Gennaro Cassese indagato a Pavia per false dichiarazioni nel nuovo filone sul delitto di Garlasco

7 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • La Procura di Pavia indaga l’ex comandante Gennaro Cassese per false dichiarazioni al pm.
  • L’inchiesta riguarda un verbale del 2008 su Andrea Sempio nel caso del delitto di Garlasco.
  • Sotto esame lo scontrino-alibi, un malore non verbalizzato e orari sovrapposti con altri testimoni.
  • Il difensore Walter Biscotti contesta l’esistenza dei presupposti per il reato.

(Riassunto generato con AI)

Indagine su Cassese nel fascicolo Garlasco

La Procura di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati l’ex comandante dei carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, con l’ipotesi di false dichiarazioni al pubblico ministero. L’indagine si inserisce nel nuovo filone sul delitto di Garlasco e riguarda il verbale del 4 ottobre 2008 relativo ad Andrea Sempio, oggi indagato nel fascicolo pavese.

Cassese, che all’epoca dei fatti guidava la Compagnia dei carabinieri di Vigevano ed era tra i responsabili delle prime attività investigative, era stato sentito un anno fa come testimone. Secondo quanto emerge dall’interrogatorio condotto dal procuratore aggiunto Stefano Civardi, l’ex ufficiale avrebbe risposto più volte “non ricordo” su passaggi ritenuti centrali.

Il punto decisivo, per i magistrati, è verificare la tenuta documentale e ricostruttiva di un atto considerato sensibile, perché collegato al cosiddetto scontrino-alibi consegnato da Sempio per sostenere di trovarsi fuori da Garlasco il giorno dell’omicidio di Chiara.

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Il verbale contestato e i nodi aperti

Al centro dell’indagine c’è il verbale redatto quando Andrea Sempio consegnò ai carabinieri lo scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato come elemento utile a collocarlo lontano da Garlasco il 13 agosto 2007. Per la Procura, però, restano da chiarire sia la formazione del verbale sia alcuni fatti avvenuti durante quell’atto.

I magistrati hanno accertato che durante l’interrogatorio Sempio si sentì male fino a rischiare di perdere i sensi. Fu chiamato il 118 e, secondo gli inquirenti, di quell’intervento esistono i registri, ma nel verbale non vi sarebbe traccia.

A domanda specifica sul perché questo episodio non fosse stato messo nero su bianco, Cassese ha risposto “Non ricordo”. La stessa risposta è arrivata anche sul punto relativo allo scontrino: non è stato chiarito se fosse stato recuperato durante l’interrogatorio o se Sempio lo avesse già con sé, circostanza che il procuratore aggiunto Stefano Civardi considera rilevante.

Un ulteriore profilo riguarda la sovrapposizione degli orari con cui, nello stesso giorno, furono sentiti altri amici del gruppo: Freddi, Capra e Biasibetti. Anche su questo aspetto, riferisce il contenuto dell’interrogatorio, l’ex comandante avrebbe mantenuto la stessa linea. Quando gli è stato chiesto se avesse problemi di memoria, ha risposto di no.

A quel punto, di fronte a ricostruzioni ipotetiche anziché a ricordi puntuali, il magistrato ha contestato formalmente il reato, ricordando che un testimone è tenuto a riferire fatti e non supposizioni.

Le implicazioni per l’inchiesta

L’iscrizione di Gennaro Cassese non riguarda il merito dell’omicidio, ma la qualità e l’attendibilità delle dichiarazioni rese al pubblico ministero su un passaggio investigativo cruciale. In casi di forte impatto giudiziario, la solidità degli atti e la coerenza dei ricordi di chi li redasse possono incidere sulla lettura complessiva del fascicolo.

La difesa dell’ex comandante, affidata all’avvocato Walter Biscotti, ha respinto l’addebito con una posizione netta: “Non credo che esistano i presupposti di legge per la contestazione di questo reato”. Il seguito dell’inchiesta chiarirà se i vuoti di memoria contestati saranno considerati penalmente rilevanti oppure no.

FAQ

Perché è indagato Gennaro Cassese?

Sì, per l’ipotesi di false dichiarazioni al pubblico ministero nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pavia.

Quale atto è finito sotto esame?

Sì, il verbale del 4 ottobre 2008 relativo ad Andrea Sempio e al cosiddetto scontrino-alibi di Vigevano.

Cosa manca nel verbale contestato?

Sì, secondo i magistrati non vi è traccia del malore di Sempio e della chiamata al 118 registrata.

Chi sono gli altri testimoni citati?

Sì, nel verbale vengono richiamati anche gli amici del gruppo Freddi, Capra e Biasibetti.

Come è stato verificato questo contenuto?

Sì, nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Virgilio Notizie.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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