La notizia in sintesi
- Il mercato delle stablecoin ha perso 7,7 miliardi di dollari a giugno.
- La capitalizzazione è scesa a circa 312 miliardi, minimo mensile in cinque mesi.
- I trasferimenti rettificati hanno però raggiunto il record di 1.790 miliardi.
- Il calo non replica la crisi Terra-Luna: USDT e USDC restano vicini al dollaro.
(Riassunto generato con AI)
Stablecoin, meno offerta ma trasferimenti record
Il mercato delle stablecoin ha registrato a giugno 2026 una contrazione di circa 7,7 miliardi di dollari, portando la capitalizzazione complessiva a circa 312 miliardi secondo CoinDesk Data. Il calo, pari al 2,39% mensile, è il primo arretramento di fine mese in cinque mesi e il più ampio in valore assoluto dalla crisi di Terra-Luna del maggio 2022. La flessione si è verificata mentre il comparto crypto attraversava una fase di minore propensione al rischio, con ribassi per Bitcoin ed Ethereum e deflussi dagli ETF sulle criptovalute.
Il dato rileva perché l’offerta di stablecoin viene osservata come indicatore della liquidità disponibile on-chain: nuove emissioni possono segnalare capitale in ingresso, mentre i rimborsi riducono la massa monetaria digitale impiegabile negli scambi. Tuttavia, la contrazione della supply non ha coinciso con un calo dell’operatività. I dati disponibili mostrano infatti un mercato più piccolo in termini di token circolanti, ma più intenso nella rotazione dei token rimasti.
I dati su USDT, USDC e attività on-chain
Visa, attraverso il dashboard alimentato da Allium, ha rilevato 1.790 miliardi di dollari di trasferimenti rettificati a giugno, in aumento del 63% rispetto a maggio e del 125% su base annua. USDC ha movimentato circa 1.210 miliardi di dollari, mentre USDT si è attestato intorno a 576 miliardi. La differenza conferma che il volume trasferito non dipende soltanto dalla dimensione della circolazione: una supply inferiore può generare più attività se cambia più frequentemente di mano.
Il dato di Visa esclude attività note come bot, passaggi ridondanti tramite smart contract e alcuni flussi ad alta frequenza, ma non misura esclusivamente pagamenti reali. Include anche depositi e prelievi dagli exchange, operazioni su exchange decentralizzati, prestiti, fondi, minting, burning e rampe di ingresso o uscita. Perciò il record indica un’accelerazione del movimento economico filtrato, non 1.790 miliardi di acquisti o rimesse.
La parte principale della riduzione è arrivata dai due leader del comparto. La supply di Tether e del suo USDT è scesa da circa 190 miliardi di dollari a maggio a circa 184 miliardi nei primi giorni di luglio, mentre Circle e USDC hanno registrato rimborsi dopo il picco vicino agli 80 miliardi di marzo. Al 28 luglio, DefiLlama stimava USDT intorno a 183,9 miliardi e USDC a circa 73,7 miliardi.
Il confronto con il 2022 richiede cautela. La contrazione di giugno è stata molto più contenuta rispetto alla crisi seguita al fallimento di UST, quando il valore delle principali stablecoin scese di quasi un quinto nel secondo trimestre. Inoltre, non si è verificato un depeg generalizzato: USDT e USDC risultavano ancora scambiati vicino a un dollaro.
Regole e tokenizzati definiranno il prossimo ciclo
Una parte dei capitali potrebbe essersi orientata verso strumenti tokenizzati con rendimento, ma i dati pubblici non dimostrano un trasferimento diretto dei 7,7 miliardi usciti dalle stablecoin. Il valore dei Treasury statunitensi tokenizzati era vicino a 16,2 miliardi di dollari a fine luglio, mentre la capitalizzazione degli asset tokenizzati è salita a 30,1 miliardi a giugno.
Il quadro normativo statunitense resta un fattore decisivo. Il GENIUS Act, approvato il 18 luglio 2025, entrerà in vigore il 18 gennaio 2027 oppure 120 giorni dopo le regole attuative definitive. Le prossime emissioni, i rimborsi, la stabilità dei peg e i volumi rettificati chiariranno se giugno sia stato un arretramento temporaneo o l’avvio di una contrazione più duratura della liquidità on-chain.
FAQ
Quanto ha perso il mercato stablecoin a giugno?
Sì, la capitalizzazione è diminuita di circa 7,7 miliardi di dollari, raggiungendo approssimativamente 312 miliardi a fine giugno secondo CoinDesk Data.
Perché i volumi sono cresciuti nonostante i rimborsi?
Sì, i trasferimenti rettificati sono saliti a 1.790 miliardi di dollari: meno token circolanti possono comunque muoversi più spesso tra utenti, exchange e protocolli.
USDC ha movimentato più valore di USDT?
Sì, USDC ha processato circa 1.210 miliardi di dollari a giugno, contro circa 576 miliardi per USDT, pur avendo una supply inferiore.
Il calo replica la crisi Terra-Luna?
No, la flessione mensile del 2,39% è stata molto inferiore al collasso del 2022 e non ha coinvolto un depeg generalizzato delle principali stablecoin.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da verifica incrociata della nostra Redazione sulle fonti FinanceFeeds e crypto.news.



