La notizia in sintesi
- OpenAI avrebbe chiesto restrizioni statunitensi sui modelli AI open source.
- La richiesta emergerebbe da fonti citate dal New York Times.
- Anthropic ha denunciato presunti usi dei propri output per addestrare modelli cinesi.
- Le imprese USA valutano l’open source cinese anche per ridurre i costi.
(Riassunto generato con AI)
OpenAI e il nodo dei modelli open source
OpenAI, guidata da Sam Altman, avrebbe sollecitato il governo degli Stati Uniti a introdurre restrizioni sull’uso dei modelli di intelligenza artificiale open source, in particolare quelli cinesi. Secondo fonti del New York Times, l’iniziativa di lobbying coinvolgerebbe anche Anthropic e si inserirebbe nel confronto sulla sicurezza nazionale, sulla concorrenza tecnologica e sull’addestramento dei modelli AI.
Il tema riguarda soprattutto il possibile utilizzo degli output prodotti da modelli statunitensi per addestrare sistemi sviluppati in Cina, una pratica indicata come distillazione. La posizione attribuita a OpenAI appare rilevante perché Sam Altman ha contemporaneamente sostenuto una lettera aperta favorevole ai modelli open source. La firma dell’azienda nella lettera è stata evidenziata dallo stesso Altman su X.
La distanza tra sostegno pubblico all’open source e richiesta di limiti regolatori segnala un equilibrio complesso: apertura tecnologica da una parte, protezione dei modelli proprietari e dei dati di addestramento dall’altra.
Le accuse di distillazione e il confronto cinese
Il dibattito si è intensificato dopo le accuse rivolte da Anthropic ad Alibaba. L’azienda avrebbe denunciato l’uso degli output di Claude per addestrare i modelli Qwen, richiamando appunto la tecnica della distillazione. In questo contesto, l’assenza di Anthropic dalla lettera aperta a sostegno dell’open source era descritta come prevedibile.
OpenAI aveva già accusato DeepSeek di avere utilizzato gli output di GPT nell’addestramento del modello R1. L’azienda californiana aveva inoltre evidenziato che la disponibilità pubblica dei modelli open source potrebbe facilitarne l’impiego per attacchi informatici. La fonte ricorda però che l’attacco contro Hugging Face è stato effettuato da due modelli di OpenAI.
Il punto non è quindi soltanto tecnico, ma economico e strategico: chi controlla output, pesi e codice può incidere sulla velocità di sviluppo dei concorrenti. Le accuse riportate non equivalgono, nel testo disponibile, a una decisione definitiva delle autorità o a un accertamento giudiziario.
L’amministrazione di Donald Trump valuterebbe il divieto dei modelli open source cinesi attraverso l’inserimento delle aziende interessate nella Entity List del Dipartimento del Commercio o mediante altri strumenti, incluso un eventuale ordine esecutivo presidenziale. La motivazione indicata è il rischio per la sicurezza nazionale.
Costi, accesso e possibili effetti del divieto
Molte aziende statunitensi sarebbero contrarie a un divieto generalizzato. Come riporta il Wall Street Journal, alcune imprese USA hanno aumentato l’uso dei modelli open source cinesi per contenere i costi delle attività quotidiane. Per compiti meno complessi, secondo questa valutazione, non servirebbero necessariamente i modelli più potenti di OpenAI o Anthropic.
Un ulteriore vantaggio dell’open source è la possibilità di modificare il codice e adattare i modelli a funzioni specifiche. Eventuali restrizioni potrebbero quindi incidere non solo sui rapporti tecnologici tra Stati Uniti e Cina, ma anche sulle scelte operative delle imprese americane. L’articolo, pubblicato il 27 luglio 2026 e firmato da Luca Colantuoni, descrive una discussione ancora aperta.
FAQ
OpenAI sostiene davvero i modelli open source?
Sì, Sam Altman ha segnalato la firma di OpenAI a una lettera aperta favorevole ai modelli open source.
Quali restrizioni avrebbe chiesto OpenAI?
Sì, secondo fonti del New York Times, OpenAI avrebbe chiesto al governo USA limiti sull’uso dei modelli open source.
Perché Anthropic ha accusato Alibaba?
Sì, Anthropic avrebbe denunciato Alibaba per il presunto impiego degli output di Claude nell’addestramento dei modelli Qwen.
Perché le aziende USA usano modelli cinesi?
Sì, secondo il Wall Street Journal, diverse imprese li usano per ridurre i costi e adattare il codice a compiti specifici.
Come è stato verificato questo contenuto?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui punto-informatico.it.



