La notizia in sintesi
- Ferrari presenta a Roma la Luce, prima elettrica della casa.
- Il design nasce dalla collaborazione con LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson.
- Quattro motori erogano 1.035 CV complessivi e promettono prestazioni da supercar.
- La Luce apre una nuova fase per Ferrari tra innovazione, aerodinamica e identità.
Riassunto generato con AI
Ferrari Luce, debutto elettrico a Roma
Ferrari ha presentato a Roma, presso la Vela di Calatrava, la Luce: è la prima vettura completamente elettrica del marchio italiano, nonché la sua prima berlina a quattro porte e cinque posti. L’annuncio arriva dopo anni di attese sul debutto a batteria della casa di Maranello e segna un passaggio rilevante per un costruttore storicamente associato ai motori termici ad alte prestazioni.
La Luce è stata svelata lunedì e punta a coniugare autonomia, aerodinamica e potenza elettrica in un progetto sviluppato specificamente attorno alla piattaforma a batterie. La scelta di un’architettura inedita spiega anche il netto distacco dalle forme tradizionali delle Ferrari sportive.
Il modello nasce inoltre dalla collaborazione con LoveFrom, lo studio guidato dall’ex designer Apple Jony Ive e dal partner Marc Newson. Secondo The Verge, l’intervento dei due progettisti è evidente nell’impostazione minimalista, nelle superfici arrotondate e nell’attenzione ai dettagli dell’abitacolo.
Design, abitacolo e numeri della nuova elettrica
All’esterno, la Ferrari Luce adotta una grande superficie vetrata, illuminazione a filo carrozzeria e ali aerodinamiche. Ferrari attribuisce a questa configurazione il più basso coefficiente di resistenza aerodinamica nella storia del marchio. È una scelta funzionale all’efficienza di un’auto elettrica, oltre che una rottura visiva rispetto alle linee più tese e aggressive della gamma tradizionale.
L’abitacolo conserva numerosi pulsanti, manopole e interruttori fisici, accostati a schermi dagli angoli arrotondati. Il display centrale è montato su uno snodo che consente di orientarlo verso guidatore o passeggero e dispone di un appoggio per il palmo della mano.
Un display meccanico multigrafo, azionato da tre motori indipendenti, può funzionare da orologio, cronografo, bussola o indicatore del launch control. Ferrari non ha confermato l’eventuale compatibilità della Luce con CarPlay Ultra di Apple, il sistema che può gestire più schermi e funzioni dell’auto.
La propulsione è affidata a quattro motori elettrici per 1.035 CV complessivi: 282 CV arrivano dai due motori anteriori e 835 CV da quelli posteriori. Ferrari dichiara lo scatto da 0 a 60 mph in 2,5 secondi e da 0 a 124 mph in 6,8 secondi.
Una svolta tecnica che divide gli appassionati
La batteria da 122 kWh, indicata come capacità lorda, è integrata nel pianale e alimenta un’architettura a 800 volt, compatibile con ricarica rapida in corrente continua fino a 350 kW. L’autonomia dichiarata è di 330 miglia nel ciclo WLTP. Con 4.982 libbre di peso, la Luce è la Ferrari più pesante mai realizzata, pur avendo un passo leggermente più corto della Ferrari Purosangue.
Il progetto raccoglie reazioni contrastanti soprattutto per il design, ma rappresenta la risposta di Ferrari ai vincoli specifici dell’elettrico: batteria, spazio, efficienza e gestione aerodinamica. Nel 2018, l’allora presidente e amministratore delegato Sergio Marchionne aveva anticipato l’ipotesi di una supercar elettrica Ferrari.
La Luce arriverà con un prezzo di partenza di 640.000 dollari, pari a 550.000 euro. Nel consiglio di Ferrari siede anche il dirigente Apple Eddy Cue come membro non esecutivo: un ulteriore elemento che rafforza il legame progettuale con Cupertino.
FAQ
Che cos’è la Ferrari Luce?
Sì, è la prima Ferrari interamente elettrica e la prima del marchio con quattro porte e cinque posti.
Quanta potenza sviluppa la Luce?
Sì, i quattro motori elettrici sviluppano insieme 1.035 CV: 282 CV davanti e 835 CV al posteriore.
Qual è l’autonomia dichiarata?
Sì, Ferrari dichiara 330 miglia di autonomia secondo il ciclo WLTP con batteria da 122 kWh lordi.
Chi ha disegnato Ferrari Luce?
Sì, il design è stato sviluppato con LoveFrom, lo studio guidato da Jony Ive e Marc Newson.
Su quali fonti si basa questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Verge.




