Religioni protagoniste al World Economic Forum: alleanza inedita per cancellare il debito globale e ripensare l’economia

Religioni protagoniste al World Economic Forum: alleanza inedita per cancellare il debito globale e ripensare l’economia

23 Gennaio 2026

Religioni del mondo al World Economic Forum (WEF): cancellare il debito

Preghiera globale e pressione sul WEF

Durante l’apertura del World Economic Forum del 2026, una rete di leader religiosi e attivisti ha lanciato un appello coordinato contro il peso del debito che intrappola 3,4 miliardi di persone nei paesi più vulnerabili. Nella liturgia interreligiosa tenuta a Nairobi e online, voci da Kenya, Sudafrica, Zimbabwe, Filippine, Pakistan, Nepal e altri contesti hanno denunciato governi costretti a destinare più risorse al rimborso dei creditori che alla sanità, all’istruzione e alla sicurezza alimentare.

L’evento, promosso da realtà ecumeniche come il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), si è svolto in parallelo ai lavori ufficiali del WEF, configurandosi come un contro-forum spirituale sulle disuguaglianze globali. Una comunità nigeriana in preghiera online ha simboleggiato una mobilitazione diffusa che collega continenti e confessioni diverse.

La liturgia ha insistito sul legame diretto tra debito, crisi climatica e violazioni dei diritti umani, sottolineando come i paesi più esposti a inondazioni, siccità e uragani siano anche quelli soffocati da interessi elevati e condizioni di credito imposte dai grandi centri finanziari globali.

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Giubileo, clima e riforma del sistema finanziario

Nel cuore della celebrazione è emersa la categoria biblica del Giubileo, reinterpretata come proposta politica per la cancellazione dei debiti ingiusti e per la ristrutturazione dell’architettura finanziaria globale. I partecipanti hanno rilanciato l’idea che la remissione del debito non sia un atto caritatevole ma una misura di giustizia storica verso i paesi impoveriti da secoli di sfruttamento economico e coloniale.

La pastora Angelique Walker-Smith, presidente del CEC per l’area Nord America–Turtle Island, ha evocato un “Giubileo per le persone e per il pianeta”, citando il Levitico 25:10 per collegare liberazione economica, redistribuzione e tutela della dignità umana. Il suo intervento ha mostrato come l’indebitamento strutturale alimenti un circolo vizioso: i paesi colpiti da disastri climatici devono prendere nuovi prestiti per ricostruire, aggravando una spirale che soffoca qualsiasi prospettiva di sviluppo sostenibile.

Tra le richieste avanzate spiccano maggiore tassazione delle grandi ricchezze, trasparenza finanziaria, limiti al potere delle corporation e investimenti massicci nella giustizia climatica, con priorità a comunità indigene e periferie urbane.

Il dibattito in Italia sulle disuguaglianze

In Italia, il dibattito sollevato dalle chiese si concentra sull’intreccio fra squilibri globali e fratture interne. La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) dedica la Settimana della Libertà 2026 al tema “Italia (dis)eguale”, mettendo sotto la lente disuguaglianze economiche, sociali, di genere e generazionali. Il dossier curato per l’occasione analizza salari stagnanti, precarietà lavorativa, povertà educativa e divari territoriali tra aree metropolitane e zone interne.

Il percorso propone un’educazione critica alla cittadinanza economica, invitando comunità locali, parrocchie e associazioni a interrogarsi su come il sistema del debito e le logiche di mercato condizionino l’accesso a casa, salute, istruzione e partecipazione politica. Le chiese vengono sollecitate a trasformare la solidarietà occasionale in advocacy strutturale, collegandosi a campagne come ZacTax, “Trasforma il Debito in Speranza” e alla piattaforma per una “Nuova Architettura Finanziaria ed Economica Internazionale” (NIFEA).

L’obiettivo è mettere in dialogo fede, ricerca sociale e proposte legislative per ridurre le disuguaglianze e tutelare i beni comuni, a partire dal clima e dai servizi pubblici essenziali.

FAQ

D: Perché i leader religiosi intervengono sul tema del debito?
R: Perché considerano il debito ingiusto una violazione della dignità umana e dei diritti fondamentali, non solo una questione tecnica di finanza.

D: Qual è il legame tra debito e crisi climatica?
R: I paesi più colpiti dagli eventi estremi sono spesso costretti a indebitarsi per la ricostruzione, aggravando una spirale che sottrae risorse alla prevenzione e all’adattamento.

D: Che cosa significa parlare di Giubileo oggi?
R: Indica la richiesta di cancellare o ristrutturare i debiti insostenibili, riequilibrare le relazioni economiche e restituire potere decisionale alle comunità impoverite.

D: Che ruolo ha avuto il CEC durante il WEF?
R: Il Consiglio ecumenico delle chiese ha coordinato la liturgia globale e le azioni pubbliche per portare al WEF la voce delle comunità di base sul debito e sul clima.

D: Come si collega questa iniziativa alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani?
R: Le chiese hanno usato questo tempo di preghiera comune per unire riflessione spirituale e impegno concreto contro le disuguaglianze.

D: Cosa propone la FCEI in Italia sulle disuguaglianze?
R: La FCEI promuove studi, incontri pubblici e campagne che analizzano le disuguaglianze e sollecitano riforme sociali ed economiche.

D: Quali sono alcune campagne collegate alla giustizia economica e climatica?
R: Tra le principali vi sono ZacTax, “Trasforma il Debito in Speranza” e l’iniziativa NIFEA per riformare l’architettura finanziaria globale.

D: Qual è la fonte giornalistica originale di questo resoconto?
R: Le informazioni derivano da NEV – Notizie Evangeliche (“Global faith voices unite for debt justice during World Economic Forum | World Council of Churches” e “Settimana della libertà 2026, FCEI promuove riflessione su diseguaglianze”).


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