Iran banca centrale usa Tether per frenare crollo del cambio e aggirare le sanzioni internazionali

Iran banca centrale usa Tether per frenare crollo del cambio e aggirare le sanzioni internazionali

21 Gennaio 2026

Iran’s central bank used $500M in Tether to fight FX collapse and evade sanctions

Dollari digitali oltre le sanzioni

Secondo l’analisi di Elliptic, una rete di wallet sulla blockchain riconduce direttamente alla Banco Centrale dell’Iran, impegnato ad accumulare oltre 507 milioni di USDT per aggirare le restrizioni finanziarie internazionali. Documenti riservati descrivono due maxi-acquisti di stablecoin tra aprile e maggio 2025, regolati in dirham degli Emirati Arabi Uniti, a conferma del ruolo chiave di circuiti offshore. L’obiettivo: accedere a liquidità in dollari pur rimanendo esclusi da SWIFT e dal sistema di clearing statunitense.

Le stablecoin sarebbero state impiegate come surrogato del dollaro, in una sorta di sistema eurodollaro digitale, teoricamente più resistente a sequestri e blocchi bancari convenzionali. Questa strategia si è intensificata nel pieno del crollo del rial, che nel 2025 ha perso circa metà del proprio valore sul mercato parallelo, alimentando un urgente bisogno di difendere il cambio e sostenere le importazioni essenziali. L’utilizzo di Tether si inserisce così in un più ampio riposizionamento delle economie sanzionate verso infrastrutture crittografiche alternative.

Nobitex, l’hack e il cambio di rotta

La prima gamba dell’operazione avrebbe fatto leva su Nobitex, principale exchange crypto iraniano, dove l’afflusso di USDT avrebbe contribuito a immettere stablecoin nel mercato domestico e a contenere la pressione sul cambio. L’attacco informatico di giugno 2025, rivendicato dal gruppo filoisraeliano Gonjeshke Darande, che ha distrutto circa 90 milioni di dollari in asset digitali, ha costretto però a ripensare rapidamente l’architettura delle transazioni.

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Dopo l’hack, i flussi si sarebbero spostati su un mosaico di bridge cross-chain, in particolare da TRON a Ethereum, con successivi passaggi su DEX per frammentare e “mixare” la liquidità, prima dell’approdo su exchange centralizzati esteri. Questo schema mirava a ridurre i punti di vulnerabilità e a rendere meno lineare il tracciamento delle transazioni, pur rimanendo all’interno di un perimetro riconoscibile agli analisti on-chain.

Nonostante le tecniche di offuscamento, Elliptic denuncia una continuità infrastrutturale sufficiente a collegare i wallet alla banca centrale, evidenziando i limiti strutturali dell’anonimato sugli asset ancorati al dollaro.

Operazioni di mercato e rischio congelamento

Secondo la ricostruzione di Elliptic, le risorse in USDT sarebbero state usate come strumento di politica monetaria non convenzionale: vendite e riacquisti di stablecoin sui mercati locali avrebbero funzionato da operazioni di mercato aperto in versione crittografica, tentando di contenere la spirale di deprezzamento del rial. Parallelamente, i fondi in dollari digitali avrebbero sostenuto pagamenti transfrontalieri per petrolio, beni strategici e importazioni critiche, sfruttando la rete globale degli exchange.

Questa architettura, tuttavia, resta esposta al potere discrezionale degli emittenti. Nel giugno 2025, Tether ha bloccato 37 milioni di USDT riconducibili ai wallet sotto indagine, dimostrando che anche le soluzioni pensate per sfuggire alle sanzioni possono essere disattivate a monte. Il caso rilancia il dibattito sul ruolo geopolitico delle stablecoin, sempre più usate come infrastruttura finanziaria ombra da stati sanzionati, ma al tempo stesso controllate da entità private soggette a pressioni e normative occidentali.

Per il sistema internazionale, il dossier iraniano segnala una corsa tra capacità di sorveglianza on-chain e creatività delle giurisdizioni isolate, con possibili ripercussioni su regolamentazione, trasparenza e futuro del dollaro digitale privato.

FAQ

D: Chi ha scoperto la rete di wallet collegata alla banca centrale iraniana?
A: L’analisi è stata condotta dalla società di blockchain forensics Elliptic.

D: A quanto ammonta il totale di USDT riconducibile all’operazione?
A: Sono stati tracciati oltre 507 milioni di dollari in Tether.

D: In quale periodo sarebbero avvenuti i principali acquisti di stablecoin?
A: Due maxi-acquisti documentati risalgono ad aprile e maggio 2025.

D: In quale valuta sarebbero stati regolati i pagamenti per USDT?
A: I documenti indicano l’uso di dirham degli Emirati Arabi Uniti.

D: Che ruolo ha avuto l’exchange Nobitex?
A: Nobitex avrebbe funzionato come canale di ingresso degli USDT nel mercato iraniano.

D: Cosa è successo dopo l’hack attribuito a Gonjeshke Darande?
A: I flussi sono stati riorganizzati tramite bridge cross-chain, DEX e exchange centralizzati esteri.

D: Quanto è stato congelato da Tether nei wallet collegati al caso?
A: Tether ha bloccato circa 37 milioni di USDT associati ai wallet analizzati.

D: Qual è la principale fonte giornalistica citata per questa ricostruzione?
A: I dati e i collegamenti on-chain provengono dal report investigativo pubblicato da Elliptic, ripreso da diversi media internazionali di settore.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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