Digital Markets Act bilancio autorevole su indagini concluse e procedimenti ancora in corso

Digital Markets Act bilancio autorevole su indagini concluse e procedimenti ancora in corso

26 Maggio 2026

La notizia in sintesi:

  • La Commissione UE pubblica il terzo report annuale sull’applicazione del Digital Markets Act.
  • Sanzioni record: 500 milioni a Apple e 200 milioni a Meta per violazioni del DMA.
  • Nuove indagini su Google, Amazon Web Services e Microsoft Azure per pratiche anticoncorrenziali.
  • Il Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa e sanzioni più elevate, senza pressioni esterne.

    (Riassunto generato con AI).

Il bilancio 2025 del Digital Markets Act dell’Unione europea

La Commissione europea ha pubblicato il terzo report annuale sul Digital Markets Act (DMA), tracciando un quadro aggiornato di chi sono i grandi protagonisti coinvolti (Apple, Meta, Google, Amazon Web Services, Microsoft Azure), di che cosa è stato fatto nel 2025, dove si stanno concentrando le nuove indagini (motori di ricerca, app store, cloud computing), quando sono state adottate le decisioni chiave e perché Bruxelles ritiene necessario irrigidire ora l’applicazione delle regole sui gatekeeper digitali.

Il documento fotografa il passaggio da una fase dialogica (2023‑2024) a un’azione marcatamente sanzionatoria e regolatoria nel 2025, con l’obiettivo dichiarato di correggere distorsioni concorrenziali strutturali e rafforzare i diritti di utenti e sviluppatori nel mercato unico digitale europeo.

Prime maxi sanzioni, interoperabilità e nuove inchieste sul cloud

Nei primi due anni di attuazione (2023‑2024) la Commissione europea ha designato i primi gatekeeper e aperto un dialogo tecnico sulla conformità al DMA. Nel 2025, con l’avvio di controlli più stringenti, sono arrivati i primi interventi punitivi concreti.

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Il report conferma una sanzione da 500 milioni di euro ad Apple, accusata di aver impedito agli sviluppatori di informare gratuitamente gli utenti sull’esistenza di metodi di pagamento alternativi rispetto a quelli interni a iOS. In parallelo, a Meta è stata inflitta una multa da 200 milioni di euro per il modello *“Consent or Pay”* applicato a Facebook e Instagram, giudicato in contrasto con gli obblighi del DMA in materia di scelta effettiva e non condizionata degli utenti. Entrambe le società hanno presentato ricorso, aprendo un fronte giuridico che influenzerà l’interpretazione futura del regolamento.

A fine marzo 2025, Bruxelles ha poi fissato requisiti tecnici di interoperabilità che Apple dovrà rispettare per garantire un accesso equo alle funzionalità di iOS da parte di smartwatch e altri dispositivi di terze parti. Anche questa decisione è stata impugnata dall’azienda di Cupertino, segno della posta economica e strategica in gioco.

La Commissione ha inoltre aperto, da metà novembre 2025, un’indagine formale su Google. Il sospetto è che il motore di ricerca di Mountain View penalizzi nei risultati i siti che ospitano contenuti di partner commerciali, alterando la neutralità del ranking.

Le istruttorie più recenti si concentrano però sul cloud computing: l’esecutivo UE sta valutando se Amazon Web Services e Microsoft Azure debbano essere pienamente assoggettati agli obblighi DMA e se le norme esistenti siano sufficienti a contrastare pratiche che riducono la contendibilità dei servizi cloud, come vincoli contrattuali, costi di uscita e vantaggi auto‑preferenziali nelle suite proprietarie.

All’inizio di maggio, il Parlamento europeo ha chiesto formalmente un’applicazione più rigorosa del DMA, conclusioni d’indagine più rapide e sanzioni più elevate, invitando la Commissione a resistere a eventuali pressioni politiche provenienti da paesi terzi, in particolare dagli Stati Uniti.

Scenari futuri per Big Tech e mercato digitale europeo

L’esito dei ricorsi di Apple e Meta, insieme alle indagini su Google, Amazon Web Services e Microsoft Azure, definirà i confini effettivi del DMA nei prossimi anni. Se la linea dura di Bruxelles verrà confermata, le big tech dovranno rivedere profondamente modelli di business, architetture tecniche e strategie commerciali nello Spazio economico europeo, con effetti potenzialmente dirompenti su app store, pubblicità online e servizi cloud. Per sviluppatori e imprese europee potrebbe aprirsi una nuova finestra competitiva, ma la reale efficacia delle norme dipenderà dalla capacità della Commissione di chiudere le indagini in tempi brevi e di comminare sanzioni davvero dissuasive.

FAQ

Che cos’è il Digital Markets Act e a chi si applica?

Il Digital Markets Act è il regolamento UE che disciplina le piattaforme “gatekeeper”, imponendo obblighi specifici a grandi operatori come Apple, Meta, Google, Amazon Web Services e Microsoft.

Perché Apple è stata multata dall’Unione europea nel 2025?

Apple è stata sanzionata per 500 milioni di euro perché avrebbe ostacolato gli sviluppatori nel comunicare metodi di pagamento alternativi agli utenti iOS, violando gli obblighi di apertura del DMA.

Qual è il motivo della multa a Meta per il modello Consent or Pay?

Meta ha ricevuto 200 milioni di euro di sanzione poiché il modello “Consent or Pay” su Facebook e Instagram è stato ritenuto incompatibile con le regole DMA sulla libera scelta degli utenti.

Cosa rischiano Amazon Web Services e Microsoft Azure con le nuove indagini?

Amazon Web Services e Microsoft Azure rischiano l’estensione piena degli obblighi DMA, con eventuali rimedi strutturali o sanzioni se verranno accertate pratiche che limitano la concorrenza nel cloud europeo.

Da quali fonti è stata elaborata questa notizia sul Digital Markets Act?

Questa notizia è stata elaborata dalla nostra Redazione sulla base di una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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