La notizia in sintesi:
- Massimo Lovati sarà processato a Milano per presunta diffamazione contro lo Studio Giarda.
- Contestati pubblici attacchi su “macchinazione” e “manipolazione organizzata” nell’indagine su Andrea Sempio.
- Il processo inizierà il 14 settembre, dopo il rifiuto di riti alternativi e patteggiamento.
- La vicenda si intreccia con il delitto di Garlasco e il caso Alberto Stasi.
(Riassunto generato con AI)
Lovati a processo a Milano per le accuse allo Studio Giarda
Chi è finito sotto processo? L’avvocato Massimo Lovati, 73 anni, storico legale di Andrea Sempio. Che cosa gli viene contestato? La presunta diffamazione ai danni dei legali dello Studio Giarda, già difensori di Alberto Stasi. Dove accade? Al Tribunale di Milano, terza sezione penale. Quando? Il dibattimento inizierà il 14 settembre alle ore 9, dopo l’udienza preliminare lampo di martedì. Perché? Per una serie di dichiarazioni pubbliche in cui Lovati parlò di “macchinazione” e “manipolazione organizzata” nell’inchiesta 2016‑2017 su Sempio, collegata al delitto di Garlasco e alle indagini difensive del team Giarda dopo la condanna definitiva di Stasi.
Nell’udienza pre‑dibattimentale, il giudice ha respinto la richiesta del difensore di Lovati, l’avvocato Fabrizio Gallo, di sospendere il procedimento in attesa degli sviluppi dell’inchiesta pavese su Sempio. Il pubblico ministero Fabio De Pasquale contesta a Lovati l’offesa alla “reputazione e all’onore” dei professionisti coinvolti, in particolare del defunto professor Angelo Giarda, figura centrale nella difesa di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni il 13 marzo 2025.
Le dichiarazioni contestate e il nodo delle indagini difensive
Il cuore dell’accusa riguarda le parole pronunciate da Massimo Lovati nel 2017 e ribadite negli anni successivi ai principali telegiornali e talk di cronaca nera. L’avvocato definì l’indagine su Andrea Sempio come “il risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda”, sostenendo che l’istruttoria del 2017 fosse “frutto di una manipolazione organizzata dagli investigatori dello studio degli avvocati difensori di Stasi”.
Tali dichiarazioni furono rilasciate anche davanti alle telecamere di TG1, TG2, TG3, SkyTG24, La7, Mediaset, Milano Pavia TV, Fanpage, Antenna 3 e programmi come Quarto Grado, Le Iene, Mattino Cinque, all’esterno della Caserma Montebello del Comando Legione Carabinieri Lombardia, in via Monti a Milano, dove Sempio era stato convocato per il prelievo del Dna dopo la riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Lovati contestava in particolare il prelievo genetico del 2016, quando gli investigatori privati della SKP di Luca Tartaglia, incaricati dalla difesa Stasi, acquisirono il profilo genetico di Sempio da una tazzina di caffè, un cucchiaino di metallo e una bottiglietta di plastica, nell’ambito delle indagini difensive successive alla condanna definitiva di Stasi nel dicembre 2015.
Dalla querela contro Giarda all’archiviazione, fino allo scontro in aula
All’epoca, furono proprio Andrea Sempio e Massimo Lovati a presentare querela contro il professor Angelo Giarda e gli investigatori privati, accusandoli per quel prelievo “clandestino” di Dna. Ne nacque un fascicolo contro ignoti, affidato al pm Fabio De Pasquale.
La gip Elisabetta Meyer respinse una prima richiesta di archiviazione e ordinò l’iscrizione nel registro degli indagati di Giarda e dei detective. Successivamente, la gip Anna Calabi archiviò definitivamente la posizione del professore e degli investigatori, rilevando che per il “prelievo” era stata chiesta un’autorizzazione al Garante della Privacy e che l’attività rientrava nei confini delle indagini difensive previste dal codice di procedura penale.
Secondo quanto ricordato martedì da Enrico Giarda, costituitosi parte civile con il fratello Fabio, il “gip di Milano” ha indicato esplicitamente che quanto compiuto dallo studio era avvenuto “nei limiti della correttezza e del codice di procedura penale”. Da qui la decisione dei Giarda di reagire alle reiterate accuse di Lovati: “Non riusciamo a capire perché abbia continuato su questa strada. Uno può dire quello che vuole ma anche noi siamo liberi di prendere le nostre iniziative a tutela”, ha commentato Enrico Giarda a margine dell’udienza.
Prospettive del processo e impatto sul caso Garlasco
Il procedimento contro Massimo Lovati si inserisce in un contesto ancora sensibile, dove il delitto di Garlasco continua a generare ricadute giudiziarie e mediatiche a distanza di anni. Il processo di settembre sarà un banco di prova sulla linea di confine tra diritto di critica, deontologia forense e tutela della reputazione degli avvocati impegnati nelle indagini difensive.
L’esito potrà incidere sul clima attorno alle nuove iniziative investigative su Andrea Sempio e, più in generale, sul modo in cui la giurisprudenza valuterà in futuro la comunicazione pubblica degli avvocati nei casi di grande esposizione mediatica collegati a omicidi irrisolti o controversi.
FAQ
Perché Massimo Lovati è stato rinviato a giudizio a Milano?
Il rinvio a giudizio è avvenuto perché avrebbe diffamato lo Studio Giarda, attribuendogli una “macchinazione” e una “manipolazione organizzata” nell’indagine su Andrea Sempio.
Cosa si contesta esattamente a Lovati nelle sue dichiarazioni pubbliche?
Si contesta di avere pubblicamente accusato i legali di Alberto Stasi e i loro investigatori di aver raccolto il Dna di Sempio clandestinamente.
Qual è la posizione della magistratura sulle indagini difensive dello Studio Giarda?
La magistratura milanese ha archiviato l’inchiesta, ritenendo le attività svolte nei limiti di legge e con autorizzazione del Garante Privacy.
Quando inizierà il processo a carico di Massimo Lovati?
Il processo a carico di Massimo Lovati inizierà il 14 settembre alle ore 9, davanti alla terza sezione penale.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia sul caso Lovati-Giarda?
La notizia deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



