Tensioni a Hormuz, il petrolio sale: Brent a 85,75 dollari

14 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Donald Trump riporta lo Stretto di Hormuz al centro delle tensioni energetiche.
  • Il Brent sale a 85,75 dollari e il Wti supera 80 dollari.
  • La proposta di un pedaggio sui cargo accresce l’incertezza per importatori e mercati.
  • L’Italia valuta misure mirate, senza nuovi tagli generalizzati alle accise.

(Riassunto generato con AI)

Hormuz spinge il petrolio ai massimi mensili

Donald Trump ha riportato lo Stretto di Hormuz al centro della crisi energetica globale, annunciando che gli Stati Uniti intendono garantirne la sicurezza e chiedendo un corrispettivo per i cargo in transito. Il messaggio, diffuso nelle ultime ore mentre aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, ha immediatamente influenzato il mercato del petrolio.

Il 14 luglio il Brent con consegna a settembre è salito a 85,75 dollari al barile, in aumento del 2,94%, mentre il Wti con consegna ad agosto ha raggiunto 80,37 dollari, con un rialzo del 2,85%. I valori riflettono i timori sulla continuità delle forniture attraverso uno snodo essenziale per greggio e gas naturale liquefatto.

La pressione sui prezzi interessa anche l’Italia, dove la dipendenza energetica europea dalle rotte mediorientali rende più immediata la trasmissione dei rincari. Il nodo non è soltanto militare: l’eventuale aumento dei costi di transito potrebbe incidere sui prezzi finali dell’energia e dei carburanti.

Pedaggio e forniture: perché i mercati restano in allerta

Secondo quanto riferito da più fonti, Trump ha evocato un pedaggio del 20% sui cargo che attraversano Hormuz, presentando gli Usa come garanti della sicurezza del passaggio. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha replicato sui social sostenendo che anche Iran debba essere compensato per il controllo della rotta.

L’ipotesi non è un dettaglio marginale per i mercati: prima del conflitto, attraverso lo stretto transitava circa un quinto del petrolio greggio mondiale e del Gnl. Dati di tracciamento citati da Bloomberg segnalano inoltre il passaggio di sei superpetroliere iraniane verso il Golfo di Oman con i transponder spenti, elemento che rende meno trasparente il quadro logistico.

Il rialzo non riguarda solo il greggio. In Europa anche il gas naturale ha registrato aumenti, mentre l’aviazione monitora i rischi sulle forniture di jet fuel: all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, un ritardo di una nave cisterna di Air bp ha imposto limiti temporanei, poi compensati dalla disponibilità di Carboil, senza modifiche ai voli.

La volatilità si è estesa ai mercati finanziari, dove le tensioni geopolitiche si sommano alle attese sui dati macroeconomici e sulle prossime mosse della Federal Reserve. In questo contesto, anche Bitcoin ha mostrato fragilità sopra 62.000 dollari, mentre gli investitori osservano il comparto dei semiconduttori dopo il calo di SK Hynix.

Carburanti italiani e possibili interventi selettivi

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha escluso nuovi tagli generalizzati alle accise, giudicando gli interventi indistinti costosi e potenzialmente controproducenti. Il Governo ha però lasciato aperta la possibilità di misure mirate per le famiglie in difficoltà, se i prezzi alla fonte dovessero crescere sensibilmente.

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La conseguenza da monitorare è quindi doppia: la tenuta dei flussi energetici nel Golfo e la capacità di evitare che l’aumento del greggio diventi un rincaro stabile alla pompa. La posizione europea, richiamata anche da Kaja Kallas, resta rilevante in una crisi che coinvolge direttamente importazioni, trasporti e sicurezza marittima.

FAQ

Quanto vale oggi il petrolio Brent?

Sì, il Brent con consegna a settembre ha toccato 85,75 dollari al barile il 14 luglio, con un incremento del 2,94% secondo Agenzia ANSA.

Perché il Wti ha superato 80 dollari?

Sì, il Wti è salito a 80,37 dollari per i timori sulle forniture legati alle tensioni nello Stretto di Hormuz e alla ripresa degli scontri.

Trump ha annunciato un pedaggio a Hormuz?

Sì, Donald Trump ha evocato un corrispettivo del 20% sui cargo in transito, collegandolo ai costi sostenuti dagli Stati Uniti per la sicurezza della rotta.

Ci saranno nuovi tagli alle accise?

No, Adolfo Urso ha escluso riduzioni generalizzate delle accise, indicando invece possibili interventi mirati per le famiglie vulnerabili in caso di ulteriori rincari.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, nasce da verifica incrociata della Redazione su Agenzia ANSA, Criptovaluta.it®, Investireoggi, Money.it, QuiFinanza, Today e Wall Street Italia.

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