Jony Ive rivoluziona Ferrari con un design inatteso che sfida tradizione e identità del marchio

Jony Ive rivoluziona Ferrari con un design inatteso che sfida tradizione e identità del marchio

26 Maggio 2026

La notizia in sintesi:

  • Ferrari presenta a Roma la sua prima elettrica, la berlina a quattro porte Luce.
  • Design sviluppato con LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson, dall’estetica quasi “Apple”.
  • Quattro motori elettrici, 1.035 CV, batteria da 122 kWh e architettura a 800 volt.
  • Prezzo da 640.000 dollari e dibattito acceso tra fan su identità e futuro di Ferrari.

(Riassunto generato con AI)

Ferrari Luce, l’elettrica che sembra disegnata da Apple

Chi si chiedeva se Ferrari avrebbe mai davvero abbracciato l’elettrico ha ora una risposta chiara: la nuova Luce, presentata lunedì alla Vela di Calatrava, alle porte di Roma. Qui, nel 2026, il marchio di Maranello introduce non solo la sua prima auto a batteria, ma anche la prima berlina quattro porte della sua storia, affidando il design a LoveFrom, lo studio di Jony Ive e Marc Newson. L’operazione, che unisce ingegneria italiana e linguaggio estetico “alla Apple”, spiega perché i fan stiano reagendo in modo tanto emotivo: è un cambio di paradigma che ridefinisce cosa sia oggi una Ferrari e perché il brand abbia scelto di arrivare tardi, ma con un progetto radicale, a un mercato EV ormai in fase di consolidamento.

La domanda chiave ora è se questa Ferrari “quasi Apple” saprà convincere sia i puristi sia i nuovi clienti globali.

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Design LoveFrom, prestazioni estreme e rivoluzione elettrica Ferrari

La Ferrari Luce è l’EV più attesa degli ultimi anni, ma anche una delle più divisive. Presentata alla spettacolare Vela disegnata da Santiago Calatrava, rompe con 80 anni di linee taglienti e aggressività visiva: il profilo è morbido, continuo, quasi monolitico, tanto che molti osservatori l’hanno paragonata a un prodotto Apple, più che a una coupé di Maranello.

Il motivo è chiaro: il progetto stilistico è stato affidato a LoveFrom, la società fondata dall’ex guru del design Apple Jony Ive e dal designer industriale Marc Newson. Esternamente il riferimento è quello di un “glass house” aerodinamico, ali ampie e gruppi ottici a filo carrozzeria, studiati per ottenere il più basso coefficiente di resistenza aerodinamica nella storia del marchio. Il risultato è un’auto che molti fan giudicano “troppo pulita”, ma funzionale alle esigenze di efficienza tipiche delle vetture elettriche ad alte prestazioni.

All’interno, sorprende la scelta controcorrente: non un minimalismo estremo, ma una ricca trama di pulsanti e comandi fisici, con display dagli angoli arrotondati che richiamano i device iOS. Lo schermo centrale è montato su un giunto a sfera, ruotabile verso guidatore o passeggero, con un poggiapolso per interagire senza distogliere lo sguardo dalla strada. Spicca un inedito “multigrafo” meccanico a tre motori, che può fungere da orologio, cronografo, bussola o indicatore di launch control, enfatizzando l’ibridazione tra meccanica analogica e digitale.

Sul fronte tecnico, la Luce è un concentrato di ingegneria: quattro motori elettrici per 1.035 CV complessivi, con ripartizione asimmetrica (282 CV davanti, 835 CV dietro) per privilegiare la dinamica di guida tipica di una sportiva a trazione posteriore esaltata dall’elettrico. Lo 0-100 km/h è coperto in circa 2,5 secondi, lo 0-200 km/h in 6,8 secondi, valori leggermente inferiori a quelli di rivali come Lucid Sapphire e l’ultima Mercedes-AMG GT 4-Door, ma comunque tali da collocare la Ferrari fra le EV più veloci sul mercato.

L’energia è affidata a un pacco batteria da 122 kWh (dato lordo), integrato nel pianale per irrigidire la struttura e abbassare il baricentro. L’autonomia dichiarata è di 330 miglia nel ciclo WLTP, che realisticamente corrispondono a circa 310 miglia (quasi 500 km) secondo i parametri più severi dell’EPA. L’architettura a 800 volt consente ricariche in DC fino a 350 kW, in linea con gli standard premium del segmento.

