La notizia in sintesi
- Banca d’Italia: Taeg dei nuovi mutui al 3,95% a giugno 2026.
- Il dato resta quasi invariato dopo il rialzo dei tassi deciso dalla BCE.
- I prestiti alle famiglie accelerano al 2,7% su base annua.
- Il credito al consumo resta oltre il 10%, più costoso dei mutui.
Riassunto generato con AI
Mutui stabili dopo il rialzo della BCE
La Banca d’Italia, nel rapporto “Banche e moneta: serie nazionali” pubblicato con i dati di giugno 2026, rileva che il Taeg sui nuovi mutui alle famiglie per acquistare un’abitazione si è attestato al 3,95%, dal 3,96% di maggio. Il dato riguarda il mercato italiano e arriva nel primo mese che incorpora, limitatamente alla seconda metà, il rialzo dei tassi della BCE entrato in vigore il 17 giugno.
La variazione è di un solo centesimo e non consente di parlare di una discesa effettiva del costo dei mutui. Tuttavia, segnala che l’aumento deciso dall’istituto centrale non si è tradotto finora in una nuova impennata immediata del Taeg applicato ai finanziamenti immobiliari.
Il tasso sui depositi è stato portato al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sulle operazioni marginali al 2,65%. Nella successiva riunione di luglio, la BCE ha lasciato invariati i tassi: la trasmissione della politica monetaria alle offerte bancarie resta quindi graduale e differenziata.
Credito in aumento, costi ancora disomogenei
I prestiti al settore privato, corretti secondo la metodologia armonizzata dell’Eurosistema, sono cresciuti del 3,3% sui dodici mesi, rispetto al 3,1% registrato a maggio. Per le famiglie l’incremento passa dal 2,6% al 2,7%, mentre i finanziamenti alle società non finanziarie rallentano dal 3,5% al 3,2%.
L’aumento dei volumi non equivale automaticamente a condizioni di accesso più favorevoli. Quantità del credito erogato, criteri di concessione delle banche e costo effettivo per il cliente sono indicatori distinti, e la stessa Banca d’Italia aveva segnalato nei mesi precedenti un’offerta più prudente.
La divergenza emerge dal credito al consumo: il Taeg sulle nuove erogazioni scende appena dal 10,37% al 10,33%. Per finanziare un’auto, acquisti rilevanti o altre spese, il costo resta dunque sensibilmente più alto rispetto a quello di un mutuo.
Per le imprese, il tasso medio sui nuovi prestiti sale dal 3,67% al 3,70%. Le operazioni fino a un milione di euro hanno un tasso del 4,38%, contro il 3,36% dei finanziamenti superiori al milione: una differenza che incide soprattutto sulle aziende che ricorrono a importi più contenuti.
Il prossimo banco di prova per i mutui
La quota di nuovi mutui con periodo iniziale di determinazione del tasso fino a un anno sale al 19,9%, dal 18,7% di maggio. Il dato evidenzia una maggiore presenza di finanziamenti esposti a revisioni ravvicinate del tasso.
Nel frattempo, i depositi del settore privato crescono del 2,8% annuo e il tasso passivo medio sale solo dallo 0,65% allo 0,67%. Nei prossimi mesi sarà decisivo verificare tempi e intensità con cui le decisioni della BCE si trasferiranno sul costo reale dei nuovi finanziamenti.
FAQ
Quanto costa un nuovo mutuo a giugno 2026?
Sì: il Taeg medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è del 3,95%, contro il 3,96% rilevato a maggio.
I prestiti alle famiglie stanno crescendo?
Sì: a giugno i prestiti alle famiglie aumentano del 2,7% su base annua, dopo il 2,6% registrato nel mese precedente.
Qual è il Taeg del credito al consumo?
Sì: il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è del 10,33%, in lieve calo dal 10,37% di maggio.
Quanto pagano le imprese sui nuovi prestiti?
Sì: il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle imprese è del 3,70%; per importi fino a un milione di euro raggiunge il 4,38%.
Come sono stati verificati questi dati?
Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui QuiFinanza.



