La notizia in sintesi:
- La Legge 131/2025 ridefinisce i comuni montani ma non estende automaticamente l’esenzione Imu.
- Per l’Imu resta decisiva la circolare 9/1993 con categorie T, P e NM.
- La risoluzione 1/DF/2026 del Mef blocca nuove esenzioni per motivi di bilancio.
- Case e baite continuano a pagare l’Imu, salvo specifiche agevolazioni rurali e comunali.
(Riassunto generato con AI).
Imu e comuni montani, cosa cambia davvero nel 2026
Nel 2026 migliaia di proprietari di terreni e fabbricati nelle aree montane italiane si chiedono chi debba pagare l’Imu, cosa sia effettivamente cambiato con la nuova Legge n. 131/2025 sulla montagna, dove si applicano le esenzioni e da quando decorrono le novità fiscali. La risposta è arrivata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 1° aprile 2026, con la risoluzione n. 1/DF, che ha chiarito perché il nuovo perimetro dei comuni montani non modifica, almeno per ora, il regime dell’imposta municipale propria. Il documento ha congelato le aspettative di molti contribuenti, spiegando che l’esenzione Imu resta ancorata alle vecchie regole e ai vincoli di finanza pubblica.
Norme vigenti e chiarimenti del Mef su esenzione e calcolo Imu
Per individuare chi beneficia dell’esenzione Imu sui terreni agricoli non conta l’altitudine del comune, ma la classificazione contenuta nella storica circolare n. 9 del 14 giugno 1993 del Ministero delle Finanze. Tale circolare distingue tra comuni totalmente montani (T), dove tutti i terreni agricoli sono esenti a prescindere dal proprietario; comuni parzialmente montani (P), dove l’esenzione spetta solo a coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP); e comuni non montani (NM), in cui l’Imu è dovuta salvo specifiche agevolazioni per i professionisti agricoli.
Molti contribuenti hanno ritenuto che l’inserimento del proprio comune negli elenchi montani della Legge 131/2025 bastasse a ottenere l’esenzione. La risoluzione 1/DF del 1° aprile 2026 ha smentito questa interpretazione: i nuovi criteri “montani” hanno valenza erogativa (accesso a fondi, crediti d’imposta, contributi per servizi essenziali), ma non incidono sulla disciplina tributaria dell’Imu. Estendere l’esenzione ai nuovi comuni senza coperture finanziarie violerebbe l’articolo 81 della Costituzione, che impone l’equilibrio di bilancio.
Restano dunque pienamente operative le agevolazioni per CD e IAP: i terreni posseduti e condotti da soggetti iscritti alla previdenza agricola sono esenti, anche al di fuori delle aree T, secondo le condizioni già note. Nei comuni P, questa qualifica è l’unico canale per non pagare.
Conseguenze pratiche, rischi e prospettive per i proprietari
Per il 2026, i proprietari di terreni in comuni montani che non rientrano tra i “T” della circolare 9/1993, e che non sono CD o IAP, devono continuare a calcolare e versare l’Imu. Il calcolo segue la procedura ordinaria: reddito dominicale rivalutato del 25%, moltiplicato per 135 e poi per l’aliquota deliberata dal Comune. Le abitazioni – comprese baite e case vacanza – restano soggette a imposta, mentre solo taluni fabbricati rurali strumentali (categoria D/10) possono beneficiare di aliquote ridotte o esenzione, in base alla reale funzione agricola.
La risoluzione 1/DF/2026 segnala anche il rischio di sanzioni del 30% e interessi per chi smettesse di pagare confidando esclusivamente nella nuova Legge Quadro sulla Montagna. Alcuni Comuni, tuttavia, stanno usando la leva regolamentare locale per azzerare o ridurre l’Imu su terreni incolti recuperati o su orti sociali, configurando un laboratorio fiscale “dal basso” che potrebbe influenzare future riforme nazionali sulla fiscalità montana.
FAQ
Chi ha diritto all’esenzione Imu nei comuni totalmente montani?
L’esenzione si applica integralmente a tutti i terreni agricoli, coltivati o incolti, situati nei comuni classificati “T” dalla circolare 9/1993.
Cosa cambia con la Legge 131/2025 per i proprietari di terreni?
Cambia l’accesso a fondi, incentivi e contributi per i comuni montani; non si modifica direttamente il regime di esenzione Imu.
Come verificare se il mio comune è totalmente o parzialmente montano?
È necessario consultare l’elenco allegato alla circolare ministeriale n. 9/1993 o i portali fiscali aggiornati del MEF.
L’esenzione Imu vale anche per baite e seconde case in montagna?
No, l’agevolazione territoriale riguarda solo i terreni agricoli; le abitazioni continuano a essere soggette a Imu ordinaria.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo approfondimento Imu?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.