La Luce segna anche diversi “primati” per Ferrari: è la prima elettrica pura, la prima quattro porte e la più pesante di sempre, con una massa di 4.982 libbre (oltre 2.250 kg), circa 45 kg in più della SUV Purosangue. Una ironia per un modello il cui nome significa “luce” o “leggera”, ma spiegabile con il compromesso fra batterie di grande capacità e requisiti di rigidità e sicurezza. Il passo leggermente più corto della Purosangue (circa 5,8 cm in meno) evidenzia il lavoro di integrazione della batteria nel telaio anziché in un semplice “skateboard” sottoscocca.

Sul piano della user experience digitale, resta un nodo aperto: Ferrari non ha ancora confermato se adotterà il nuovo CarPlay Ultra di Apple, la versione che occupa più schermi e governa funzioni chiave come climatizzazione e strumentazione. La presenza nel board Ferrari del dirigente Apple Eddy Cue fa pensare a un dialogo avanzato, ma per ora nessun annuncio ufficiale.

A livello di linguaggio formale, molti analisti notano affinità tra Luce e la concept Ford 021C, firmata da Marc Newson e presentata al Salone di Tokyo nel 1999: linee a “tre volumi” estremamente semplificate, bordi arrotondati, colori pieni e tetto sospeso bianco. Come sulla 021C, anche la Luce adotta porte “coach” a incernieratura anteriore e un baule che si apre come un cassetto. È plausibile che, più che un’auto “di Ive”, la Luce sia soprattutto l’evoluzione di un’idea di Newson rimasta a lungo nel cassetto.

L’ipotesi di una Ferrari elettrica circola almeno dal 2018, quando l’allora presidente e CEO Sergio Marchionne dichiarò al Salone di Detroit: “If there is an electric supercar to be built, then Ferrari will be the first.” La realtà ha smentito quella previsione: altri costruttori di supercar elettriche sono arrivati prima. Ma con la Luce, Ferrari rinuncia al ruolo di “prima” per proporsi come interprete originale del segmento, con un prezzo che parte da 640.000 dollari (circa 550.000 euro) e una clientela inevitabilmente ristretta.

Le reazioni dei tifosi sono polarizzate: sui social abbondano le accuse di tradimento dell’identità storica, ma dal punto di vista ingegneristico appare evidente come replicare una tradizionale due porte termica con batterie e motori elettrici avrebbe prodotto un’auto poco performante quanto ad autonomia e aerodinamica. Con la Luce, Ferrari accetta di rompere con il passato formale per restare competitiva nel futuro elettrico, e nel farlo sfiora, forse inconsapevolmente, il sogno mai realizzato di una vera “Apple Car”.

Luce, laboratorio sul futuro di Ferrari fra EV, Apple e collezionisti

La Ferrari Luce va letta come un laboratorio strategico più che come un semplice modello di gamma. Apre la strada a un nuovo linguaggio stilistico, testa soluzioni EV di vertice e misura fino a che punto la clientela sia disposta ad accettare una Ferrari diversa, più digitale e meno “rumorosa”.

Se sarà un successo commerciale, avrà l’effetto di sdoganare definitivamente l’elettrico a Maranello e di legittimare collaborazioni più strette con l’ecosistema Apple, da CarPlay Ultra a integrazioni software avanzate. In caso contrario, resterà un oggetto da collezione, destinato a rivalutarsi nel tempo proprio perché rappresenta la Ferrari che ha osato sfidare la propria tradizione.

FAQ

Quando è stata presentata ufficialmente la Ferrari Luce elettrica?

La Ferrari Luce è stata presentata lunedì 26 maggio 2026 alla Vela di Calatrava, complesso sportivo situato alla periferia di Roma.

Quanta potenza ha la Ferrari Luce e che prestazioni offre?

La Ferrari Luce eroga complessivamente 1.035 CV da quattro motori elettrici, con uno 0‑100 km/h dichiarato in circa 2,5 secondi.

Qual è l’autonomia reale stimata e la capacità della batteria?

La Ferrari Luce dichiara 330 miglia WLTP con batteria da 122 kWh lordi; realisticamente ci si attende circa 310 miglia d’autonomia effettiva.

La Ferrari Luce utilizza già Apple CarPlay Ultra a bordo?

Attualmente Ferrari non ha confermato l’adozione di CarPlay Ultra sulla Luce; sono probabili valutazioni in corso, ma manca ogni annuncio ufficiale.

Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi sulla Ferrari Luce?

L’articolo è frutto di una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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