Google aiuta i tossicodipendenti con un nuovo servizio di informazioni

Google Condannato nuovamente per la privacy rubata dalle telecamere di Street View: ma i consumatori insorgono multa ridicola da solo 7mln di dollari

12 Marzo 2013

Google Street View è forse una delle funzionalità più interessanti messe a punto dai tecnici di Mountian View in questi ultimi anni: servizio incluso all’interno delle mappe, Street View consente di vedere le foto dettagliate delle strade grazie alle cosiddette Google Car, ossia veicoli dotati di fotocamera che riprendono e immortalano il mondo esterno, inclusi passanti, insegne di negozi e targhe delle automobili attraverso panoramiche a 360 gradi.

Il più delle volte, le informazioni strettamente personali che appaiono nelle foto di Street View vengono opportunamente offuscate, ma per forza di cose qualcosa sfugge sempre agli occhi di Google ed è questa una delle motivazioni che i paladini per la difesa e la tutela della privacy e della riservatezza adducono per scagliarsi contro un servizio quale Street View.

Negli Stati Uniti, dove questo tema sta molto a cuore, sicuramente più che altrove, Google se l’è infatti vista veramente brutta per colpa di una causa che 30 stati americani avrebbero intentato nei confronti della società di Mountain View: l’accusa è la ripetuta violazione della privacy che Google ha compiuto dal 2007 in poi, ossia da quando è attivo il servizio di Street View.

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Secondo quanto riferisce Bloomberg, la fonte dalla quale è stata tratta questa notizia, i dirigenti di Google starebbero cercando un accordo con i governatori degli Stati coinvolti nella causa: l’obiettivo è quello di ottenere un patteggiamento, cioè il pagamento di una multa ed evitare conseguenze ben peggiori.

Alla fine, le trattative sono giunte a una risoluzione positiva: Google dovrà infatti pagare un’ammenda di circa 7 milioni di dollari, in questo modo non dovrebbe più incorrere in sanzioni decisamente più gravi e al stesso tempo, a Mountain View, hanno in qualche modo salvato la faccia e la reputazione.

Ad ogni modo, l’annuncio ufficiale verrà dato non prima della prossima settimana, pertanto possiamo basarci esclusivamente su supposizioni e su indiscrezioni trapelate da alcune gole profonde entrate in possesso dei documenti esclusivi relativi alla causa tra Google e gli stati americani.

A peggiorare ulteriormente la posizione di Google, inoltre, ci sarebbe l’accusa di aver acquisito, attraverso alcune reti wi-fi non protette e non provviste di password di accesso, altre informazioni personali come i contenuti di diversi messaggi trasmessi via posta elettronica e altri documenti testuali.

Nel corso della disputa legale, i dirigenti di Google hanno rassicurato a più riprese gli utenti affermando che i dati riservati non sono stati usati in alcun modo e che hanno provveduto all’immediata cancellazione non appena possibile, tuttavia la polemica rimane ancora aperta e ben lungi dall’essere vicina a una conclusione.

Anche le associazioni dei consumatori americane sono sul piede di guerra per l’irrisoria multa comminata a Google.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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