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Milano Cortina svela dietro le quinte di chiusura Olimpiadi e apertura Paralimpiadi

Milano Cortina svela dietro le quinte di chiusura Olimpiadi e apertura Paralimpiadi

21 Febbraio 2026

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Milano Cortina 2026, le cerimonie che trasformano l’Arena di Verona

Le cerimonie olimpiche e paralimpiche di Milano-Cortina 2026 saranno ospitate nell’Arena di Verona, monumento simbolo e sito Unesco. A guidarne l’impianto creativo è Adriano Martella, direttore creativo della cerimonia e head of creative di Filmmaster, con un lavoro iniziato anni fa e condiviso con numerosi reparti artistici. L’evento, previsto in Italia nel 2026, punta a ridefinire il format dei grandi show sportivi globali, diffusi su più città e centrati sul messaggio, non solo sullo spettacolo visivo. La scelta dell’Arena come venue storica e “viva” risponde alla volontà di unire patrimonio culturale, innovazione tecnologica e racconto del futuro olimpico, creando un’eredità concreta per la città e per il sistema italiano degli eventi.

In sintesi:

  • Cerimonie olimpiche e paralimpiche Milano Cortina 2026 nell’Arena di Verona, sito Unesco unico.
  • Adriano Martella e Filmmaster guidano un progetto centrato su messaggio, inclusione e legacy.
  • Format “Giochi diffusi” e uso creativo di spazio storico e città come palcoscenico.
  • Protagonisti: Roberto Bolle, Achille Lauro, Gabry Ponte, Meduza, Stuart Copeland e molti altri.

Un format inedito tra monumento vivo, tecnologia e messaggio universale

Per Adriano Martella, che in Filmmaster ha iniziato come stagista dopo una lezione del mentore Alfredo Accatino, Milano Cortina 2026 è la “chiusura del cerchio” rispetto alla memoria di Torino 2006. Le cerimonie, sottolinea, restano uno degli ultimi spazi di comunicazione davvero universale, capaci di inviare messaggi “neutri” rispetto a politica, religione, cultura.

Non saranno, afferma, show costruiti solo sull’effetto visivo: il baricentro è il contenuto. Non le “più grandi” cerimonie mai realizzate, ma tra le più speciali, perché dense di “prime volte”. È la prima edizione con Giochi davvero diffusi, senza un’unica città ospite, e la prima in cui le cerimonie si svolgono in un monumento storico della portata dell’Arena di Verona, con spazi estremamente ridotti dietro le quinte.

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Il backstage limitato ha imposto soluzioni sceniche ingegnose per mantenere ritmo e sorpresa senza congestionare l’anfiteatro, considerato non semplice set, ma “protagonista simbolico”. Dal punto di vista televisivo, l’innesto di un impianto scenico contemporaneo in un teatro romano promette inquadrature irripetibili, pensate come sequenze di “photo opportunity” globali, con stacchi su città, paesaggi e montagne per raccontare visivamente il futuro dei Giochi diffusi.

Il progetto coinvolge profondamente la comunità: Fondazione Arena di Verona, Accademia di Belle Arti, volontari. L’obiettivo dichiarato è costruire una legacy di orgoglio locale, evitando l’effetto “circo itinerante” che arriva, monta e scompare.

Beauty in Action, Life in Motion e la legacy culturale italiana

Lo show si estenderà oltre l’anfiteatro, abbracciando Piazza Bra e il Teatro Filarmonico, con coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona. La cerimonia di chiusura olimpica ruoterà intorno al concept “Beauty in Action”, omaggio alla bellezza italiana come forza dinamica, in continuo mutamento. Il filo narrativo sarà l’acqua, presente anche nella scenografia a forma di goccia: “minimo comune denominatore della vita”, elemento che disegna il territorio, permette gli sport invernali e segnala la fragilità climatica.

L’acqua diventa metafora del ciclo che unisce montagna, pianura, città, laguna, mare e cielo. Protagonista al centro sarà Roberto Bolle, definito da Martella emblema del “bello italiano” e del saper fare col corpo, inserito in un cast selezionato esclusivamente per qualità. Con lui, il compositore Michele Braga, il musicista Vittorio Cosma, la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, le coreografie di Diego Tortelli con Aterballetto.

Sul fronte pop ed elettronico, l’Arena diventerà dancefloor con Gabry Ponte, mentre Achille Lauro, già tedoforo, tornerà a Verona per una performance inedita. A chiudere il racconto sarà l’attrice Benedetta Porcaroli, legata al tema della bellezza come “energia concreta”. La dimensione musicale, favorita dalla natura poliedrica dell’anfiteatro, spazierà dall’opera al pop internazionale.

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi del 6 marzo sarà centrata su “Life in Motion”, per affermare che la vita non si ferma e che ogni persona ha una chance di evoluzione. Martella vuole superare la retorica dei “super uomini” o “super donne”: prima di tutto, sono persone e atleti. Sul palco saliranno anche Stuart Copeland, storico batterista dei Police, e il trio house Meduza, a rappresentare il dialogo tra generazioni.

Il concetto di “Italian Souvenir” sintetizza la legacy attesa: trasferimento di know-how, cultura e sensibilità olimpica, con l’auspicio che siano soprattutto i valori a sedimentarsi, mostrando al mondo un volto inaspettato dell’Italia.

FAQ

Quando si svolgeranno le cerimonie di Milano Cortina 2026 a Verona?

Le cerimonie olimpiche e paralimpiche sono previste nel 2026, con l’apertura delle Paralimpiadi fissata per il 6 marzo all’Arena di Verona.

Perché le cerimonie di Milano Cortina saranno nell’Arena di Verona?

La scelta punta a valorizzare un monumento Unesco vivo, unendo patrimonio storico, innovazione scenica e coinvolgimento cittadino, per creare una legacy culturale duratura e un format olimpico realmente diffuso.

Chi è il direttore creativo delle cerimonie Milano Cortina 2026?

Il direttore creativo è Adriano Martella, head of creative di Filmmaster, con esperienza pluriennale nelle grandi cerimonie, già legato ai Giochi di Torino 2006.

Quali artisti saranno protagonisti delle cerimonie a Verona?

Parteciperanno, tra gli altri, Roberto Bolle, Gabry Ponte, Achille Lauro, Benedetta Porcaroli, Stuart Copeland, Meduza, oltre a Michele Braga e Vittorio Cosma.

Qual è la fonte delle informazioni sulle cerimonie di Milano Cortina 2026?

Le informazioni provengono dall’intervista di Federica Mochi pubblicata da Adnkronos, che ha raccolto il racconto diretto di Adriano Martella.

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