La notizia in sintesi:
- Al 31 marzo 2026 sono 177 i CASP autorizzati MiCAR nell’Unione europea.
- Germania e Paesi Bassi guidano gli hub crypto europei, seguite da Francia, Malta, Irlanda e Cipro.
- In Italia nessun CASP domestico è ancora autorizzato, ma operano già 96 provider esteri.
- Il passaporto MiCAR consente ai CASP UE di servire legalmente clienti italiani previa notifica a Consob e Banca d’Italia.
(Riassunto generato con AI).
Come MiCAR sta ridisegnando la geografia dei servizi crypto UE
Chi domina oggi il mercato europeo dei servizi crypto regolamentati, che cosa prevede la licenza MiCAR, dove si stanno concentrando gli hub principali, quando i dati fotografano lo stato dell’arte e perché l’Italia rischia di restare un semplice mercato di sbocco?
Alla data del 31 marzo 2026 risultano 177 Crypto Asset Service Provider (CASP) autorizzati in uno Stato membro dell’Unione europea ai sensi del regolamento MiCAR. La distribuzione geografica delle licenze mostra una forte polarizzazione su pochi hub – in testa Germania e Paesi Bassi – che stanno catalizzando l’insediamento di banche, exchange e fintech crypto.
Nel frattempo, il dato delle autorizzazioni domestiche MiCAR in Italia resta fermo a zero. Ciò non impedisce, tuttavia, che il mercato italiano sia già ampiamente servito da operatori esteri, grazie al meccanismo del passaporto europeo e alle notifiche a Consob e Banca d’Italia, con implicazioni competitive rilevanti per i futuri player nazionali.
Gli hub MiCAR in Europa e l’effetto passaporto sull’Italia
L’elenco ufficiale ESMA dei soggetti autorizzati MiCAR è in aggiornamento continuo, ma al 31 marzo 2026 scatta una fotografia chiara: l’Unione europea conta 177 CASP autorizzati.
La Germania, con 51 licenze rilasciate da BaFin, è il principale polo europeo per i servizi crypto regolamentati. Seguono i Paesi Bassi, con 23 operatori autorizzati dall’AFM, e la Francia, con 13 soggetti iscritti presso l’AMF. Malta e Irlanda consolidano una strategia dichiaratamente “crypto-friendly”, rispettivamente con 12 e 11 provider. Cipro si posiziona a quota 10, mentre Austria, Cechia, Spagna, Lituania e Slovacchia ospitano tra 5 e 8 CASP ciascuna.
Nei paesi nordici e baltici – Danimarca, Slovenia, Lettonia, Belgio, Bulgaria, Svezia – la presenza autorizzata è ancora limitata a uno o pochi operatori. Si conferma dunque la concentrazione del mercato in un numero ristretto di giurisdizioni, che fungono da piattaforme paneuropee per banche tradizionali, smart bank, exchange globali e specialisti crypto.
Il cuore del modello MiCAR è il meccanismo di passaporto: un CASP che ottiene l’autorizzazione in uno Stato membro può operare in tutti gli altri Stati UE senza dover conseguire una nuova licenza locale.
Per offrire servizi sul mercato italiano, l’operatore deve però inviare specifica notifica a Consob e/o Banca d’Italia. L’analisi della nuova tabella dei “Crypto Asset Service Provider esteri operanti in Italia” mostra che, al 31 marzo 2026, il nostro Paese è già raggiunto da 96 CASP cross‑border. Si tratta di un mix di grandi exchange internazionali, istituti bancari, smart bank e operatori crypto specializzati con base regolamentare in Germania, Paesi Bassi, Francia, Irlanda, Malta, Austria, Cipro, Lituania, Lussemburgo e altre giurisdizioni.
Molti di questi brand sono noti al pubblico retail e agli addetti ai lavori: hanno scelto di valorizzare il passaporto europeo per presidiare in anticipo un mercato domestico italiano ancora privo di campioni nazionali autorizzati MiCAR.
Italia sotto pressione: rischi e opportunità nel ritardo delle licenze
Il quadro che emerge è quello di un’Italia “importatrice” netta di servizi crypto regolamentati: a fronte di zero autorizzazioni domestiche MiCAR, 96 provider esteri competono già per la clientela locale.
Quando arriveranno i primi CASP italiani autorizzati, dovranno confrontarsi con una concorrenza internazionale consolidata, dotata di capitali, tecnologia e brand recognition. Il ritardo autorizzativo rischia quindi di trasformarsi in un gap strutturale di competitività, ma offre anche un vantaggio informativo: i futuri player domestici possono osservare modelli di business, standard di compliance e strategie di prodotto già sperimentati altrove, scegliendo nicchie specialistiche o servizi ad alto valore aggiunto per differenziarsi nel mercato italiano.
FAQ
Quanti CASP sono autorizzati MiCAR in Europa al 31 marzo 2026?
Al 31 marzo 2026 risultano autorizzati 177 Crypto Asset Service Provider MiCAR negli Stati membri dell’Unione europea, secondo i dati consolidati da ESMA.
Quali paesi guidano oggi le autorizzazioni MiCAR per i servizi crypto?
Guidano Germania con 51 CASP, seguita da Paesi Bassi con 23 e Francia con 13, poi Malta, Irlanda e Cipro.
Perché l’Italia risulta ancora senza CASP domestici autorizzati MiCAR?
Attualmente l’Italia non ha CASP domestici autorizzati MiCAR per tempistiche regolamentari e scelte strategiche degli operatori, che spesso privilegiano hub UE già consolidati.
Come può un CASP estero operare legalmente in Italia con MiCAR?
Può operare legalmente ottenendo l’autorizzazione in uno Stato UE e attivando il passaporto tramite notifica formale a Consob e Banca d’Italia.
Da quali fonti sono stati elaborati i dati e le analisi dell’articolo?
I contenuti derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



