Crac Nft, valanga di domande di rimborso dagli ex clienti dopo il crollo della piattaforma
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New Financial Technology, slitta a novembre la decisione sui rimborsi
Il giudice civile di Treviso ha rinviato al 19 novembre la decisione sulle 1.800 domande di insinuazione al passivo contro le società svedesi Nft Digital Trust Kb e Wllx Kb, casseforti della New Financial Technology di Silea.
Il rinvio, deciso nell’udienza del 7 maggio, è dovuto all’enorme mole di richieste avanzate da risparmiatori che hanno perso capitali nell’investimento in criptovalute promosso da Emanuele Giullini, Christian Visentin e Mauro Rizzato.
Le due società, già in liquidazione giudiziale, sono accusate di aver gestito flussi per oltre 150 milioni di euro, in un’operazione che gli inquirenti qualificano come schema Ponzi, lasciando migliaia di investitori senza prospettive certe di recupero.
In sintesi:
- Rinviata al 19 novembre la decisione su 1.800 domande di insinuazione al passivo.
- Oltre 150 milioni di euro svaniti e circa 6mila risparmiatori coinvolti nello schema.
- Due società svedesi ritenute casseforti del sistema New Financial Technology.
- Procura di Treviso verso la chiusura per le posizioni principali dell’inchiesta.
Le società coinvolte e la struttura del presunto schema Ponzi
Con due sentenze “gemelle” dell’aprile 2024, il Tribunale di Treviso ha disposto la liquidazione giudiziale di Nft Digital Trust Kb (già fallita a Stoccolma) e Wllx Kb (ex European Digital Trust Kb).
New Financial Technology, con sede a Silea, prometteva rendimenti fino al 10% mensile tramite un presunto “continuo arbitraggio” in criptovalute. Secondo la Procura, gli interessi sarebbero stati in realtà pagati con i capitali dei nuovi aderenti.
In totale, gli indagati sono 103 per associazione a delinquere, abusivismo finanziario e truffa; i risparmiatori coinvolti circa 6mila, per un buco superiore a 150 milioni di euro. Le prospettive di recupero restano deboli: a fronte di un migliaio di creditori, le casse delle due società risultano sostanzialmente vuote.
La Nft Digital Trust Kb è subentrata nei contratti nell’aprile 2022, acquisendo i crediti degli investitori verso i promotori italiani. Già a luglio 2022 ha però comunicato un presunto “ritardo tecnico” nei pagamenti dei dividendi, più volte rinviati secondo un piano di rientro mai rispettato, fino allo stop definitivo.
Wllx Kb avrebbe fornito la piattaforma “Nft Custody” per la raccolta e custodia dei fondi, oltre ad aver creato strumenti analoghi come VsafeCustody ed EQapitalBanq.
Alcuni soggetti collegati emergono anche nella vicenda Fidea Investment Statutory Trust, attiva dalla provincia di Verona, dove si registra un ulteriore blocco operativo e investitori impossibilitati a rientrare in possesso dei capitali.
Prospettive per i risparmiatori e possibili sviluppi giudiziari
Per i risparmiatori, l’ammissione al passivo delle due società svedesi rappresenta oggi l’unico canale formale per tentare di recuperare almeno una quota delle somme perdute, nonostante l’assenza di attivo riduca drasticamente le attese.
La Procura di Treviso, guidata dal pm Giulio Caprarola, si dice vicina a una prima chiusura per le posizioni principali, mentre molte altre saranno trasferite alle Procure territorialmente competenti.
Un possibile sviluppo è l’estensione dei contestati anche alla bancarotta fraudolenta: l’ipotesi consentirebbe tempi di prescrizione più lunghi e margini più ampi per ricostruire eventuali distrazioni di patrimonio, offrendo alle vittime uno spazio ulteriore per l’azione civile.
FAQ
Quando è prevista la prossima udienza sulle domande dei risparmiatori?
La prossima udienza davanti al giudice civile di Treviso è fissata per il 19 novembre, salvo ulteriori rinvii procedurali.
Quanti soldi risultano scomparsi nel caso New Financial Technology?
Secondo la Procura di Treviso risultano volatilizzati oltre 150 milioni di euro, raccolti da circa 6mila risparmiatori in Italia.
È ancora possibile presentare nuove domande di insinuazione al passivo?
Sì, è possibile, ma solo rispettando i termini fissati dal tribunale nelle procedure di liquidazione giudiziale già avviate.
Che cosa rischiano penalmente i principali promotori del sistema?
Rischiano condanne per associazione a delinquere, truffa, abusiva attività finanziaria e, se contestata, bancarotta fraudolenta con prescrizione ultra-decennale.
Da quali fonti sono state tratte e rielaborate queste informazioni?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



