vive in affitto in una piccola cittadina dell’hinterland milanese, scelta proprio per allontanarlo dal contesto di Garlasco.
Che tipo di misura alternativa sta scontando Alberto Stasi?
Sta scontando la pena in affidamento in prova ai servizi sociali, deciso dal Tribunale di Sorveglianza di Milano dopo oltre dieci anni di carcere.
Alberto Stasi è obbligato a fare volontariato come altri detenuti?
No, non è obbligato al volontariato perché ha già un lavoro stabile che consente sostentamento e pagamento progressivo del risarcimento alla famiglia Poggi.
Quali sono i principali vincoli orari imposti ad Alberto Stasi?
È obbligato a non uscire di casa prima delle 6:30, a rientrare entro le 23:00 e a non lasciare la Lombardia.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Alberto Stasi?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



