Naturalizzazione agevolata estesa agli svizzeri all’estero cambia le opportunità di cittadinanza
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Svizzera, cittadinanza contesa tra inclusione interna e diaspora all’estero
Chi chiede cosa in Svizzera? I promotori dell’“Iniziativa per la democrazia”, guidati da esponenti della sinistra ecologista come Sibel Arslan e attivi del mondo migrante, chiedono di semplificare e uniformare l’accesso alla cittadinanza per gli stranieri residenti. Dove avviene il confronto? Nel Consiglio nazionale a Berna, che ha già respinto il testo seguendo il parere del Consiglio federale. Quando? Nel 2026, dopo il deposito delle firme nel novembre 2024. Perché? Per superare quello che ricercatori e promotori definiscono un “deficit democratico preoccupante”: oltre un quarto della popolazione residente, pur pagando le tasse, rimane escluso dai diritti politici federali, mentre la diaspora svizzera conserva un ampio accesso al voto anche dopo generazioni all’estero.
In sintesi:
- Iniziativa per la democrazia: cittadinanza dopo 5 anni di residenza, lingua e nessun reato.
- Oggi servono 10 anni: la Svizzera è tra i Paesi più restrittivi d’Europa.
- Svizzera inclusiva con la diaspora, selettiva con gli immigrati residenti e loro figli.
- L’UDC rilancia il dibattito attaccando la doppia cittadinanza e difendendo lo “ius sanguinis”.
Una democrazia inclusiva verso l’estero, rigida verso chi vive nel Paese
L’“Iniziativa per la democrazia” propone che gli stranieri residenti da cinque anni in Svizzera, incensurati e con conoscenze di base di una lingua nazionale, ottengano un diritto esigibile al passaporto svizzero. Il testo introduce di fatto un forte elemento di ius soli accanto allo ius sanguinis tradizionale, avvicinando la Svizzera ai grandi Paesi d’immigrazione come Stati Uniti, Canada o Australia.
Oggi la naturalizzazione ordinaria richiede in genere 10 anni di soggiorno, contro una media europea di 6,9, con possibilità di cittadinanza già dopo 5 anni in molti Stati UE. Il tasso di naturalizzazione svizzero (1,9%) resta sotto la media europea (2,6%), anche perché ai figli degli immigrati è imposto un iter complesso pure se nati nel Paese. Parallelamente, circa 840’000 svizzeri all’estero beneficiano di pieni diritti politici federali; tre su quattro hanno doppia cittadinanza. La cittadinanza svizzera è trasmissibile all’estero per più generazioni, con requisiti procedurali relativamente modesti a partire dalla terza generazione.
Questa asimmetria – esclusione interna, inclusione esterna – è al centro dello scontro politico.
Identità nazionale, doppia cittadinanza e scenari demografici futuri
Il dibattito sulla riforma della cittadinanza si intreccia con una crescente sensibilità identitaria. Per l’UDC, rappresentata da figure come Pascal Schmid e Therese Schläpfer, la cittadinanza è “qualcosa di sacro”: il partito propone di legare la naturalizzazione all’abbandono del passaporto d’origine, colpendo direttamente la doppia cittadinanza. Una mossa osservata con attenzione dagli oltre 600’000 svizzeri all’estero con doppio passaporto.
Dal lato opposto, promotori come Sibel Arslan denunciano un sistema che divide persone che studiano, lavorano e pagano le tasse insieme, ma non partecipano alla stessa democrazia. Gli studi dell’Università di Lucerna hanno già qualificato la situazione come “preoccupante deficit democratico”, collocando la Svizzera al penultimo posto in Europa per integrazione politica degli immigrati. Sullo sfondo incombe anche l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, che orienta il dibattito pubblico più sul controllo dell’immigrazione che sulla sua inclusione istituzionale. Se le tendenze demografiche degli ultimi vent’anni proseguissero linearmente, in circa 50 anni i cittadini stranieri potrebbero eguagliare numericamente quelli svizzeri residenti; la diaspora, invece, potrebbe teoricamente raggiungere il peso elettorale degli aventi diritto in patria in circa 240 anni.
FAQ
Cosa prevede esattamente l’Iniziativa per la democrazia in Svizzera?
L’iniziativa prevede il diritto alla cittadinanza per stranieri residenti da 5 anni, incensurati e con competenze linguistiche di base in una lingua nazionale.
Perché la Svizzera è considerata restrittiva nella concessione della cittadinanza?
La Svizzera è restrittiva perché richiede generalmente 10 anni di residenza, procedure complesse per i figli di immigrati e mantiene un tasso di naturalizzazione inferiore alla media europea.
Qual è il ruolo degli svizzeri all’estero nel sistema democratico svizzero?
Gli svizzeri all’estero, circa 840’000 persone, dispongono di pieni diritti politici federali se registrati, inclusa la partecipazione a referendum e votazioni nazionali.
Perché l’UDC attacca la doppia cittadinanza nella discussione attuale?
L’UDC ritiene la doppia cittadinanza incompatibile con una lealtà esclusiva alla Svizzera e propone che i nuovi naturalizzati rinuncino al passaporto d’origine.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sulla cittadinanza svizzera?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra redazione.



