Jessica Moretti si difende davanti ai pm e il video riapre il giallo sulla fuga

Jessica Moretti si difende davanti ai pm e il video riapre il giallo sulla fuga

22 Gennaio 2026

Jessica Moretti ai pm: “Non sono scappata”. Il giallo del filmato

Nuove verità dall’interrogatorio

L’ultimo confronto con i pm svizzeri ha impegnato per oltre dieci ore **Jessica Moretti**, chiamata a chiarire ogni passaggio della notte dell’incendio al **Constellation** di **Crans-Montana**. Ha ribadito che non avrebbe mai abbandonato il locale, spiegando di essersi precipitata all’esterno solo per chiamare i soccorsi, mentre all’interno si consumava la tragedia che ha travolto clienti e staff.

Nel mirino degli inquirenti ci sono le candele scintillanti utilizzate per lo show con le bottiglie e la dinamica che ha portato le fiamme a raggiungere i pannelli fonoassorbenti del soffitto. La gestione dello spettacolo, con le cameriere a cavalcioni sulle spalle dei colleghi e le bottiglie sollevate a pochi centimetri dal soffitto, è ora al centro delle contestazioni formali. Altre testimonianze descrivono una serata pensata per stupire, ma gestita ai limiti della sicurezza.

Sia **Jessica** sia il marito **Jacques Moretti** hanno sostenuto che quella modalità scenografica fosse una consuetudine del personale, non una direttiva imposta, e che non fosse mai stata espressamente vietata. Una linea difensiva che punta a circoscrivere le responsabilità operative allo staff, respingendo l’idea di un preciso ordine o di un obbligo imposto ai dipendenti.

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Il nodo video, maschere e responsabilità

Gli inquirenti hanno chiesto conto a **Jessica Moretti** anche delle procedure di sicurezza e della formazione del personale, che lei afferma di aver curato personalmente. Questa versione, però, è stata smentita da alcune ex dipendenti, secondo cui le istruzioni erano concentrate più sull’impatto scenico che sulla prevenzione incendi.

Una testimone ha raccontato di aver servito le bottiglie a Capodanno con una maschera bianca, richiesta espressamente da Jessica, mentre **Cyane**, cameriera di 24 anni morta nel rogo, indossava il casco visibile nei filmati della serata. L’immagine di un locale trasformato in palcoscenico, con costumi e show pirotecnici a pochi centimetri dal soffitto, pesa sul quadro accusatorio.

Resta aperto il giallo di una foto segnalata da un legale delle parti civili, in cui si vedrebbe **Jessica** mentre riprende il momento in cui il soffitto prende fuoco. Lei ha dichiarato di non avere video di quella notte, e questa possibile discrepanza potrebbe diventare un elemento cruciale. La coppia, intanto, continua a respingere qualsiasi ipotesi di dolo, ribadendo di aver sempre agito confidando nella conformità del locale alle norme.

Controlli, uscite e fronti giudiziari

Davanti ai magistrati, **Jacques Moretti** ha insistito sul ruolo dei controlli effettuati dal Comune di **Crans-Montana**, riferendo che tutte le ispezioni sarebbero state superate senza rilievi. Secondo i loro avvocati, i gestori avrebbero seguito alla lettera le direttive comunali e ogni verifica, condotta anche alla presenza di un funzionario dei vigili del fuoco, avrebbe certificato la conformità del **Constellation** a normative antincendio, capienza e uscite di emergenza.

Resta però il caso della porta di servizio al pianterreno trovata chiusa a chiave: per **Jacques** si tratta di una situazione “non normale”, ma i legali sostengono che non fosse destinata a fungere da uscita di sicurezza. Sullo sfondo, la possibilità che la Procura riformuli le contestazioni da colpose a dolose viene definita dalla difesa “inconcepibile”, perché implicherebbe l’accettazione consapevole di un rischio mortale per familiari, dipendenti, amici e clienti.

Parallelamente all’inchiesta svizzera, a **Roma** alcuni avvocati delle famiglie delle vittime hanno incontrato l’Avvocato generale dello Stato **Gabriella Palmieri Sandulli** per definire una strategia comune nel procedimento aperto in Italia. Due binari giudiziari, con un unico obiettivo: accertare responsabilità e catena delle omissioni che hanno portato alla tragedia.

FAQ

D: Cosa ha dichiarato Jessica Moretti sul momento dell’incendio?
R: Ha spiegato ai pm di essersi allontanata dal locale solo per chiamare i soccorsi, negando di essere fuggita.

D: Qual è il ruolo delle candele scintillanti nell’indagine?
R: Gli inquirenti le ritengono centrali perché avrebbero innescato le fiamme a contatto con i pannelli fonoassorbenti.

D: Come si sono difesi Jessica e Jacques Moretti sulle coreografie con le bottiglie?
R: Hanno sostenuto che fossero abitudini del personale e non ordini impartiti da loro.

D: Cosa raccontano le ex dipendenti del Constellation?
R: Descrivono un’organizzazione in cui veniva privilegiato l’effetto scenico, con maschere e caschi, rispetto alla sicurezza.

D: Perché esiste un “giallo” attorno a un presunto video dell’incendio?
R: Un legale delle parti civili ha segnalato una foto che mostrerebbe Jessica mentre filma il soffitto in fiamme, in contrasto con la sua versione.

D: Cosa sostengono i Moretti sui controlli del Comune di Crans-Montana?
R: Affermano che tutte le ispezioni abbiano certificato la conformità del locale alle norme di sicurezza.

D: Perché la porta di servizio chiusa a chiave è diventata un punto critico?
R: Perché, pur non essendo classificata come uscita di sicurezza, la sua chiusura viene considerata “non normale” e potenzialmente rilevante nella dinamica della fuga.

D: Qual è la fonte giornalistica principale che ha ricostruito questi dettagli?
R: Le informazioni provengono da cronache giudiziarie pubblicate dalla stampa nazionale italiana, in particolare da quotidiani come Corriere della Sera.


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