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Svizzera, manodopera UE/AELS decisiva tra servizi essenziali, industria e lavoro stagionale

Svizzera, manodopera UE/AELS decisiva tra servizi essenziali, industria e lavoro stagionale

25 Giugno 2026

25 Giugno 2026/Home/SVIZZERA & CANTON TICINO/Svizzera, manodopera UE/AELS decisiva tra servizi essenziali, industria e lavoro stagionale

La notizia in sintesi

  • Svizzera, la manodopera UE/AELS resta centrale nei servizi, nell’industria e nei settori stagionali.
  • Tra 2010 e 2025 cresce l’occupazione straniera e aumenta anche quella dei lavoratori svizzeri.
  • I dati indicano alta partecipazione al lavoro senza aumento della disoccupazione strutturale.
  • L’immigrazione sostiene anche AVS e AI, con contributi superiori alle rendite percepite.

DatamoneyRiassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch


Il ruolo della manodopera UE/AELS in Svizzera

La Svizzera continua a dipendere in misura rilevante dalla manodopera proveniente dagli Stati UE/AELS, soprattutto nei comparti ad alta intensità di conoscenza, nei servizi essenziali e in diversi settori stagionali. Negli ultimi anni, secondo i dati riportati nel testo di riferimento, la richiesta di lavoratori stranieri è rimasta particolarmente elevata, in un contesto in cui il mercato del lavoro ha continuato a generare posti anche per i cittadini svizzeri.

L’evidenza più rilevante riguarda il periodo compreso tra il 2010 e il 2025: nella sanità e nell’assistenza sociale i lavoratori UE/AELS sono aumentati di 90.000 unità, mentre i lavoratori svizzeri sono cresciuti di 162.000 persone. Il dato segnala che l’apporto estero non ha sostituito quello interno, ma si è inserito in una fase di espansione occupazionale più ampia.

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Lo stesso schema emerge nei comparti stagionali e più gravosi. Nel 2025 il 42% della manodopera nel settore alberghiero era costituito da cittadini UE/AELS, mentre nella costruzione la quota raggiungeva il 34%. In entrambi i casi, il fabbisogno di personale risulta spesso difficile da coprire facendo affidamento soltanto sulla forza lavoro residente.

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Dati occupazionali, crescita e impatto economico

Anche l’industria manifatturiera mostra una dipendenza significativa dall’apporto straniero. Nonostante un contesto definito difficoltoso, negli ultimi vent’anni il numero complessivo di occupati del settore è rimasto costante. All’interno di questo quadro, il 50% della manodopera impiegata nell’industria chimico-farmaceutica proviene dallo spazio UE/AELS, mentre nell’industria orologiera la quota è pari al 42%. Si tratta di percentuali che indicano una presenza strutturale, non marginale, in comparti ad alto valore aggiunto.

Il testo sottolinea inoltre un’elevata partecipazione al mercato del lavoro sia degli immigrati UE/AELS sia dei cittadini svizzeri. Nel 2025, nella fascia d’età 15-64 anni, il tasso di attività degli immigrati UE/AELS ha raggiunto l’87,3%, superiore all’84,8% degli svizzeri. Tra gli uomini i valori erano pari al 90,1% per gli UE/AELS e all’87,1% per gli svizzeri; tra le donne all’83,6% contro l’82,5%. Anche il grado di occupazione medio risulta più elevato per i lavoratori UE/AELS, attestato all’89% rispetto all’81% degli svizzeri.

Un passaggio centrale riguarda l’interpretazione di questi numeri: l’elevata immigrazione nel mercato del lavoro, si legge nel testo, non ha ostacolato un migliore utilizzo del potenziale di manodopera residente, in particolare femminile. Parallelamente, non si è registrato un aumento della disoccupazione strutturale. Al netto degli influssi congiunturali, né i residenti né gli immigrati risultano colpiti dalla disoccupazione con maggiore frequenza rispetto a 15 anni fa.

Questo quadro viene collegato anche al cambiamento demografico. Tra il 2010 e il 2025 l’alto livello occupazionale ha contribuito ad aumentare il volume complessivo di lavoro, misurato in ore, con una crescita media annua dello 0,8%. Secondo il testo, questo sviluppo è riconducibile esclusivamente all’immigrazione, poiché la popolazione svizzera in età attiva è diminuita. Negli ultimi 15 anni l’economia svizzera ha così registrato una crescita del PIL reale dell’1,8% annuo, che si è tradotta, a fronte di un aumento demografico annuo dell’1,0%, in una crescita del PIL pro capite dello 0,8% annuo.

Effetti sulle assicurazioni sociali

L’impatto della presenza UE/AELS si estende anche alle assicurazioni sociali, in particolare ad AVS e AI. I cittadini UE/AELS versano il 28% dei contributi salariali destinati a questi sistemi, ma beneficiano solo del 15% delle rendite erogate. La quota relativa alle prestazioni complementari è ancora più bassa, all’11%, anche perché molte di queste persone lasciano la Svizzera prima dell’età pensionabile.

Il quadro non è però uniforme su tutte le voci. A causa di un rischio di disoccupazione più elevato, i cittadini UE/AELS percepiscono più indennità di disoccupazione rispetto a quanto versano a questa assicurazione. Nel 2024 il loro tasso di aiuto sociale era pari al 2,3%, leggermente sopra l’1,8% registrato tra gli svizzeri. Nel complesso, il testo presenta quindi l’immigrazione orientata al lavoro come un fattore di sostegno economico e demografico, con effetti misurabili sulla tenuta del mercato del lavoro e dei principali equilibri sociali.

FAQ

Quanto pesa la manodopera UE/AELS in sanità?

Pesa in modo rilevante: tra 2010 e 2025 gli occupati UE/AELS in sanità e assistenza sociale sono aumentati di 90.000 unità.

Gli svizzeri hanno perso lavoro per l’immigrazione?

No, il testo indica il contrario: nello stesso periodo i lavoratori svizzeri nella sanità e assistenza sociale sono aumentati di 162.000 persone.

Quali settori dipendono maggiormente dai lavoratori UE/AELS?

Soprattutto alberghiero, costruzioni, industria chimico-farmaceutica e orologiera, con quote rispettivamente del 42%, 34%, 50% e 42%.

Qual è l’effetto sulle assicurazioni sociali svizzere?

L’effetto è favorevole per AVS e AI: i cittadini UE/AELS versano il 28% dei contributi e ricevono il 15% delle rendite.

Da quali fonti deriva questa rielaborazione?

La fonte originale dell’articolo è derivata da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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