Parlamento europeo approva il mandato sull’euro digitale con più tutele per cittadini e contante

Parlamento europeo approva il mandato sull’euro digitale con più tutele per cittadini e contante

24 Giugno 2026

La notizia in sintesi

  • Parlamento europeo: approvato il mandato negoziale sul regolamento dell’euro digitale
  • Il testo rafforza privacy, cybersicurezza e tutela del contante nell’Eurozona
  • L’euro digitale avrebbe corso legale, uso online e offline, servizi essenziali gratuiti
  • Il percorso resta aperto: decisione finale dopo negoziati con Consiglio e voto plenaria

(Riassunto generato con AI)

Euro digitale, svolta nel Parlamento europeo

L’euro digitale avanza nel percorso legislativo dell’Unione Europea dopo il via libera della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo al mandato negoziale sul regolamento che dovrà disciplinarlo. Il passaggio, maturato nelle ultime ore, non equivale ancora a un’approvazione definitiva, ma segna un punto politico rilevante perché certifica l’esistenza di una maggioranza favorevole a proseguire l’iniziativa.

Il progetto riguarda la possibile introduzione di una valuta digitale emessa dalla Banca centrale europea, utilizzabile in tutta l’Eurozona. Il testo approvato punta a definire cornice normativa, tutele per i cittadini e ruolo degli intermediari. Per il Parlamento, la priorità è accompagnare l’innovazione con garanzie aggiuntive su riservatezza, sicurezza dei sistemi e permanenza del contante, così da evitare che la moneta digitale sia percepita come sostitutiva degli strumenti già esistenti.

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La scelta arriva mentre la Bce insiste sulla necessità di rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti, in un contesto internazionale segnato dalla dipendenza da circuiti non europei e dalla crescente competizione tecnologica globale.

Privacy, sicurezza e contante al centro del testo

Il punto più sensibile del mandato approvato riguarda la protezione dei dati personali. Gli eurodeputati chiedono che la Bce e le banche centrali nazionali non possano collegare direttamente le transazioni effettuate con l’euro digitale all’identità degli utenti. È una correzione politica di rilievo rispetto ai timori emersi negli ultimi anni tra cittadini, governi e operatori finanziari, perché prova a delimitare in modo netto il perimetro informativo della futura infrastruttura.

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Accanto alla privacy, il Parlamento impone una soglia di prudenza elevata sulla cybersicurezza. Prima di qualsiasi eventuale emissione dovranno esserci test pilota e verifiche approfondite sulla tenuta tecnologica del sistema. In termini regolatori, questo significa che il lancio non potrà poggiare soltanto su una decisione politica, ma dovrà essere sostenuto anche da controlli tecnici preventivi.

Restano confermati gli elementi strutturali del progetto: l’euro digitale avrebbe corso legale in tutta l’area euro, potrebbe essere usato sia online sia offline e i servizi essenziali per i cittadini dovrebbero restare gratuiti. È confermato anche il ruolo degli intermediari, con distribuzione affidata a banche e prestatori di servizi di pagamento.

Un altro nodo chiarito dal testo è il rapporto con il contante. La nuova valuta digitale dovrà affiancare banconote e monete, non sostituirle. La linea coincide con quella già sostenuta dalla stessa Bce, che presenta l’euro digitale come strumento aggiuntivo e non obbligatorio.

Come riporta il Corriere della Sera, il testo dovrà ora essere confermato dal Parlamento europeo, probabilmente nella sessione plenaria di luglio, prima di diventare la base dei negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea. Solo un accordo finale tra Parlamento e Stati membri potrà aprire la strada a una decisione politica conclusiva sull’emissione.

Le prossime tappe e il possibile debutto

La partita sull’euro digitale entra così in una fase più concreta, ma resta tutt’altro che chiusa. La tabella di marcia indicata nel dibattito europeo colloca un possibile debutto nel 2029, con disponibilità per pagamenti online e offline.

Nel frattempo la Bce continua i preparativi tecnici e ritiene che, se la normativa fosse approvata nel corso del 2026, il sistema potrebbe essere pronto per una prima emissione nella seconda metà del decennio. Il dato politico più rilevante, però, è già visibile: l’euro digitale non viene più trattato soltanto come progetto tecnologico, ma come leva di sovranità monetaria e infrastrutturale per l’Unione Europea.

FAQ

Che cosa ha approvato il Parlamento europeo?

Sì, la commissione Econ ha approvato il mandato negoziale sul regolamento dell’euro digitale, primo passaggio politico verso i negoziati finali con il Consiglio.

L’euro digitale sostituirà il contante?

No, il testo approvato ribadisce che l’euro digitale dovrà affiancare banconote e monete, senza sostituire il contante nell’Eurozona.

Quali tutele sulla privacy sono previste?

Sì, gli eurodeputati chiedono che Bce e banche centrali nazionali non colleghino direttamente le transazioni all’identità degli utenti.

Quando potrebbe arrivare l’euro digitale?

Sì, secondo le prospettive attuali il debutto potrebbe avvenire nel 2029, se il quadro normativo sarà approvato e i test tecnici completati.

Qual è la fonte originale della notizia?

Sì, la fonte originale è stata derivata da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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