Strage di Crans-Montana, mossa a sorpresa dell’Italia scuote la Svizzera

Strage di Crans-Montana, mossa a sorpresa dell’Italia scuote la Svizzera

27 Gennaio 2026

Strage di Crans-Montana, il governo italiano: “Ambasciatore tornerà in Svizzera se autorità collaboreranno”

Nuovo strappo diplomatico

Il richiamo dell’ambasciatore **Gian Lorenzo Cornado** da **Berna** è diventato la leva politica con cui il governo italiano intende ottenere una collaborazione piena dalle autorità svizzere sull’inchiesta per l’incendio di **Crans-Montana**, costato la vita a 40 persone, tra cui sei giovani italiani. In una nota formale, **Palazzo Chigi** ha legato il rientro del rappresentante diplomatico a una cooperazione “effettiva e verificabile”, che includa una squadra investigativa congiunta e accesso diretto agli atti.

La reazione italiana è maturata dopo la scarcerazione di **Jacques Moretti**, gestore del locale **Le Constellation**, arrestato il 19 gennaio e rimesso in libertà dal Tribunale delle misure coercitive di **Sion** dietro cauzione. Per Roma, la decisione elvetica rischia di minare la fiducia nell’indagine, alimentando il sospetto di un approccio troppo indulgente verso i responsabili potenziali del rogo.

La **Procura di Roma** ha già attivato una rogatoria internazionale, chiedendo che investigatori della **Squadra Mobile** possano operare sul territorio svizzero in sinergia con gli inquirenti locali. Sul piano politico, l’esecutivo rivendica il dovere di tutelare la memoria delle vittime e i diritti dei familiari, invocando standard investigativi “rapidi, completi e trasparenti”.

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Pressioni su Berna e contestazioni alle indagini

Rientrato a **Roma**, **Cornado** è stato ascoltato dalla presidente del Consiglio **Giorgia Meloni** e dal ministro degli Esteri **Antonio Tajani**, affiancati dal sottosegretario **Alfredo Mantovano** e dall’Avvocato generale dello Stato **Gabriella Palmieri Sandulli**. Da quell’incontro è scaturita la linea: nessun ritorno in **Svizzera** senza segnali concreti di apertura e senza un dialogo operativo con la magistratura italiana.

Il diplomatico ha riferito che, di fronte alle proteste italiane, le autorità cantonali hanno manifestato “sorpresa e sgomento”, respingendo più volte le richieste di incontro con la procuratrice generale del Canton Vallese, **Béatrice Pilloud**, che ha motivato il diniego con l’esigenza di non subire pressioni politiche. Una posizione in linea con quella dei difensori dei due indagati, orientati a rivendicare la piena autonomia della giustizia elvetica.

Le critiche romane si concentrano anche sui tempi e sui metodi dell’inchiesta: l’arresto di **Moretti** dopo nove giorni, l’assenza di perquisizioni immediate nel suo domicilio, il mancato sequestro tempestivo del cellulare e dei documenti presso il Comune di **Crans-Montana** vengono indicati come fattori che avrebbero “favorito l’inquinamento delle prove”. Gli avvocati di parte civile hanno depositato un’istanza di ricusazione contro la procura di **Sion**, denunciando presunte violazioni procedurali e chiedendo un cambio di rotta investigativo.

Cauzione, responsabilità e nodo sicurezza

La cauzione di 200.000 franchi svizzeri fissata per la liberazione di **Jacques Moretti** è diventata uno dei simboli dello scontro. Secondo **Cornado**, l’importo coincide con gli indennizzi previsti per ciascuna vittima, dando l’impressione che la libertà dell’indagato sia stata posta sullo stesso piano economico delle vite spezzate nell’incendio. Ancora più controversa è la circostanza che la somma sia stata versata da un “donatore anonimo”, elemento che solleva interrogativi su interessi e reti di protezione intorno all’imprenditore.

Nel merito dei fatti, durante gli interrogatori **Moretti** ha sostenuto che tutte le norme di sicurezza fossero rispettate, definendosi una “vittima” degli eventi e sostenendo di aver fatto il possibile per tutelare i clienti. Tuttavia, dagli atti emergono uscite di emergenza bloccate e la presenza di schiuma fonoassorbente che avrebbe potuto essere contaminata da alcol, fattori potenzialmente decisivi nella rapidità di propagazione del rogo.

Anche la moglie, **Jessica Maric**, ha preso le distanze da ogni addebito, attribuendo responsabilità ad altri soggetti della filiera gestionale del locale. Per l’Italia, chiarire la catena delle decisioni e delle omissioni, dalla progettazione alla gestione quotidiana del club, è essenziale per accertare eventuali colpe e per definire futuri standard di sicurezza in contesti turistici ad alta frequentazione giovanile.

FAQ

D: Perché l’ambasciatore italiano è stato richiamato?
R: Il governo ha richiamato **Gian Lorenzo Cornado** per protesta contro la scarcerazione di **Jacques Moretti** e per chiedere maggiore collaborazione nelle indagini.

D: Da cosa dipende il suo ritorno in Svizzera?
R: Dal via libera svizzero a una cooperazione concreta, inclusa una squadra investigativa comune con la magistratura italiana.

D: Qual è il ruolo della Procura di Roma?
R: La **Procura di Roma** procede per le vittime italiane e ha attivato una rogatoria per inviare la **Squadra Mobile** a supporto delle indagini.

D: Perché la cauzione di Moretti è considerata problematica?
R: Perché l’importo coincide con gli indennizzi alle vittime e perché è stata pagata da un “donatore misterioso”, ponendo dubbi sulla trasparenza.

D: Cosa viene contestato alle indagini svizzere?
R: Ritardi negli arresti, assenza di sequestri tempestivi e presunte violazioni procedurali che potrebbero aver compromesso le prove.

D: Che cosa ha dichiarato Jacques Moretti sulla sicurezza del locale?
R: Ha affermato che le norme erano rispettate e di essere lui stesso una vittima, tesi smentita da uscite bloccate e materiali potenzialmente infiammabili.

D: Come hanno reagito i familiari delle vittime?
R: Attraverso i legali di parte civile hanno chiesto rigore assoluto, ricusazione della procura di **Sion** e pieno coinvolgimento delle autorità italiane.

D: Qual è la fonte giornalistica principale dei dettagli riportati?
R: Le informazioni derivano da ricostruzioni pubblicate dalla stampa italiana e svizzera, in particolare da servizi di **Rai** e articoli di quotidiani nazionali che seguono il caso giudiziario.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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