La notizia in sintesi:
- Ledn punta a cartolarizzare i prestiti in Bitcoin per attrarre grandi capitali istituzionali globali.
- Il co-fondatore Mauricio Di Bartolomeo stima un mercato dei prestiti BTC da 1000 miliardi di dollari.
- La società rivendica il 30% del mercato consumer e 1,4 miliardi di dollari di prestiti nel 2025.
- Una prima obbligazione in Bitcoin con rating investment-grade S&P Global apre ai fondi pensione.
(Riassunto generato con AI).
Cartolarizzazione dei prestiti Bitcoin: la nuova frontiera per gli istituzionali
Chi guida la svolta è Mauricio Di Bartolomeo, co-fondatore di Ledn, realtà di punta nel lending garantito da Bitcoin.
Cosa propone: trasformare i prestiti in BTC in strumenti cartolarizzati, analoghi ai mutui e ai prestiti auto americani.
Dove se ne è parlato: sul palco di BTC Prague, una delle principali conferenze europee su Bitcoin.
Quando: l’intervento è arrivato dopo anni di espansione del business, in un mercato ancora segnato dai fallimenti del 2022.
Perché conta: secondo Di Bartolomeo, solo la cartolarizzazione può portare il mercato dei prestiti in Bitcoin verso dimensioni da 1000 miliardi di dollari nei prossimi cinque-dieci anni, rendendo l’asset class compatibile con i vincoli regolamentari e di rischio degli investitori istituzionali globali.
In questo scenario, Ledn mira a posizionarsi come intermediario-ponte tra l’ecosistema crypto e il vasto universo dei fondi pensione, degli endowment universitari e degli asset manager tradizionali, oggi ancora marginalmente esposti ai prodotti di debito collegati a Bitcoin.
Come Ledn vuole replicare il modello dei mutui USA sui prestiti Bitcoin
Fondata in Canada, Ledn ha erogato il suo primo prestito garantito da Bitcoin nel 2018 e rivendica oggi circa il 30% del mercato consumer mondiale del lending BTC.
Solo nel 2025, secondo i dati diffusi da Di Bartolomeo, la società ha originato prestiti per 1,4 miliardi di dollari, pur operando in un settore ancora scosso dalle crisi che hanno travolto Celsius, BlockFi, Voyager Digital e Genesis nel 2022.
Il modello di riferimento indicato da Di Bartolomeo è quello statunitense dei mutui e dei prestiti auto: tra il 60% e il 70% dei mutui residenziali e circa il 25% dei prestiti auto vengono infatti cartolarizzati e venduti come asset-backed securities a investitori istituzionali.
Applicare la stessa logica ai prestiti garantiti da Bitcoin significherebbe accedere a un bacino di capitale di migliaia di miliardi di dollari, ben oltre la capacità di singoli bilanci societari.
Non a caso, Di Bartolomeo sottolinea che “nessun singolo bilancio può fornire la liquidità necessaria per sostenere un mercato da 1.000 miliardi di dollari”.
La soluzione proposta è una catena di intermediazione in cui i prestiti in BTC, adeguatamente strutturati e garantiti, vengono aggregati, cartolarizzati e distribuiti come obbligazioni con rating, rendendo l’esposizione a Bitcoin più simile, per forma, ai tradizionali titoli garantiti da mutui o da crediti al consumo.
Il primo bond Bitcoin con rating S&P e gli scenari futuri
Per passare dalla teoria alla pratica, Ledn ha già collocato una prima obbligazione basata su prestiti garantiti da Bitcoin, affidando a Fidelity il ruolo di custode degli asset e a Jefferies quello di bookrunner.
Il titolo, secondo Di Bartolomeo, rappresenta il primo strumento di debito in Bitcoin a ottenere da S&P Global un rating investment-grade, requisito chiave per gli investitori regolati.
Questa struttura apre potenzialmente il mercato a fondi pensione ed endowment, che finora si sono esposti a Bitcoin principalmente tramite ETF o, in misura minore, emissioni azionarie specialistiche.
Nel medio periodo, la standardizzazione di simili prodotti potrebbe creare una curva dei rendimenti specifica per il debito garantito da Bitcoin, con implicazioni sia sulla gestione del rischio sistemico sia sull’allocazione strategica di capitale da parte degli istituzionali, consolidando Bitcoin anche come collaterale finanziario mainstream.
FAQ
Cosa significa cartolarizzare i prestiti garantiti da Bitcoin?
Cartolarizzare significa aggregare i prestiti garantiti da Bitcoin in pool, trasformarli in obbligazioni negoziabili e venderle a investitori istituzionali, riducendo il rischio di singolo debitore e ampliando la liquidità.
Perché il mercato dei prestiti in Bitcoin può arrivare a 1000 miliardi?
Può arrivare a 1000 miliardi perché Bitcoin viene sempre più usato come collaterale globale e la cartolarizzazione abilita l’accesso a capitali istituzionali tradizionali, enormemente superiori alla sola finanza crypto.
Qual è il ruolo di Fidelity e Jefferies nell’operazione Ledn?
Il ruolo è centrale: Fidelity custodisce i Bitcoin a garanzia dell’obbligazione, mentre Jefferies cura il collocamento come bookrunner presso gli investitori istituzionali interessati.
Perché il rating investment-grade di S&P Global è così rilevante?
È rilevante perché consente a fondi pensione ed endowment, vincolati da rigidi mandati di rischio, di investire legalmente in strumenti di debito collegati a Bitcoin.
Quali sono le fonti originarie delle informazioni su Ledn e Di Bartolomeo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



