Un tesoro ritrovato: gli affreschi di Angelo Michele Colonna

8 Settembre 2020

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—- di Greta V. Galimberti – Trendiest News —-

Il ciclo di affreschi si trova in Palazzo Niccolini a Firenze: fu eseguito nella seconda metà del XVII secolo dal noto pittore Angelo Michele Colonna per Palazzo Niccolini in via dei Servi a Firenze, attuale sede del Provveditorato alle Opere Pubbliche.
Si tratta di quadrature, ovvero architetture dipinte che ricoprivano pareti e soffitti degli ambienti della Galleria realizzata all’interno di Palazzo Niccolini nell’ambito dei lavori di ammodernamento commissionati da Filippo, primo marchese di Ponsacco e Camugliano, allora proprietario del palazzo.

Gli affreschi

Il Colonna, pittore celebrato dalle corti italiane e straniere, aveva qualche anno prima affrescato per i Medici alcune sale dell’appartamento estivo del Granduca a Palazzo Pitti (ora Museo del Tesoro dei Granduchi).
Nel 1956, allorquando fu intrapreso il restauro del Palazzo per destinarlo a sede del
Provveditorato alle Opere Pubbliche, poiché la Galleria si presentava già allora ridotta
a circa un terzo della sua estensione originale, a seguito della decisione di modificare
gli ambienti per ricreare una loggia aperta, gli affreschi furono strappati e trasportati su tela. Purtroppo essi non furono mai riposizionati e ad oltre sessant’anni dalla loro rimozione non risultavano più noti agli studi.

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Le recenti ricerche effettuate dall’architetto Giuseppina Clausi, funzionario della Soprintendenza, all’interno dell’archivio Niccolini hanno riportato alla luce i pagamenti ad Angiolo Michele Colonna confermando l’importanza e la magnificenza del ciclo, stimolandone la ricerca all’interno dei depositi della Soprintendenza, tra i materiali di provenienza ignota.
È stata quindi avviata una ricognizione all’interno dei depositi, a cura dell’architetto
Clausi in collaborazione con la dottoressa Vanessa Gavioli, responsabile dei depositi, e
con l’architetto Hosea Scelza, funzionario competente per territorio, conclusasi con il
ritrovamento del suddetto ciclo decorativo così come si presentava al momento
della rimozione.

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Il restauro

Considerata la natura degli affreschi in questione, progettati e realizzati in stretta
correlazione con l’involucro architettonico, sono state svolte indagini preventive al fine
di verificare la possibilità di ricollocazione nella sede originaria. L’operazione, seppur complessa, è risultata possibile e sarà oggetto di un apposito progetto da attuarsi in
collaborazione tra Soprintendenza e Provveditorato, al fine di restituire alla città di
Firenze un brano fondamentale per la storia dell’arte e dell’architettura del
Seicento.

Gli affreschi, ad oggi, presentano diverse alterazioni della cromia originale, alcune
parti sono meglio leggibili di altre, secondo una ovvia discontinuità conservativa
causata dal trauma dello strappo e dell’arrotolamento, nonché dalla giacenza nei
depositi per oltre sessant’anni. Nonostante l’apparente opacizzazione dei colori e lo
strato di sedimentazioni diffuse sulle superfici, il potenziale di recupero dell’originario splendore è piuttosto elevato, pertanto la Soprintendenza del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) ne ha caldeggiato il restauro presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche che in questi giorni ha emanato la determina per l’affidamento dell’incarico.

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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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