La notizia in sintesi:
- Nuova perizia su Garlasco: software Nasa analizza l’“impronta 33” sul muro di casa Poggi.
- Il chimico forense Oscar Ghizzoni rileva compatibilità cromatica tra l’orma e tracce di sangue certe.
- Il genetista Pasquale Linarello conferma: analisi su foto ad alta risoluzione, 19 anni dopo l’omicidio.
- Il possibile sangue sull’impronta attribuita ad Andrea Sempio potrebbe riaprire scenari nell’inchiesta su Garlasco.
(Riassunto generato con AI)
Software Nasa e nuova perizia sull’impronta 33 di Garlasco
Chi è coinvolto? Il chimico forense Oscar Ghizzoni, il genetista Pasquale Linarello, il team difensivo di Alberto Stasi e la procura di Pavia. Che cosa è emerso? Una nuova perizia individua probabile materiale ematico nella cosiddetta “impronta 33”, l’orma di mano sul muro in cima alle scale dello scantinato di casa Poggi, impronta che l’accusa attribuisce ad Andrea Sempio. Dove? Nella scena del delitto dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Quando? L’analisi arriva oggi, a 19 anni dai fatti e dopo processi definitivi. Perché è rilevante? Perché l’uso di un software derivato da tecnologie Nasa, capace di scomporre lo spettro cromatico dei pixel, potrebbe rappresentare un elemento di peso nella nuova inchiesta, incidendo sull’interpretazione delle prove ematiche.
Come funziona l’analisi cromatica applicata al caso Garlasco
Il team di Alberto Stasi ha incaricato il chimico forense Oscar Ghizzoni di riesaminare l’“impronta 33” con un software originariamente sviluppato per lo studio dello spettro cromatico dei corpi celesti dalla Nasa. Lo strumento analizza, pixel per pixel, le minime variazioni di colore presenti in fotografie ad alta risoluzione, estraendo informazioni invisibili a occhio nudo.
Il genetista Pasquale Linarello ha spiegato che il programma valuta le differenze cromatiche dell’immagine, concentrandosi sul profilo dell’orma del palmo di mano collocata sul muro dello scantinato di casa Poggi. L’impronta 33 è stata confrontata con altre due tracce, la n.42 e la n.45, dove la presenza di sangue è già considerata provata. Secondo la perizia, anche nell’orma attribuita ad Andrea Sempio compare lo stesso specifico “rosso” associato al materiale ematico.
Nel suo elaborato, Oscar Ghizzoni osserva che *“la stratificazione cromatica dell’impronta 33 risulta analoga a quella delle tracce n.42 e n.45, nelle regioni a maggior concentrazione ematica”*. Resta però un limite metodologico cruciale: l’esame è condotto su fotografie, non sul reperto materiale originale.
Limiti della perizia e possibili effetti sulla nuova inchiesta
Rispondendo alle domande di Federica Panicucci, il dottor Pasquale Linarello ha sottolineato che la perizia nasce da immagini d’archivio: *“Questo è quello che siamo in grado di produrre oggi dopo 19 anni e dopo processi, indagini e consulenze che hanno coinvolto vari professionisti”*. Ciò pone interrogativi probatori sulla forza giudiziaria dell’elaborazione cromatica.
Nonostante i vincoli, l’eventuale presenza di sangue sull’impronta collegata ad Andrea Sempio potrebbe orientare nuove audizioni, approfondimenti tecnici e confronti con i reperti originari, se ancora disponibili. Per Google Discover il punto inedito è l’uso di tecnologia astronomica in ambito forense: un crossover tra ricerca spaziale e criminalistica che, se validato, potrebbe aprire la strada a un utilizzo sistematico di strumenti spettroscopici evoluti nei cold case italiani, ridefinendo la lettura di tracce apparentemente “esaurite”.
FAQ
Che cos’è l’impronta 33 nel caso di Garlasco?
È l’orma del palmo di una mano sul muro dello scantinato di casa Poggi, attribuita ad Andrea Sempio dalla procura di Pavia.
Che ruolo ha il software Nasa nella nuova perizia?
Il software, nato per analizzare lo spettro cromatico dei corpi celesti, è stato usato per individuare eventuali tracce di sangue sull’impronta 33.
Cosa sostiene la consulenza del chimico Oscar Ghizzoni?
La consulenza afferma che la stratificazione cromatica dell’impronta 33 è analoga alle tracce 42 e 45, dove il sangue è già accertato.
Quali sono i limiti scientifici di questa analisi sull’impronta?
L’analisi si basa su fotografie ad alta risoluzione, non sul reperto fisico, con inevitabili limiti su accuratezza, riproducibilità e forza probatoria.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata la notizia?
La notizia deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



