Inps, aggiornato a 66,86 euro il reddito di riferimento per maternità e paternità agricole

27 Luglio 2026

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La notizia in sintesi

  • INPS aggiorna le basi di calcolo per maternità e paternità agricole nel 2026.
  • Il reddito medio convenzionale giornaliero sale a 66,86 euro.
  • La soglia minima giornaliera resta fissata a 51,70 euro.
  • Le nuove cifre riguardano tutti gli eventi indennizzabili dell’anno.

Riassunto generato con AI

Nuovi importi INPS per genitori agricoli

INPS, con la circolare n. 75 del 17 luglio 2026, ha aggiornato gli importi di riferimento delle prestazioni economiche per maternità e paternità destinate ai lavoratori del settore agricolo. La revisione opera in Italia per gli eventi indennizzabili che ricadono nel 2026 e definisce il reddito medio convenzionale giornaliero, parametro utilizzato per calcolare le indennità durante i periodi di congedo.

Per il 2026 il valore è fissato a 66,86 euro al giorno. L’aggiornamento interessa lavoratrici e lavoratori agricoli che accedono alle tutele previste dalla normativa, comprese le diverse forme contrattuali e di lavoro autonomo contemplate dall’Istituto.

La circolare è rilevante perché stabilisce la base economica comune per prestazioni legate alla nascita o all’ingresso di un figlio nella famiglia. Il parametro non coincide automaticamente con l’importo finale: l’indennità varia infatti in base al tipo di congedo, alla percentuale riconosciuta e alle condizioni individuali richieste.

Base di calcolo e categorie tutelate

Dal 2011, per il comparto agricolo, il calcolo di maternità e paternità non utilizza più i salari convenzionali provinciali. Il riferimento è il reddito medio convenzionale giornaliero adottato anche ai fini pensionistici, ora aggiornato da INPS a 66,86 euro.

Tra i beneficiari figurano gli operai a tempo indeterminato, se il rapporto è in corso all’inizio del congedo, e gli operai a tempo determinato o braccianti. Per questi ultimi è richiesta l’iscrizione negli elenchi nominativi agricoli con almeno 51 giornate accreditate nell’anno precedente, oppure svolte nell’anno in corso prima dell’evento.

La tutela riguarda anche salariati fissi, impiegati e quadri in costanza di rapporto, compartecipanti familiari e piccoli coloni. Sono inclusi inoltre coltivatrici e coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni e mezzadri, purché gli autonomi siano in regola con i contributi INPS.

Per la maternità obbligatoria, normalmente articolata in due mesi prima e tre dopo il parto, l’indennità è pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Restano possibili le diverse distribuzioni del periodo previste dalla normativa, inclusa la fruizione interamente successiva al parto con autorizzazione medica.

La base non può scendere sotto 51,70 euro giornalieri. Ne deriva un importo minimo di maternità pari a 41,36 euro al giorno, corrispondente all’80% della soglia minima.

Effetti sui congedi dei genitori

Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni lavorativi, retribuiti al 100%, fruibili nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei cinque mesi successivi. Nel 2026 l’indennità minima giornaliera è quindi di 51,70 euro.

Per gli autonomi agricoli in regola, la maternità dura cinque mesi, due prima e tre dopo il parto, senza obbligo di astensione dal lavoro. Il congedo parentale può arrivare complessivamente a 10 mesi tra i genitori, oppure a 11 se il padre utilizza almeno tre mesi.

Nei primi tre mesi, entro i sei anni del figlio, l’indennità è all’80% e vale 53,49 euro giornalieri. Nei successivi sei mesi, fino ai 12 anni, scende al 30%, pari a 20,06 euro; oltre nove mesi o tra 12 e 14 anni non è prevista retribuzione, salvo specifico limite reddituale.

FAQ

Qual è il reddito convenzionale agricolo 2026?

Sì: INPS lo ha fissato a 66,86 euro al giorno con la circolare n. 75 del 17 luglio 2026.

Qual è la maternità minima giornaliera?

Sì: l’importo minimo è 41,36 euro al giorno, pari all’80% della base minima di legge di 51,70 euro.

Quanti giorni dura la paternità obbligatoria?

Sì: il congedo obbligatorio dura 10 giorni lavorativi, utilizzabili dai due mesi prima del parto ai cinque mesi successivi.

Quale requisito hanno i braccianti agricoli?

Sì: devono avere almeno 51 giornate accreditate nell’anno precedente o maturate nell’anno in corso prima dell’evento.

Come è stata verificata questa ricostruzione?

Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui QuiFinanza.

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