La notizia in sintesi
- Cryptosmart ha ottenuto l’autorizzazione CASP ai sensi del regolamento MiCAR.
- Il via libera è arrivato con delibera Consob n. 24047 del 24 giugno 2026.
- La licenza consente servizi crypto nell’Unione europea prima della fine del regime transitorio.
- Resta centrale anche il regime fiscale amministrato offerto agli investitori italiani.
(Riassunto generato con AI)
Cryptosmart autorizzata come CASP in Europa
Cryptosmart, exchange italiano partecipato dalla Banca Popolare di Cortona, ha ottenuto l’autorizzazione a operare come prestatore di servizi per le cripto-attività ai sensi del regolamento europeo MiCAR. Il via libera è stato formalizzato con la delibera Consob n. 24047 del 24 giugno 2026, al termine di un’istruttoria avviata dopo la domanda presentata nel dicembre 2025 e svolta con il coinvolgimento della Banca d’Italia per i profili di competenza. L’autorizzazione arriva in una fase cruciale per il mercato degli asset digitali, alla vigilia della conclusione del regime transitorio europeo.
Il provvedimento consente a Cryptosmart di offrire nell’Unione europea una gamma di servizi legati alle cripto-attività dentro il nuovo perimetro regolamentare comunitario. Il passaggio assume rilievo perché il quadro MiCAR sta ridefinendo le condizioni di accesso al mercato, puntando su regole uniformi, maggiori presidi di trasparenza e tutela degli investitori.
Per un operatore italiano, l’autorizzazione rappresenta quindi non solo un requisito operativo, ma anche un elemento di posizionamento in un settore che sta entrando in una fase di selezione più rigorosa.
Servizi autorizzati e impatto sul mercato
Grazie alla licenza CASP, Cryptosmart potrà svolgere attività di custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti, scambio di asset digitali con fondi o altre criptovalute, esecuzione di ordini, collocamento e trasferimento di cripto-attività. Si tratta del nucleo dei servizi che consentono a un exchange di operare in modo strutturato all’interno del quadro MiCAR, con una base regolatoria valida su scala europea.
Il timing è particolarmente significativo: il 30 giugno 2026 termina infatti il periodo transitorio previsto dalla normativa comunitaria. Da quel momento, gli operatori privi di autorizzazione CASP non potranno più offrire servizi collegati alle criptovalute a clienti residenti nell’Unione europea.
In questo contesto, l’autorizzazione ottenuta da Cryptosmart rafforza la continuità operativa della società e la sua capacità di restare attiva nel nuovo scenario normativo. Secondo quanto evidenziato dalla stessa società, il processo autorizzativo italiano è tra i più rigorosi e selettivi in Europa.
Per questo il via libera di Consob, maturato con il coinvolgimento della Banca d’Italia, ha un valore che va oltre l’aspetto formale: segnala l’ingresso dell’operatore in un perimetro di vigilanza pienamente coerente con la disciplina comunitaria.
Carlotta Zola, presidente del Consiglio di amministrazione di Cryptosmart, ha definito il risultato un “traguardo storico” e insieme un nuovo punto di partenza. “È il riconoscimento di un percorso costruito interamente sul territorio nazionale, fondato su standard elevati di sicurezza, governance e conformità. Significa poter offrire ai nostri clienti un ecosistema italiano, regolamentato e vigilato, in cui custodire e gestire i propri asset digitali con la stessa fiducia che riservano alla finanza tradizionale”, ha dichiarato.
La dichiarazione mette in evidenza i cardini della nuova fase: radicamento nazionale, conformità regolatoria e avvicinamento tra mercato crypto e logiche tipiche dell’intermediazione finanziaria tradizionale.
Accanto alla licenza MiCAR, un elemento distintivo dell’offerta di Cryptosmart resta l’integrazione gratuita del regime fiscale amministrato. Attraverso questo sistema, la piattaforma opera come sostituto d’imposta sulle plusvalenze generate dalle criptovalute, provvedendo al calcolo, alla trattenuta e al versamento delle imposte dovute all’Agenzia delle Entrate.
Per gli utenti che attivano il servizio, questo si traduce nell’assenza di obblighi diretti di calcolo fiscale e, secondo quanto indicato dalla società, nella non necessità di inserire le cripto-attività in dichiarazione per quanto riguarda gli asset detenuti sulla piattaforma nell’ambito del servizio scelto.
Alessandro Ronchi, founder e consigliere delegato di Cryptosmart, ha sottolineato che la fiscalità delle criptovalute in Italia è diventata più complessa negli ultimi anni. “Con l’autorizzazione MiCAR portiamo questo modello dentro un perimetro regolamentato europeo, unendo in un’unica soluzione operatività, sicurezza e gestione fiscale”, ha affermato.
Il servizio, ha spiegato la società, è rivolto sia agli utenti già presenti sulla piattaforma sia a chi detiene criptovalute presso exchange internazionali o wallet self-custodial e decide di trasferirle nell’ecosistema italiano della società, che offre anche assistenza clienti in lingua italiana.
La fase successiva per gli operatori italiani
L’autorizzazione CASP colloca Cryptosmart in una posizione rilevante nel passaggio dal mercato crypto nazionale alla piena disciplina europea. Il punto non riguarda solo la possibilità di continuare a operare, ma anche la capacità di presentarsi agli investitori con un modello che combina vigilanza, custodia, operatività e gestione fiscale.
Alessandro Ronchi ha sintetizzato questa impostazione affermando: “Il nostro obiettivo è rendere il mondo delle criptovalute accessibile, sicuro e conforme”. Con la fine del regime transitorio, la differenza tra operatori autorizzati e non autorizzati diventerà uno dei principali fattori di selezione del mercato europeo.
FAQ
Che autorizzazione ha ottenuto Cryptosmart?
Sì, ha ottenuto l’autorizzazione come prestatore di servizi per le cripto-attività, cioè CASP, ai sensi del regolamento europeo MiCAR.
Chi ha rilasciato il via libera?
Sì, il via libera è arrivato con la delibera Consob n. 24047 del 24 giugno 2026.
Quali servizi potrà offrire in Europa?
Sì, potrà offrire custodia, amministrazione, scambio con fondi o criptovalute, esecuzione ordini, collocamento e trasferimento di cripto-attività.
Cosa cambia per il regime fiscale amministrato?
Sì, resta integrato gratuitamente: Cryptosmart calcola, trattiene e versa le imposte dovute all’Agenzia delle Entrate sulle plusvalenze.
Qual è la fonte originale della notizia?
Sì, la fonte originale è derivata da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla Redazione.




