Google rischia maxi multa dall’Unione Europea per presunta violazione delle regole del Digital Markets Act

Google rischia maxi multa dall’Unione Europea per presunta violazione delle regole del Digital Markets Act

26 Maggio 2026

La notizia in sintesi:

  • La Commissione europea valuta una maxi sanzione contro Google per violazioni del Digital Markets Act.
  • Nel mirino: auto-preferenza nei risultati di Google Search e regole sui pagamenti nel Play Store.
  • La multa potrebbe superare quelle già annunciate per Apple e Meta sul rispetto del DMA.
  • Google contesta l’impatto del DMA, parlando di “peggioramento” dell’esperienza utenti europei.

(Riassunto generato con AI)

Maxi sanzione UE su Google per violazione del Digital Markets Act

La Commissione europea si prepara a colpire Google con una sanzione record per violazione del Digital Markets Act (DMA), secondo indiscrezioni del quotidiano tedesco Handelsblatt. L’azienda di Mountain View è accusata di aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Search e di aver imposto condizioni penalizzanti agli sviluppatori sul Play Store. L’azione si inserisce nel nuovo quadro regolatorio dell’Unione europea, volto a limitare il potere dei grandi gatekeeper digitali nel mercato unico. Bruxelles punta a chiudere l’indagine prima della pausa estiva, con una multa potenzialmente superiore a quelle già annunciate per Apple e Meta. L’obiettivo politico e regolatorio è chiaro: garantire maggiore concorrenza e trasparenza per imprese e consumatori europei, impedendo pratiche di auto-preferenza e barriere all’uso di sistemi di pagamento alternativi.

Come è nata l’indagine UE e quali violazioni contesta a Google

L’indagine formale contro Google è stata avviata dalla Commissione europea a fine marzo 2024, nell’ambito delle prime procedure aperte per verificare l’applicazione del DMA ai grandi gatekeeper digitali. Circa un anno dopo l’apertura del caso, Bruxelles ha pubblicato risultati preliminari che delineano due violazioni principali da parte del gruppo di Mountain View.

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In primo luogo, Google avrebbe violato il DMA impedendo agli sviluppatori di informare liberamente gli utenti sulla disponibilità di metodi di pagamento alternativi a quelli integrati nel Play Store, applicando nel contempo commissioni troppo elevate per gli acquisti effettuati al di fuori dell’ecosistema proprietario. In secondo luogo, l’azienda è accusata di pratiche di auto-preferenza in Google Search, con un posizionamento privilegiato dei propri servizi rispetto a quelli concorrenti nei risultati di ricerca, a danno di imprese rivali e piattaforme verticali.

La Commissione ha chiarito di preferire l’adeguamento volontario alle sanzioni e ha concesso tempo aggiuntivo a Google per proporre rimedi più efficaci, ritenendo insufficiente la prima serie di modifiche presentate. Il portavoce comunitario Thomas Regnier ha spiegato che “la soluzione non è sufficientemente solida”, sottolineando la necessità di tutelare in modo concreto imprese e cittadini europei.

Secondo fonti interne citate da Handelsblatt, l’istruttoria dovrebbe concludersi prima della pausa estiva con una pesante sanzione per Google, potenzialmente superiore ai 500 milioni di euro. La cifra potrebbe quindi oltrepassare le multe da 500 e 200 milioni di euro che Apple e Meta dovrebbero pagare per distinte violazioni del DMA, importi attualmente contestati in sede di ricorso. Da parte sua, un portavoce di Google ha criticato apertamente l’impatto delle nuove regole europee, affermando che le modifiche già apportate a Search ai sensi del DMA rappresentano “il più grande peggioramento nella storia del prodotto, creando un’esperienza di seconda categoria per gli europei a vantaggio di pochi reclamanti mossi da interessi personali”.

Conseguenze per il mercato digitale europeo e le prossime mosse

Una maxi sanzione contro Google segnerebbe un passaggio chiave nell’applicazione del DMA e costituirebbe un precedente per tutti i grandi player digitali attivi nell’Unione europea. Oltre all’impatto economico immediato, l’esito del caso condizionerà i modelli di business legati ai marketplace di app, alla pubblicità online e ai servizi integrati nei motori di ricerca.

Per sviluppatori, piattaforme verticali e imprese europee, una decisione severa potrebbe tradursi in maggiori margini di visibilità e in condizioni più eque sui pagamenti, mentre per gli utenti finali l’effetto si giocherà tra una possibile maggiore concorrenza e un rischio di esperienza d’uso più frammentata. Le prossime settimane saranno decisive per misurare quanto la Commissione europea intenda spingersi nel riequilibrare il rapporto di forza con i grandi intermediari digitali.

FAQ

Che cosa contesta la Commissione europea a Google con il DMA?

La Commissione accusa Google di auto-preferenza nei risultati di Search e di ostacolare metodi di pagamento alternativi nel Play Store, con commissioni ritenute eccessive.

Quanto potrebbe ammontare la multa UE contro Google?

La sanzione potrebbe superare i 500 milioni di euro, quindi risultare più elevata rispetto alle multe prospettate per Apple e Meta.

Quando dovrebbe concludersi l’indagine DMA su Google?

L’indagine della Commissione dovrebbe chiudersi prima della pausa estiva, salvo rinvii legati a nuovi sviluppi procedurali o a ulteriori proposte correttive.

Come inciderà il caso Google DMA sugli sviluppatori di app?

L’esito potrà rafforzare il diritto degli sviluppatori a usare e comunicare metodi di pagamento alternativi, riducendo dipendenza e commissioni su ecosistemi proprietari.

Da quali fonti è stata ricostruita la vicenda Google e DMA?

L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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