Perche molti leader della Blockchain scelgono anonimato

Tim Cook: tutti i suoi beni andranno in beneficenza

28 Marzo 2015

L’amministratore delegato di Apple Tim Cook ha annunciato a Fortune che donerà tutta la sua fortuna in beneficenza una volta finito di pagare per gli studi di un nipotino di dieci anni.

Dichiarando che cambiare il mondo è sempre stato in testa alla sua agenda, il 54enne capo dell’azienda di Cupertino ha fatto sapere di aver già cominciato a scrivere assegni in segreto ma che affronterà la filantropia in modo più sistematico una volta libero dagli impegni familiari.

“Vorrei essere il sassolino nello stagno che crea le onde del cambiamento”, ha detto Cook a Fortune. Onde che potrebbero essere di una certa consistenza date le stime degli assett del Ceo di Apple fatte dalla rivista: ammonterebbero a circa 785 milioni di dollari tra le sue partecipazioni nella società e le azioni vincolate. Con l’annuncio su Fortune, Cook entra nel gruppo dei miliardari filantropi guidati dall’ex capo di Microsoft Bill Gates e dall’amico Warren Buffett.

Nel 2010 Buffett e Gates avevano invitato altri paperoni d’America a donare almeno metà dei loro beni per cause filantropiche e a suggerire ad altri a fare altrettanto: hanno aderito al “Giving Pledge”, tra gli altri, Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg di Facebook e Richard Branson di Virgin, non però Jobs, che aveva sempre coperto di massimo riserbo se o quanto avesse dato in beneficenza.

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Quanto al nipote di Cook, di lui si sa ben poco se non quanto affermato dallo stesso amministratore delegato di Apple: “Gli voglio molto bene, e quando lo guardo e penso di lasciargli un mondo peggiore di quando sono entrato mi dico che non c’è peccato peggiore”. Lo stesso Cook aveva scelto “zio” tra i termini con cui, dopo aver fatto “coming out” l’anno scorso su Bloomberg Businessweek, si era autodefinito oltre che “gay”. E cioè: “Ingegnere, amante della natura, maniaco del fitness, figlio del sud, fanatico dello sport e zio”.

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