Il personaggio di Al Pacino in Manglehorn di David Gordon Green (già presente al Lido l’anno scorso con il film Joe con Nicolas Cage) è quello di un fabbro senza particolari interessi, nè fortune.
Un uomo rassegnato e pentito dei suoi comportamenti passati che trascorre il tempo libero curando il suo gatto Fanny e pensando e scrivendo al suo vecchio amore, Clara.
Clara che non ha mai risposto alle sue lettere. Probabilmente a causa del cattivo carattere di lui (ma su questo non ho nessuna certezza).
La vita non sembra riprendere se non quando finalmente, forse, riceve un segnale, che gli permette di tornare l’uomo che era.
Il film si regge unicamente sull’ottima (inutile precisarlo) interpretazione di Al Pacino che comunque non convince.
Dal vecchio Tony Montana non ti aspetti mai un atteggiamento rassegnato e a dirla tutta infastidisce non poco.
Sebbene anche Angelo sia un ribelle ed un anticonformista (lo si evince dai discorsi con la nipotina al parco) il personaggio non decolla mai, a causa di una sceneggiatura poco brillante anche nei dialoghi e nei monologhi dell’attore e per una regia, lenta, sdolcinata e per niente efficace.
Presidente Presidente Associazione LawBoat · Speaker Gdpr dayPhD
Sono un Avv. specializzata in Privacy, AI e Digitale. Aiuto i Titolari a conformarsi alla normativa e faccio crescere i Dpo, anche attraverso l’associazione che presiedo. Privacy Academy.
Avvocato e Docente. Prof a contratto a Ca' Foscari e Università Pegaso Telematica.
Specializzata nella consulenza legale su Privacy e Sicurezza delle informazioni. Commissario d'esame per le certificazioni di Privacy Officer. Ha pubblicato con CEDAM, Utet, FAG, IPSOA.
Autore per testate on line e off line.
Areas of Expertise:
GDPR Compliance, AI Act Regulation, Data Protection, Privacy by Design, Cybersecurity Law, Digital Law, Legal Tech Strategy, Risk Management, Corporate Governance, Formazione DPO, Privacy Impact Assessment (DPIA), Intelligenza Artificiale e Diritto.
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