La notizia in sintesi
- Tether ha congelato 131 milioni di USDT collegati a entità iraniane sanzionate.
- L’intervento segue le designazioni dell’OFAC, ufficio del Tesoro degli Stati Uniti.
- Quattro indirizzi sulla rete Tron risultano inclusi nella lista dei wallet sanzionati.
- Il caso evidenzia il controllo centralizzato possibile sulle stablecoin emesse da società private.
(Riassunto generato con AI)
Tether congela USDT legati alla Banca Centrale iraniana
Tether ha congelato 131 milioni di dollari in USDT detenuti in quattro indirizzi sulla rete Tron, indicati dall’OFAC come collegati alla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran e alle Guardie della Rivoluzione. L’azione, resa nota il 15 luglio 2026, arriva su richiesta dell’ufficio del Tesoro statunitense responsabile delle sanzioni finanziarie.
Il provvedimento riguarda esclusivamente USDT, stablecoin ancorata al dollaro e gestita da Tether. La ragione indicata dalle autorità Usa è il contrasto alle attività finanziarie ritenute illecite attribuite all’Iran e al presunto utilizzo di asset digitali per aggirare le restrizioni.
Il congelamento assume rilievo sia per l’importo, fra i più elevati per una singola operazione di questo tipo, sia perché mostra come la tracciabilità onchain e i poteri previsti dai contratti delle stablecoin possano incidere direttamente sulla disponibilità dei fondi.
Come funziona il blocco degli indirizzi sanzionati
L’OFAC ha inserito quattro wallet Tron nella propria lista di indirizzi sanzionati. Una volta identificati gli indirizzi, il gestore della stablecoin può usare la funzione di blacklist prevista dallo smart contract per impedire ai wallet di interagire con il contratto che amministra i token.
Nel caso di USDT, tale limitazione impedisce il trasferimento dei token e si traduce in un congelamento effettivo delle somme. Poiché la stablecoin è sostenuta da riserve, il blocco tecnico può inoltre aprire la strada al sequestro del valore sottostante, secondo il meccanismo descritto nel provvedimento.
Il punto centrale è la differenza tra asset decentralizzati e stablecoin emesse da soggetti identificabili: queste ultime possono integrare strumenti di controllo remoto. Il caso iraniano non è isolato, dato che gli Stati Uniti avevano già colpito wallet legati a entità iraniane, cartelli messicani e altri gruppi terroristici.
Secondo il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, i congelamenti precedenti connessi a Teheran avrebbero già superato un miliardo di dollari. Il dato viene citato nel quadro della pressione finanziaria statunitense, senza che nel caso specifico siano forniti ulteriori dettagli sulla composizione delle somme.
https://x.com/SecScottBessent/status/2077162473921319055?ref_src=twsrc%5Etfw
Le conseguenze per l’uso delle stablecoin
Il blocco dei 131 milioni di USDT conferma che le stablecoin possono essere sottoposte a interventi rapidi quando gli indirizzi vengono sanzionati. Per soggetti e istituzioni che operano in contesti esposti a restrizioni internazionali, la disponibilità tecnica di token legati al dollaro non equivale quindi necessariamente alla piena disponibilità economica.
Il messaggio del Tesoro Usa è esplicito: “Continueremo a seguire aggressivamente il denaro e negare al regime iraniano accesso ai ricavi delle sue attività illecite”. L’episodio rafforza il peso delle sanzioni anche nelle infrastrutture degli asset digitali.
FAQ
Quanti fondi in USDT sono stati congelati?
Sì, il congelamento riguarda 131 milioni di dollari in USDT, secondo le informazioni relative agli indirizzi sanzionati dall’OFAC.
Quale entità iraniana è coinvolta?
Sì, gli indirizzi colpiti sarebbero sotto il controllo della Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran e delle Guardie della Rivoluzione.
Su quale rete operavano i wallet?
Sì, l’OFAC ha indicato quattro indirizzi sulla rete Tron, successivamente inclusi nella lista dei wallet sottoposti a sanzioni.
Perché Tether può congelare gli USDT?
Sì, gli smart contract delle principali stablecoin includono funzioni di blacklist che possono impedire a indirizzi specifici di trasferire o utilizzare i token.
Come è stata verificata questa notizia?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Criptovaluta.it®.




