Giuseppe Cruciani si propone per Milano ma esclude una candidatura a sindaco imminente

8 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Giuseppe Cruciani dice che farebbe il sindaco di Milano, ma esclude una candidatura imminente.
  • Nell’intervista al Corriere della Sera critica la gestione della sicurezza e il centrodestra milanese.
  • Commenta anche Vannacci ed Elly Schlein, confermando il suo stile provocatorio.
  • Le dichiarazioni arrivano dopo l’uscita del suo libro Libertà – Tutto Cruciani dalla A alla Z.

(Riassunto generato con AI)

Cruciani e l’ipotesi Milano

Giuseppe Cruciani rilancia un’ipotesi politica che riguarda direttamente Milano: in un’intervista al Corriere della Sera, diffusa all’indomani dell’uscita del libro Libertà – Tutto Cruciani dalla A alla Z. L’Alfabeto del politicamente scorretto, il giornalista e conduttore ha detto che farebbe il sindaco della città. Ha però precisato che non lo farà, indicando comunque nell’amministrazione locale l’unico spazio in cui gli piacerebbe impegnarsi in politica, perché più vicino ai problemi concreti.

Il riferimento nasce in un passaggio dedicato a Milano e al tema della sicurezza, questione che Cruciani lega anche alla sua esperienza recente, dopo il furto dello scooter.

Nelle sue parole emerge una valutazione critica sia dell’attuale gestione cittadina sia dell’opposizione: da un lato contesta al sindaco Giuseppe Sala di aver sottovalutato la sicurezza, dall’altro giudica incomprensibile l’incapacità del centrodestra di individuare un candidato competitivo.

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Sicurezza, Sala e il modello politico evocato

Nel colloquio con il Corriere della Sera, Cruciani afferma di confrontarsi spesso con Sala, che dice di incontrare a casa di amici comuni. Su questo piano, la critica non è generica: secondo il conduttore, il sindaco avrebbe sottovalutato il tema della sicurezza, uno dei punti che più incidono sulla percezione quotidiana dei cittadini.

La sua analisi si allarga poi al quadro politico milanese, dove vede un vuoto di proposta nel centrodestra.

Cruciani sostiene infatti che cercare un candidato capace di parlare soltanto ai poteri cittadini sia un errore e indica invece la necessità di una figura più vicina al territorio, *“porta a porta, quasi alla Vannacci”*. Il riferimento al generale Roberto Vannacci viene collegato a due temi precisi, sicurezza e immigrazione. Secondo Cruciani, il consenso nato attorno a quel profilo segnala un malessere reale: *“Su sicurezza e immigrazione la gente non è contenta, altrimenti non sarebbe nato il fenomeno Vannacci”*.

Pur specificando di non essere di destra, il giornalista riconosce una convergenza su alcuni argomenti e ribadisce una linea volutamente controcorrente, coerente con il tono del libro appena pubblicato e con il personaggio pubblico costruito negli anni.

Nell’intervista c’è spazio anche per un passaggio destinato a far discutere: Cruciani dice che abolirebbe il reato di femminicidio, motivando la posizione con l’idea che ogni caso sia diverso e non automaticamente riconducibile a un odio generale verso le donne. È una presa di posizione che si inserisce nel suo consueto registro polemico, ma che tocca un terreno altamente sensibile del dibattito pubblico.

Il segnale politico oltre la provocazione

Accanto ai temi più divisivi, Cruciani lancia anche una sfida alla segretaria del Pd Elly Schlein. La invita a presentare una proposta sul matrimonio egualitario *“alla spagnola”*, dicendo che in quel caso sarebbe il primo a sostenerla.

Il passaggio suggerisce un punto politico meno episodico della sola provocazione: Cruciani prova a collocarsi fuori dagli schieramenti rigidi, criticando la sinistra su alcuni fronti ma riconoscendole la possibilità di governare il Paese, purché assuma con chiarezza alcune battaglie identitarie. È questo, più della candidatura evocata a Milano, l’elemento che può avere un seguito nel confronto pubblico.

FAQ

Cruciani vuole candidarsi sindaco di Milano?

Sì, ha detto che lo farebbe, ma ha anche precisato che non intende farlo davvero.

Dove ha parlato dell’ipotesi Milano?

Sì, ne ha parlato in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Cosa critica della gestione di Sala?

Sì, critica soprattutto una sottovalutazione del tema sicurezza da parte di Giuseppe Sala.

Che posizione esprime su Vannacci e Schlein?

Sì, collega Vannacci al malcontento su sicurezza e immigrazione e sfida Schlein sul matrimonio egualitario.

Come è stato verificato questo contenuto?

Sì, nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Il Fatto Quotidiano.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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