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Italia, riparazioni anche fuori garanzia per alcuni prodotti

Italia, riparazioni anche fuori garanzia per alcuni prodotti

22 Ottobre 2026

22 Ottobre 2026/Home/PRODOTTI/Italia, riparazioni anche fuori garanzia per alcuni prodotti

La notizia in sintesi

  • Dal 22 ottobre 2026 sono in vigore in Italia le nuove regole sul diritto alla riparazione.
  • Per gli acquisti dal 31 luglio 2026, scegliere la riparazione in garanzia dà diritto a un anno aggiuntivo.
  • Gli obblighi dei produttori riguardano specifiche categorie di prodotti, con riparazioni anche dopo la scadenza della garanzia.
  • Il decreto non introduce incentivi economici: Altroconsumo chiede voucher, contributi e agevolazioni fiscali.

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Dal 22 ottobre 2026 cambiano in Italia le regole per riparare elettrodomestici e dispositivi elettronici. Entra in vigore il decreto che recepisce la direttiva europea sul diritto alla riparazione: per alcune categorie di beni i produttori dovranno assicurare interventi anche fuori garanzia, fornire ricambi e rendere accessibili informazioni tecniche. Per i prodotti acquistati dal 31 luglio 2026, scegliere la riparazione durante la garanzia legale comporterà inoltre un’estensione della copertura di un anno.

La normativa punta a prolungare l’utilizzo dei beni, evitando che un guasto porti alla sostituzione di prodotti ancora recuperabili. Non introduce però un diritto generalizzato alla riparazione gratuita: dopo la garanzia, nella maggior parte dei casi, l’intervento resterà a pagamento. Altroconsumo illustra queste distinzioni nell’approfondimento sulle nuove regole sul diritto alla riparazione.

Quali prodotti sono interessati

Gli obblighi riguardano categorie individuate dalla normativa europea: lavatrici, lavasciuga, frigoriferi, lavastoviglie, aspirapolveri, display elettronici, telefoni cordless, cellulari, tablet e asciugatrici domestiche. Sono inclusi anche apparecchiature di saldatura, server e sistemi di archiviazione dati, beni con batterie per mezzi di trasporto leggeri e apparecchi per il riscaldamento locale domestico. L’elenco potrà ampliarsi con l’approvazione di ulteriori regolamenti europei.

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Per questi beni il produttore dovrà organizzare la riparazione direttamente o attraverso altri professionisti, anche dopo la scadenza della garanzia. Dovrà inoltre pubblicare online informazioni sul servizio e prezzi indicativi degli interventi più frequenti. Se riparare sarà impossibile, potrà proporre un prodotto ricondizionato.

Alla diffusione della riparazione è dedicato anche il progetto REPper, finanziato dal programma europeo Interreg Euro-MED. Il recupero dei prodotti, anziché la loro sostituzione, è anche l’obiettivo delle nuove disposizioni.

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Ricambi e interventi indipendenti

Il produttore non potrà respingere una richiesta soltanto perché il prodotto è già stato riparato dal proprietario o da un tecnico indipendente. Il rifiuto sarà possibile se il precedente intervento avrà provocato danni che rendono impossibile una nuova riparazione. Non sarà invece sufficiente sostenere che l’operazione è troppo costosa.

Saranno vietati ostacoli hardware e software alla riparazione, salvo limitazioni giustificate da ragioni oggettive, come sicurezza e proprietà intellettuale. I riparatori indipendenti potranno utilizzare componenti originali, usati, compatibili o stampati in 3D, nel rispetto delle norme applicabili. Dovranno poter accedere anche alle informazioni tecniche e agli strumenti di diagnosi.

La disponibilità dei ricambi varierà secondo il prodotto e il componente. Nella maggior parte dei casi il periodo minimo sarà tra sette e dieci anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello. Le maniglie dei frigoriferi, per esempio, dovranno essere accessibili anche ai consumatori per almeno sette anni; i motori delle lavatrici saranno forniti ai professionisti per almeno dieci anni.

Garanzia più lunga, ma non per tutti gli acquisti

Durante la garanzia legale il riferimento rimane il venditore e la riparazione non deve comportare spese, compresi trasporto, ricambi e manodopera. Il consumatore conserva la scelta tra riparazione e sostituzione nei primi due anni dalla consegna. Per gli acquisti dal 31 luglio 2026, chi sceglie la riparazione ottiene dodici mesi aggiuntivi di garanzia.

Per i prodotti acquistati da quella data, la riparabilità diventa inoltre un requisito di conformità: la mancanza dei requisiti previsti potrà quindi essere contestata anche senza un guasto di funzionamento. Fuori garanzia, invece, ci si potrà rivolgere al produttore o a un riparatore scelto autonomamente. Per i beni non compresi negli obblighi specifici, non viene introdotto un obbligo generale del produttore a riparare.

La distinzione tra tutela in garanzia e interventi successivi è centrale anche nell’analisi di Altroconsumo sul diritto alla riparazione: l’apertura del mercato ai professionisti indipendenti dovrebbe favorire il confronto tra le offerte, senza però garantire automaticamente prezzi inferiori.

altroconsumo

Preventivi, tempi e piattaforma europea

Non sono fissati prezzi massimi né scadenze uniformi per completare gli interventi: costi e tempi dovranno essere ragionevoli. Il consumatore potrà chiedere il modulo europeo di informazioni sulla riparazione per qualsiasi prodotto fuori garanzia. Il professionista non sarà obbligato a utilizzarlo; se lo farà, dovrà indicare condizioni, costi e tempi dell’intervento.

L’offerta resterà valida per trenta giorni e, una volta accettata, vincolerà entrambe le parti. Se non sarà possibile stabilire subito il prezzo, il documento dovrà specificare il metodo di calcolo e l’importo massimo richiesto. Dovrà riportare anche eventuali costi per un bene sostitutivo e per servizi di rimozione o installazione.

Entro il 31 luglio 2027 la Commissione europea dovrà attivare una piattaforma gratuita per individuare riparatori, venditori di ricondizionati e iniziative come i repair café. Il punto di contatto italiano sarà il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il decreto italiano non prevede voucher, contributi o sgravi fiscali per i consumatori. Altroconsumo chiede al Governo di introdurli, insieme all’estensione degli obblighi ad altri prodotti e a un accesso non discriminatorio dei riparatori indipendenti a ricambi e informazioni. Per l’associazione, senza interventi sui costi, la possibilità di riparare rischia di non tradursi in una scelta economicamente conveniente.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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