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Città smart: il mondo vuole servizi più innovativi

11 Novembre 2014

11 Novembre 2014/Home/SMART CITIES/Città smart: il mondo vuole servizi più innovativi

Iperconnessi e tecno-entusiasti, i cittadini di oggi chiedono servizi all’altezza. In cima alla lista i sensori per gestire la viabilità, carte d’identità biometriche, app per gestire la propria salute.

Anche se negli ultimi anni hanno già cambiato le nostre abitudini e il nostro modo di informarsi, ad oggi gli smartphone e l’internet da tasca sono ancora di più. Sono diventati lo stimolo a volere più servizi, più informazione, più dati, più strumenti per vivere in modo semplice e moderno, in tre campi in particolare: salute, mobilità, rapporto con la pubblica amministrazione.

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A certificare questa svolta è il rapporto “Smart citizens” che Ericsson ha presentato a Stoccolma, nel corso del Business Innovation Forum 2014. Il frutto di un’indagine statistica che ha coinvolto 9.030 utenti iPhone e Android tra 15 e 69 anni, residenti a Pechino, Delhi, Londra, New York, Parigi, Roma, San Paolo, Stoccolma e Tokyo.

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I dati lo mostrano chiaramente: internet veloce e per tutti ha cambiato le aspettative dei cittadini del mondo. Il 76 per cento di loro auspica l’uso di sensori negli spazi pubblici, per regolare la viabilità e i parcheggi. Il 66 per cento chiede il controllo dell’acqua potabile in tempo reale.

Il 74 per cento punta su bike e car sharing e su segnali stradali interattivi e non più fissi. Tutti pronti per le smart city, anzi desiderosi di vederle realizzate.

“Il cambiamento avvenuto negli ultimi cinque anni è notevole. Eppure, è molto più lento di quello che vedremo nei prossimi cinque”, dichiara Hans Vestberg, presidente e amministratore delegato di Ericsson. A confermare quest’idea sono altri dati, inclusi nel rapporto.

Proiezioni e stime sul 2020, che parlano di un’impennata del traffico su internet in mobilità, fino a dieci volte più di oggi rispetto a oggi: da due a venti exabyte (ovvero miliardi di gigabyte). I dispositivi connessi saranno cinquanta miliardi, non più solo pc, tablet e smartphone. E il 2020 è anche l’anno in cui è previsto l’arrivo del 5G.

A plasmare questo futuro fatto di reti e sensori saranno proprio i cittadini, con le loro richieste. Basti pensare che il 69 per cento degli utenti intervistati da Ericsson vorrebbe poter usare lo smartphone anche per tenere traccia della propria salute e poter trasmettere i dati al medico.

Il 68 per cento è pronto a sostituire documento e patente con una carta d’identità biometrica. Il 62 per cento spera in un’app che riunisca insieme tutte le informazioni rilevanti sulla propria città, aggiornate in tempo reale.

Prosegue Vestberg: “Tra le città del mondo e i vari Stati ci sarà una sfida tutta giocata sulle infrastrutture e sui servizi tecnologici. Un dieci per cento in più di banda larga corrisponde a una crescita del Pil dell’un per cento. Per questo, e per soddisfare le aspettative dei loro cittadini, le istituzioni devono impegnarsi in modo serio e approfondito sul cammino per l’innovazione”.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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