Governo diviso sulla Consob, Tajani accusa la Lega di falsità e smentisce accordo sul nome Freni

Governo diviso sulla Consob, Tajani accusa la Lega di falsità e smentisce accordo sul nome Freni

22 Gennaio 2026

Scontro nel governo sulla Consob, Tajani: “Da Lega falsità, non c’era alcuna intesa su Freni”

Duello nel centrodestra sulla guida Consob

Lo scontro nel governo sulla nomina al vertice della Consob si è trasformato in un caso politico tra Forza Italia e Lega. Il vicepremier Antonio Tajani ha accusato i leghisti di diffondere ricostruzioni inesatte su un presunto accordo per il nome di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia in quota Lega. Secondo il leader azzurro, nessuna intesa preventiva sarebbe mai stata raggiunta né sul profilo di Freni né sul metodo di scelta del nuovo presidente.

La nomina del successore di Paolo Savona, già ministro nel governo gialloverde, è diventata il terreno di una contesa che attraversa la maggioranza di centrodestra. Nel precedente Consiglio dei ministri il dossier non è stato affrontato proprio per il rischio di una frattura politica. Sullo sfondo, il peso strategico dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, cruciale per la credibilità del sistema Italia agli occhi degli investitori internazionali.

Il braccio di ferro mette in luce una linea di faglia tra chi punta a valorizzare un profilo politico interno alla coalizione e chi chiede una figura super partes, svincolata dalle appartenenze di partito e con un curriculum tecnico inattaccabile.

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Indipendenza della vigilanza e accuse di lottizzazione

Al centro della posizione espressa da Antonio Tajani c’è la richiesta che l’autorità di controllo su società quotate e mercati resti fuori dalla cosiddetta “lottizzazione” tra partiti. Il leader di Forza Italia ha sottolineato che la guida della Consob non può essere trattata come una casella di spartizione, ma come una casella istituzionale ad alto tasso di indipendenza. Per questo motivo ha escluso che il suo partito stia proponendo un proprio candidato.

La linea azzurra è quella di un nome “autorevole e indipendente”, capace di rassicurare sia i mercati sia le autorità europee sulla tenuta del sistema di vigilanza italiano. Tale richiesta si intreccia con le tensioni interne al governo Meloni, impegnato a difendere il profilo riformatore del Paese in una fase di alta volatilità finanziaria.

In questo contesto, l’ipotesi di un vertice a forte connotazione politica viene percepita da una parte della maggioranza come un elemento di rischio reputazionale, con possibili ripercussioni sulla percezione del Paese da parte di investitori istituzionali e agenzie di rating.

Il profilo di Federico Freni e le reazioni politiche

L’avvocato amministrativista Federico Freni vanta una solida esperienza nelle istituzioni economiche. È stato sottosegretario all’Economia nel governo Draghi e confermato con lo stesso incarico nell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, risultando figura di peso nell’area leghista più vicina a Matteo Salvini. Alle Politiche 2022 è stato eletto alla Camera nel collegio uninominale di Roma-Monte Mario, consolidando la propria visibilità politica nazionale.

La sua possibile ascesa alla guida della Consob è però osteggiata da chi ritiene inopportuno affidare l’autorità di vigilanza a un esponente con ruolo politico attivo. All’interno del centrodestra non mancano voci che difendono il suo curriculum tecnico, ma lo scontro narrativo ruota sulla natura “politica” o meno della candidatura.

Esponenti come Raffaele Nevi hanno respinto l’idea di “campagne acquisti” tra i partiti di maggioranza, mentre la contrapposizione tra Forza Italia e Lega resta aperta. L’esito della partita sulla presidenza potrebbe diventare un test della capacità del governo di gestire le grandi nomine senza incrinare l’unità di coalizione.

FAQ

D: Perché la nomina del presidente Consob è così delicata?
R: Perché la Consob vigila su mercati e società quotate, influenzando fiducia degli investitori e reputazione finanziaria del Paese.

D: Cosa contesta Antonio Tajani alla Lega?
R: Antonio Tajani nega che esista un accordo di massima sul nome di Federico Freni e definisce “false” le ricostruzioni su un’intesa raggiunta.

D: Forza Italia propone un proprio candidato alla Consob?
R: No, la linea ufficiale è puntare su una figura indipendente e non riconducibile a nessun partito, quindi senza un nome di Forza Italia.

D: Chi è Federico Freni?
R: È un avvocato esperto di diritto amministrativo, sottosegretario all’Economia in quota Lega, già membro del governo Draghi e poi del governo Meloni.

D: Qual è il ruolo di Matteo Salvini in questa vicenda?
R: Il vicepremier Matteo Salvini sostiene il profilo di Federico Freni, figura politicamente e tecnicamente vicina alla leadership leghista.

D: Che cosa teme Forza Italia sulla Consob?
R: Teme che l’authority venga percepita come frutto di lottizzazione politica, indebolendo la sua autonomia e la credibilità sui mercati.

D: La maggioranza è a rischio per questo scontro?
R: La maggioranza regge, ma il caso Consob evidenzia frizioni interne e può complicare la gestione futura delle grandi nomine istituzionali.

D: Qual è la fonte giornalistica originaria della notizia?
R: La vicenda e le dichiarazioni citate provengono da cronache politiche diffuse da testate italiane come ANSA e principali quotidiani nazionali.


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