La notizia in sintesi:
- La difesa di Alberto Stasi prepara una richiesta di revisione del processo per il delitto di Garlasco.
- L’avvocata Giada Bocellari contesta gli elementi indiziari storici alla luce delle nuove indagini della Procura di Pavia.
- Una nuova impronta e la durata dell’azione omicidiaria sarebbero, secondo la difesa, incompatibili con il ruolo di Stasi.
- La legale sottolinea il “grande sacrificio” del rito abbreviato e ribadisce la fiducia nell’onestà di Stasi.
(Riassunto generato con AI).
Revisione processo Stasi, le nuove mosse della difesa
L’avvocata Giada Bocellari, difensore di Alberto Stasi nel caso del delitto di Garlasco, ha annunciato a Quarta Repubblica che la difesa sta lavorando alla richiesta di revisione del processo.
Al centro, le nuove attività investigative della Procura di Pavia, che avrebbero inciso sugli elementi indiziari alla base della condanna definitiva di Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007.
Secondo la legale, emergono oggi profili di possibile errore giudiziario che renderebbero necessario un nuovo vaglio dibattimentale, ponendo interrogativi sulla ricostruzione tradizionale del delitto e sull’identità dell’autore materiale.
Nuove indagini, impronta sospetta e tempi dell’omicidio
Nel dettaglio, l’avvocata Giada Bocellari ha richiamato una specifica impronta, in passato ritenuta priva di reale utilità probatoria, che le più recenti analisi collocherebbero in diretta relazione con l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi.
“Certamente quell’impronta non è di Alberto Stasi, vuol dire che Alberto Stasi non è l’assassino“, ha dichiarato la legale, prospettando un serio elemento di frizione rispetto ai precedenti giudizi.
Bocellari ha poi richiamato i nuovi approfondimenti medico-legali, compresi quelli della professoressa Cristina Cattaneo, sulla durata e sulla dinamica dell’azione omicidiaria nel villino di via Pascoli a Garlasco.
Secondo la difesa, la nuova ricostruzione dei tempi dell’aggressione, del trascinamento del corpo e delle operazioni successive sarebbe “del tutto incompatibile” con la sequenza di movimenti e orari attribuiti a Alberto Stasi nelle sentenze di condanna, rafforzando così la richiesta di revisione.
Un capitolo centrale, nell’argomentazione di Giada Bocellari, riguarda la scelta processuale di Alberto Stasi di affrontare il giudizio con il rito abbreviato.
La legale ha ricordato come Stasi abbia “rinunciato al contraddittorio”, scelta spesso letta in senso negativo come mera ricerca di uno sconto di pena.
“In realtà – ha puntualizzato – Stasi ha deciso di farsi giudicare sulla base di elementi di prova acquisiti unilateralmente dalla Procura, rinunciando ai propri consulenti, rinunciando ai propri testimoni, quindi un grande sacrificio per un imputato all’interno di un processo”.
Per la difesa, questo atteggiamento sarebbe indice di fiducia nella propria innocenza e di disponibilità a sottoporsi a una valutazione basata esclusivamente sul materiale raccolto dall’accusa.
Accanto al piano tecnico-giuridico, l’avvocata Giada Bocellari ha voluto rimarcare anche un profilo umano del rapporto con Alberto Stasi.
Ha ricordato che Stasi avrebbe potuto sfruttare il nuovo filone investigativo su Andrea Sempio per insinuare dubbi, suggerire collegamenti o ipotizzare conoscenze pregresse, ma non lo ha mai fatto.
“Alberto Stasi ha sempre detto la verità, l’ha sempre detta prima e ha continuato a dirla adesso” ed “ha escluso decisamente, dicendo la verità, di aver mai anche solo sentito menzionare Andrea Sempio”.
Per questo “metodo improntato all’onestà intellettuale e alla verità nei fatti“, ha concluso la legale, “io stimo moltissimo il mio assistito”.
Le possibili ricadute della revisione sul caso Garlasco
L’eventuale deposito dell’istanza di revisione nel caso Garlasco potrebbe riaprire uno dei dossier giudiziari più discussi in Italia degli ultimi vent’anni.
Un nuovo processo imporrebbe di riconsiderare prove scientifiche, ricostruzioni temporali e attendibilità degli indizi a carico di Alberto Stasi, ma avrebbe anche forti implicazioni per la memoria di Chiara Poggi e per la famiglia.
La scelta della difesa di puntare su elementi tecnici – impronte, tempi dell’azione, nuovi accertamenti medico-legali – mira a un vaglio oggettivo, con possibili conseguenze sulla giurisprudenza in tema di revisione e sugli standard di valutazione della prova indiziaria nei grandi processi mediatici.
FAQ
Che cosa chiede oggi la difesa di Alberto Stasi?
La difesa di Alberto Stasi sta predisponendo un’istanza di revisione della condanna definitiva per il delitto di Garlasco.
Perché la nuova impronta è ritenuta decisiva nel caso Garlasco?
La nuova impronta è considerata compatibile con l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi e, secondo la difesa, certamente non appartiene a Stasi.
Qual è il rilievo dei nuovi accertamenti sui tempi dell’omicidio?
I nuovi accertamenti temporali, anche medico-legali, sarebbero incompatibili con la sequenza di azioni attribuite a Alberto Stasi nelle sentenze.
Cosa implica il rito abbreviato scelto da Alberto Stasi?
Implica che Stasi accettò di essere giudicato sulle sole prove della Procura, rinunciando a testimoni e consulenti della difesa.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



