Crans-Montana, sindaco Féraud nel mirino: dimissioni-farsa e indignazione, la comunità non ci sta

Crans-Montana, sindaco Féraud nel mirino: dimissioni-farsa e indignazione, la comunità non ci sta

16 Gennaio 2026

Dimissioni parziali e polemiche crescenti

Nicolas Féraud resta sindaco di Crans-Montana ma lascia il Comitato organizzatore dei Mondiali FIS 2027, presentando il passo indietro come scelta dettata dalla necessità di gestire la crisi e gli affari correnti del Comune. La decisione arriva dopo le accuse di mancati controlli di sicurezza al disco-bar Le Constellation, dove nel rogo di Capodanno sono morti 40 giovani. Al suo posto nel Comitato entra l’assessore allo sport Sébastien Rey.

La mossa, definita da molti un gesto simbolico, non risponde alle richieste dei familiari delle vittime, che chiedono le dimissioni complete dalla carica di sindaco. Intanto cresce la pressione pubblica: su change.org è stata avviata una petizione che ha già raccolto quasi 800 firme per chiederne l’uscita dal Municipio. La percezione diffusa è che il sindaco abbia scelto un sacrificio limitato per contenere l’impatto politico, non per assunzione piena di responsabilità.

In parallelo, la località vallesana si prepara agli appuntamenti sportivi imminenti: tra il 30 gennaio e il 1° febbraio ospiterà le gare di velocità maschili e femminili della Coppa del Mondo di sci. La convivenza tra eventi di richiamo internazionale e la gestione del lutto collettivo acuisce lo scarto tra immagine turistica e richiesta di giustizia, alimentando nuove critiche verso l’amministrazione comunale.

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Processo imminente e rischio finanziario per il Comune

Il procedimento penale atteso sulla tragedia del Le Constellation pone il Comune di Crans-Montana davanti a un rischio economico senza precedenti. Le richieste di risarcimento dei familiari delle 40 vittime potrebbero generare un esborso tale da mettere sotto pressione la liquidità dell’ente, fino a ipotizzare scenari di dissesto. La valutazione legale in corso mira a circoscrivere responsabilità e nesso di causalità tra i mancati controlli e l’incendio.

Le dimissioni di Nicolas Féraud dal comitato dei Mondiali FIS 2027 appaiono funzionali alla costruzione della strategia difensiva, più che a un cambio di rotta amministrativa. Gli avvocati del Comune preparano una linea che potrebbe includere transazioni selettive o la chiamata in causa dei proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, per condividere gli oneri. Il quadro assicurativo e le coperture di responsabilità civile saranno determinanti per evitare un impatto sistemico sui conti pubblici.

In parallelo, si valuta la costituzione di parte civile da parte di soggetti istituzionali e l’eventuale coordinamento con l’autorità cantonale del Vallese. La tenuta finanziaria dipenderà dall’esito tecnico delle perizie e dalla cronologia processuale: ogni rinvio prolunga l’incertezza, complica la programmazione di spesa e mette a rischio servizi essenziali, oltre alla credibilità della piazza turistica.

Pressioni politiche e risposta delle istituzioni europee

Il fronte politico si muove: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano sollecita la costituzione di parte civile dell’Unione europea e dell’Italia nel futuro processo sull’incendio del Le Constellation. L’iniziativa punta a rafforzare il peso istituzionale delle vittime e a presidiare i profili transnazionali legati alla sicurezza dei locali e alla mobilità dei cittadini europei. La mossa aumenta la pressione su Crans-Montana e sul Canton Vallese in vista delle verifiche sulle omissioni dei controlli.

Da Bruxelles arriva però una frenata: la Commissione europea, tramite la portavoce, chiarisce che un eventuale intervento dipenderà dal quadro giuridico svizzero e dai limiti dei Trattati. La partecipazione dell’esecutivo UE a procedimenti nazionali è ammessa solo quando siano in gioco diritti o interessi sanciti dal diritto europeo e nel rispetto delle condizioni di ammissibilità previste dalla legge locale. Messaggio politico: solidarietà alle famiglie, ma nessuna automatica legittimazione in aula.

La distinzione tra impulso politico e compatibilità legale definisce il perimetro d’azione: Roma spinge per ampliare il perimetro delle parti civili, Bruxelles rivendica un approccio prudente, Berna resta l’arbitro delle regole di accesso. Nel frattempo, la pressione dell’opinione pubblica e delle petizioni online mantiene alta la richiesta di responsabilità verso il sindaco Nicolas Féraud e le autorità locali.

FAQ

  • Chi ha chiesto l’intervento delle istituzioni europee? Il sottosegretario italiano Alfredo Mantovano ha sollecitato la costituzione di parte civile di UE e Italia.
  • Qual è la posizione della Commissione europea? Ha precisato che l’eventuale partecipazione dipende dalla normativa svizzera e dai limiti dei Trattati.
  • La Commissione parteciperà sicuramente al processo? No, l’ingresso non è automatico e richiede compatibilità giuridica e ammissibilità secondo la legge nazionale.
  • Quali effetti ha la richiesta italiana su Crans-Montana? Aumenta la pressione politica e mediatica sulle autorità locali e sul sindaco Nicolas Féraud.
  • Che ruolo ha la Svizzera nelle ammissioni in giudizio? Le regole di accesso sono determinate dall’ordinamento svizzero e dagli organi giudiziari competenti.
  • Quali sono le istanze principali delle famiglie delle vittime? Dimissioni piene del sindaco, accertamento delle responsabilità e risarcimenti adeguati.
  • Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni riprendono quanto riportato dalla stampa italiana, in particolare dalla testata che ha ricostruito le posizioni di Mantovano e della Commissione europea.
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