Meta continua a investire nel metaverso nonostante le perdite miliardarie

Meta continua a investire nel metaverso nonostante le perdite miliardarie

29 Gennaio 2026

Meta, il conto salato del metaverso

Le nuove cifre diffuse da Meta mostrano con brutalità quanto il progetto del metaverso sia ancora un gigantesco azzardo finanziario. Nel 2025 la divisione Reality Labs, dedicata a realtà virtuale e aumentata, ha registrato una perdita di circa 19,1 miliardi di dollari, in peggioramento rispetto ai già pesanti 17,7 miliardi del 2024. Le entrate, pari a 2,2 miliardi nell’anno, non riescono nemmeno lontanamente a bilanciare una struttura di costi che resta colossale.

Nel solo quarto trimestre, Reality Labs ha bruciato 6,2 miliardi di dollari a fronte di ricavi per 955 milioni, evidenziando un modello di business ancora lontano dall’equilibrio. A fare da contrappunto a questi numeri, il taglio di circa il 10% della forza lavoro dell’unità – fino a 1.000 dipendenti – che segna una fase di ridimensionamento strutturale del progetto. Per gli investitori, i conti 2025 forniscono una metrica chiara del rischio in corso e della tempistica, tutt’altro che breve, per un eventuale ritorno economico.

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Il metaverso, lanciato come pilastro della trasformazione di Facebook in Meta nel 2021, si sta trasformando in un caso di studio sul rapporto tra visione di lungo periodo, aspettative di mercato e sostenibilità finanziaria. Mentre il titolo in Borsa reagisce più alle promesse sull’intelligenza artificiale che alle ambizioni immersive, le perdite di Reality Labs impongono una revisione continua delle priorità strategiche.

Zuckerberg tra ottimismo e realpolitik

Nella call con gli investitori, Mark Zuckerberg ha mantenuto una postura ufficialmente fiduciosa, ma il sottotesto è di prudenza. Il fondatore di Meta ha ammesso che il 2026 sarà “probabilmente” un altro anno di perdite simili a quelle attuali, indicandolo però come possibile picco negativo prima di una lenta riduzione del rosso. È un messaggio calibrato per tenere agganciati i mercati, pur riconoscendo che la svolta non è imminente.

La strategia, per ora, è concentrare la maggior parte degli investimenti su occhiali intelligenti e nuovi dispositivi indossabili, segmento che sta già dando segnali di trazione commerciale. I progetti legati alla piattaforma Horizon vengono riposizionati: meno enfasi sul “grande mondo virtuale” e più focus su esperienze accessibili anche da mobile, con l’obiettivo di costruire nel tempo un ecosistema VR più snello e potenzialmente redditizio.

Il confronto con le ambizioni del 2021 resta impietoso. All’epoca, la scommessa sul metaverso fu accolta da parte dell’industria tech con scetticismo, se non con aperta derisione; a quasi cinque anni di distanza, quel clima non si è dissolto. Zuckerberg oggi deve mediare tra visione e realpolitik: preservare la narrativa di lungo periodo, ma allo stesso tempo rassicurare gli azionisti con un percorso più vicino alle logiche tradizionali di ritorno sull’investimento.

Dal metaverso all’AI: cambio di baricentro

Mentre Reality Labs continua a registrare perdite record, Meta sta spostando progressivamente il baricentro verso l’intelligenza artificiale, indicata come vero motore di crescita futura. La priorità diventa integrare l’AI nei prodotti core – social, advertising, messaggistica – dove il ritorno economico è misurabile e rapido, riducendo il peso strategico del metaverso. Questo non significa abbandono, ma un ridimensionamento evidente rispetto alla narrativa di “nuova internet” dei primi annunci.

Ulteriori segnali arrivano dalle indiscrezioni sulla chiusura di diversi studi VR interni e dal ritiro di Workrooms, l’app per riunioni in realtà virtuale. Tagli e riallocazioni di risorse indicano che i progetti meno allineati ai trend di mercato – e con minore potenziale di ricavi nel breve-medio periodo – vengono messi in secondo piano. La priorità è sostenere le aree ad alto margine, in particolare l’advertising potenziato da algoritmi avanzati e strumenti generativi.

Per l’industria tecnologica, il caso Meta rappresenta un termometro del ciclo hype del metaverso: dopo l’euforia, la fase di raffreddamento in cui i bilanci impongono un bagno di realismo. Nel frattempo, gli investitori premiano sempre più i player che mostrano roadmap chiare sull’AI, spingendo le big tech – inclusa Meta – a riposizionare narrazione e capital allocation sulla frontiera oggi percepita come veramente strategica.

FAQ

D: Perché Reality Labs continua a generare perdite così elevate?
R: I costi di ricerca, sviluppo hardware e infrastrutture VR superano di gran lunga i ricavi attuali, ancora limitati rispetto alla scala degli investimenti.

D: Quanto ha perso Reality Labs nel 2025?
R: La divisione di Meta ha registrato una perdita di circa 19,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 17,7 miliardi del 2024.

D: I ricavi del metaverso coprono almeno parte degli investimenti?
R: Nel 2025 i ricavi si sono fermati a circa 2,2 miliardi di dollari, troppo pochi per compensare i costi complessivi del progetto.

D: Cosa ha annunciato Meta sul fronte occupazionale?
R: La società ha ridotto di circa il 10% la forza lavoro di Reality Labs, con un massimo di 1.000 dipendenti interessati dai tagli.

D: Qual è la priorità di Mark Zuckerberg per i prossimi anni?
R: Concentrarsi su occhiali intelligenti, dispositivi indossabili e integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale nei prodotti principali.

D: Il metaverso è stato abbandonato da Meta?
R: No, ma è stato ridimensionato: meno investimenti “a pioggia” e più focus su applicazioni con potenziale commerciale concreto.

D: Che ruolo avrà l’AI rispetto alla realtà virtuale?
R: L’AI è oggi considerata il motore di crescita prioritario, mentre la VR resta un’area sperimentale con orizzonte di ritorno più lungo.

D: Qual è la fonte principale dei dati sulle perdite di Reality Labs?
R: I numeri riportati provengono dalle comunicazioni finanziarie ufficiali di Meta agli investitori e ai mercati.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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