Seveso ricorda Icmesa con Mattarella, ma il Bosco delle Querce torna al centro delle proteste

10 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Seveso ricorda i 50 anni del disastro Icmesa con Sergio Mattarella al Bosco delle Querce.
  • Il parco, simbolo di rinascita, è al centro delle contestazioni sul tracciato Pedemontana.
  • Gli ambientalisti denunciano disboscamento e possibili rischi legati a terreni ancora contaminati da diossina.
  • La ricorrenza riapre il nodo tra memoria storica, bonifiche incompiute e nuove infrastrutture.

(Riassunto generato con AI)

Seveso, memoria e tensioni sul Bosco delle Querce

A Seveso, nel cuore della Brianza, il cinquantesimo anniversario del disastro Icmesa riporta al centro il Bosco delle Querce, luogo simbolo della ricostruzione ambientale visitato oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la commemorazione ufficiale.

Il parco sorge sull’area più colpita dalla nube tossica di diossina sprigionata il 10 luglio 1976 dal guasto a un reattore dell’azienda chimica, un evento che segnò la storia ambientale italiana e portò a evacuazioni, lesioni cutanee soprattutto nei bambini e alla morte di migliaia di animali.

Ma mentre le istituzioni ricordano una tragedia che cambiò anche le legislazioni ambientali, gli ambientalisti locali rilanciano l’allarme sul progetto dell’autostrada Pedemontana, ritenuto una minaccia diretta alla fascia di confine della riserva naturale e, più in generale, alla memoria concreta di quel disastro.

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Il nodo Pedemontana tra alberi, scavi e bonifiche

Secondo quanto contestato dai gruppi locali, il tracciato della tratta B2 tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno arriverebbe a lambire il confine del Bosco delle Querce, entrando in parte nell’area e comportando l’abbattimento degli alberi lungo il percorso. Maurizio Zilio, presidente del Circolo Legambiente Seveso Laura Conti, sostiene che le compensazioni previste con nuove piantumazioni altrove non possano sostituire in tempi rapidi il patrimonio boschivo esistente.

Il punto più sensibile, però, riguarda il sottosuolo. Il parco è nato sopra le discariche dove furono collocati terreno e materiali contaminati dopo la bonifica, e per gli attivisti il tema non è solo paesaggistico ma sanitario e ambientale. Alberto Colombo, di Sinistra Ambiente Meda, sostiene che l’asportazione di 30 centimetri di terreno non sia sufficiente in alcune zone, perché la diossina sarebbe presente anche più in profondità.

Secondo questa lettura, eventuali lavori dovrebbero proseguire fino a certificare con analisi chimiche il rispetto delle soglie previste dalla legge. La ricorrenza del disastro rende così ancora più delicato il confronto tra esigenze infrastrutturali, tutela ecologica e gestione di un’eredità contaminata che, a mezzo secolo di distanza, continua a produrre effetti nel dibattito pubblico.

Una ricorrenza che pesa sulle scelte future

La presenza di Sergio Mattarella al Bosco delle Querce, insieme a rappresentanti istituzionali nazionali e lombardi, conferma il valore simbolico di Seveso nella storia repubblicana e ambientale del Paese.

Proprio per questo, la disputa sulla Pedemontana supera il piano locale: riguarda il modo in cui l’Italia decide di conciliare memoria, sicurezza e trasformazione del territorio. Gli attivisti hanno rivolto un appello al Capo dello Stato per fermare i lavori, segno che la commemorazione non chiude il passato ma riapre una domanda concreta sul futuro dell’area e sulla qualità delle bonifiche che l’hanno resa nuovamente vivibile.

FAQ

Che cos’è il Bosco delle Querce?

Sì, è il parco naturale sorto sull’area bonificata dopo il disastro Icmesa, sopra le vasche di contenimento dei materiali tossici rimossi.

Perché il Bosco delle Querce è contestato oggi?

Sì, perché il progetto della tratta B2 di Pedemontana è ritenuto dagli ambientalisti una minaccia al confine della riserva e agli alberi esistenti.

Quale anniversario si celebra a Seveso?

Sì, si commemorano i 50 anni dell’incidente industriale del 10 luglio 1976, quando una nube di diossina contaminò l’area di Seveso.

Quali rischi indicano gli ambientalisti locali?

Sì, segnalano disboscamento e possibili criticità negli scavi, sostenendo che in alcune aree la contaminazione da diossina possa estendersi oltre i primi 30 centimetri.

Come è stata verificata questa notizia?

Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Agenzia ANSA e rsi.

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