La notizia in sintesi
- Milo Infante replica alle parole dell’ad Rai Giampaolo Rossi.
- Il conduttore nega attacchi all’azienda e rivendica il proprio percorso professionale.
- Infante richiama quattro sentenze sulla dequalificazione professionale subita in Rai.
- Il giornalista ringrazia il Tribunale di Milano e l’avvocato Maurizio Borali.
(Riassunto generato con AI)
Milo Infante risponde alla Rai
Milo Infante, da poco passato dalla Rai a Mediaset, ha replicato nelle ultime ore all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, dopo le critiche rivoltegli per alcune dichiarazioni sul servizio pubblico e sui colleghi. Il confronto, nato dalle parole del conduttore a Il Messaggero, riguarda soprattutto il rapporto tra Infante e l’azienda di Viale Mazzini, oltre al passato contenzioso sul suo ruolo professionale.
Rossi, intervenuto all’Adnkronos, si era detto “spiacevolmente sorpreso” e aveva sostenuto che non si dovrebbe parlare negativamente dell’azienda per la quale si è lavorato. L’ad aveva inoltre osservato che Infante avrebbe dovuto riconoscere la tutela ricevuta dalla Rai anche nei momenti meno favorevoli della sua carriera.
Il conduttore, parlando a LaPresse, ha respinto l’idea di avere attaccato la Rai, pur contestando quella ricostruzione. La replica riporta al centro un capitolo giudiziario concluso con sentenze favorevoli al giornalista.
Il riferimento alle sentenze sul demansionamento
Infante ha affermato di avere sempre riconosciuto quanto ricevuto dalla Rai e di avere restituito all’azienda il proprio contributo, anche ripartendo da zero. Ha ribadito affetto e stima per Rossi, ma ha espresso sorpresa per l’ipotesi di essere stato protetto nei periodi in cui non era “in auge”.
“Nessun attacco alla Rai, azienda alla quale ho sempre riconosciuto di avermi dato molto e alla quale credo di aver restituito sapendo anche ricominciare da zero”, ha dichiarato il conduttore. La precisazione segna una distinzione netta: Infante non mette in discussione il legame professionale con la tv pubblica, ma richiama fatti che ritiene incompatibili con la definizione di tutela.
Il riferimento è al periodo fra il 2012 e il 2016, caratterizzato da uno scontro legale con la Rai. Secondo quanto ricostruito, quattro sentenze hanno condannato l’azienda per dequalificazione professionale nei confronti del giornalista.
Infante ha quindi indicato nel Tribunale di Milano e nel suo legale Maurizio Borali i soggetti verso cui rivolge la propria riconoscenza. “Non credo possa riferirsi al periodo 2012-15 e alle quattro sentenze che hanno condannato la Rai per dequalificazione professionale nei miei confronti”, ha aggiunto.
Un rapporto segnato da stima e divergenze
La vicenda evidenzia una relazione complessa tra Infante e la Rai: nelle dichiarazioni reciproche restano riferimenti a stima e affetto, ma emerge anche una divergenza sostanziale sulla lettura del passato. Il conduttore aveva già raccontato che, durante L’Italia sul Due, si oppose all’esclusione di alcuni giornalisti non graditi ai vertici di allora.
Da quel contesto sarebbe seguito un graduale ridimensionamento professionale, fino alla causa. I giudici disposero il reintegro del giornalista in ruoli compatibili con la sua professionalità e il risarcimento dei danni professionali.
Nel 2016 Infante ringraziò pubblicamente Borali, ricordando il sostegno ricevuto durante la lunga battaglia. Il nuovo scambio con Rossi rende quel precedente ancora centrale nel racconto della sua uscita dalla Rai.
FAQ
Cosa ha risposto Milo Infante a Giampaolo Rossi?
Sì, Infante ha negato di avere attaccato la Rai. Ha però contestato l’idea di essere stato tutelato nei momenti difficili della carriera.
Perché Giampaolo Rossi ha criticato Infante?
Sì, Rossi si è detto “spiacevolmente sorpreso”. L’ad Rai ha sostenuto che non si dovrebbe parlare male dell’azienda e dei colleghi.
Quali sentenze richiama Milo Infante?
Sì, il conduttore richiama quattro sentenze di condanna della Rai. I provvedimenti hanno riconosciuto una dequalificazione professionale nei suoi confronti.
Chi è l’avvocato ringraziato da Infante?
Sì, si tratta di Maurizio Borali. Infante ha associato il ringraziamento anche al Tribunale di Milano, citando l’esito del contenzioso.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Biccy.




