Tax day al 30 giugno: scadenze e chi è obbligato al pagamento delle tasse in Italia

Tax day al 30 giugno: scadenze e chi è obbligato al pagamento delle tasse in Italia

27 Giugno 2025

Proroga dei versamenti per i soggetti ISA e forfettari

La proroga dei versamenti è una misura cruciale per i contribuenti interessati dai c.d. Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per chi adotta regimi fiscali agevolati come il regime forfettario. Grazie al decreto-legge 84/2025, il termine per l’esecuzione dei versamenti senza applicazione di sanzioni e interessi è stato spostato dal 30 giugno al 21 luglio 2025 per specifiche categorie di soggetti con ricavi o compensi non superiori a € 5.164.569.

La proroga interessa:

  • i contribuenti che esercitano attività economiche per cui sono stati approvati gli ISA, indipendentemente dall’effettiva applicazione;
  • coloro che applicano il regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della legge n. 190/2014;
  • gli aderenti al regime di vantaggio per giovani imprenditori e lavoratori in mobilità (art. 27, decreto-legge n. 98/2011);
  • i contribuenti che determinano il reddito con criteri forfetari o che risultano esclusi dagli ISA;
  • i soggetti che partecipano a società, associazioni o imprese in regime di trasparenza, purché le attività svolte rientrino negli ISA.

Dal 22 luglio al 20 agosto 2025, in caso di versamento tardivo, si applicherà una maggiorazione dello 0,40%. È importante sottolineare che la proroga non si estende a tutte le categorie: restano esclusi i lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta, i contribuenti occasionali, gli enti non commerciali senza redditi d’impresa, chi ha partita IVA ma non rientra negli ISA o supera la soglia di ricavi indicata.

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La proroga rappresenta un’importante opportunità per agevolare la regolarizzazione fiscale di un ampio ventaglio di contribuenti, alienando il pagamento senza maggiorazioni fino a luglio per i soggetti ISA e forfettari entro i limiti normativi e di fatturato stabiliti.

Chi deve pagare entro il 30 giugno

Il pagamento delle imposte entro il 30 giugno interessa tutte quelle categorie di contribuenti escluse dalla proroga prevista dal decreto-legge 84/2025. In particolare, devono provvedere al versamento entro questa scadenza, o eventualmente entro il 31 luglio con una maggiorazione dello 0,40%, i soggetti che non rientrano nei parametri di estensione del differimento.

  • I lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta, che quindi non hanno un datore di lavoro o altro soggetto delegato al prelievo fiscale;
  • coloro che svolgono attività di lavoro autonomo o commerciale in modo occasionale, senza una regolarità o partita IVA;
  • i contribuenti senza partita IVA e gli enti non commerciali che non producono redditi d’impresa o professionali;
  • coloro che esercitano attività economiche non previste dagli ISA, e quindi non possono beneficiare della proroga;
  • i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, limite che esclude dall’applicazione della proroga;
  • i soci di società di capitali non in regime di trasparenza fiscale, i quali devono attenersi alla scadenza ordinaria.

Per tutti questi contribuenti, il rispetto della scadenza del 30 giugno rappresenta un obbligo inderogabile per evitare sanzioni aggiuntive e interessi di mora. La possibilità di pagare a rate rimane comunque aperta, ma il versamento della prima rata deve comunque essere effettuato entro il termine previsto per non incorrere in penalità.

Modalità e codici tributo per il pagamento delle imposte

Per adempiere correttamente agli obblighi fiscali, è fondamentale seguire con precisione le modalità di pagamento previste dalla normativa vigente. I titolari di partita IVA devono effettuare i versamenti esclusivamente con modello F24 mediante canali telematici: attraverso i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, o tramite intermediari abilitati. Questa modalità è obbligatoria anche in presenza di compensazioni con crediti tributari o contributivi, che devono essere inseriti nel modello telematico.

I contribuenti senza partita IVA, invece, possono utilizzare il modello F24 in formato cartaceo presso banche, uffici postali o agenti della riscossione, purché non effettuino compensazioni. Se sono previsti crediti da utilizzare in compensazione, il pagamento deve avvenire in modalità telematica o tramite intermediari abilitati.

È fondamentale indicare correttamente i codici tributo per identificare la tipologia di imposta e l’eventuale periodo di riferimento. I principali codici da utilizzare includono:

Codice Tributo Descrizione
4001 Irpef – saldo
4033 Irpef – acconto prima rata
3800 Irap – saldo
6099 Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
1790 Imposta sostitutiva regime forfetario – acconto prima rata
1792 Imposta sostitutiva regime forfetario – saldo
1840 Imposta sostitutiva su locazioni abitative (cedolare secca) – acconto prima rata
1842 Imposta sostitutiva su locazioni abitative (cedolare secca) – saldo

È opportuno verificare attentamente la corrispondenza tra codice tributo e imposta dovuta per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni. Il modello F24 deve inoltre riportare correttamente i dati anagrafici, il periodo di riferimento e gli importi da versare. In caso di necessità, è consigliabile rivolgersi a un consulente fiscale o a un intermediario abilitato per garantire il corretto assolvimento degli obblighi.


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