Donald Trump scuote l’Europa alla vigilia di Davos con una mossa che cambia il gioco

Donald Trump scuote l’Europa alla vigilia di Davos con una mossa che cambia il gioco

19 Gennaio 2026

Escalatione diplomatica verso l’Europa

Alla vigilia di Davos, un messaggio furioso inviato da Donald Trump al primo ministro di Norvegia, Jonas Gahr Støre, ha innalzato bruscamente la tensione tra Stati Uniti ed Europa. Il testo, rivelato da PBS News, respinge l’invito a “de-escalare” e collega l’uso della forza alla mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace, insinuando una dottrina personale che mette in secondo piano il coordinamento con gli alleati.

Secondo l’ambasciatore Mike Carpenter, alto funzionario per l’Europa nel National Security Council dell’amministrazione Biden, la retorica è “senza precedenti” per un presidente statunitense: tra le righe, l’idea che si possa ricorrere alla coercizione per ottenere risultati geopolitici in risposta a un presunto torto simbolico. Il messaggio, inoltrato a Washington da canali diplomatici europei, è stato inizialmente messo in dubbio sui social, ma fonti europee ne confermano l’autenticità.

La pubblicazione ha compattato critici trasversali: dal board editoriale del Wall Street Journal, che definisce la linea sulla Groenlandia “spericolata” e “priva di senso”, a ex alti funzionari del NSC che parlano di un “Mad King” e denunciano l’assenza di contrappesi interni. Nel frattempo, l’annuncio di nuovi dazi del 10% contro Danimarca e altri partner europei alimenta l’attrito alla vigilia dei lavori a Davos.

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La contesa su Groenlandia e le sue implicazioni

Groenlandia diventa il fulcro di una strategia che, secondo i detrattori, risponde più all’ego politico di Donald Trump che a esigenze di sicurezza nazionale. Nel documento di strategia della sua amministrazione pubblicato a novembre il territorio non compare, nonostante le reiterate affermazioni di centralità strategica, rilanciate dal segretario al Tesoro Scott Bessent.

L’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton definisce “fuori controllo” la minaccia di acquisizione, osservando l’assurdità di collegare la mancata assegnazione del Nobel a pressioni su un’area di un alleato. In un’intervista, Bolton rimarca che per Trump l’isola serve “psicologicamente”, segno che la leva non è l’interesse degli Stati Uniti, ma la gratificazione personale.

Il piano spinge la Casa Bianca a ipotizzare leve economiche: nuovi dazi del 10% contro Danimarca e altri paesi europei, ulteriore passo che irrigidisce i partner e complica i dossier su NATO e artico. Per i critici, la posta in gioco è duplice: integrità dell’alleanza euroatlantica e vuoti di potere nell’Artico che potrebbero favorire Russia e Cina.

Reazioni internazionali e rischi per la Nato

Le capitali europee registrano sconcerto: da Neue Zürcher Zeitung a Tribune de Genève, i quotidiani aprono con titoli allarmati su un Donald Trump “minaccioso” alla vigilia di Davos, mentre il giornalista conservatore Andrew Neil avverte che l’America rischia di diventare un avversario e non più l’alleato chiave. L’ambasciatore Mike Carpenter prevede tentativi europei di placare l’escalation, ma avverte: l’atteggiamento di Washington crea un varco nell’Artico per Russia e Cina.

Sul fronte alleanzistico, l’offensiva verbale e commerciale—compresi i dazi del 10% su Danimarca e altri partner—mina la coesione della NATO. L’ex consigliere John Bolton parla di “danni straordinari” alla fiducia costruita in decenni, con un effetto corrosivo sulla deterrenza collettiva. Il rischio, per i vertici europei, è una progressiva normalizzazione del dissenso intra-alleato che rende più fragile la risposta a crisi simultanee.

Nel frattempo, l’eco internazionale favorisce gli avversari strategici: editoriali russi celebrano la confusione europea e spingono a “ignorare le obiezioni” e puntare alla Groenlandia. A Davos, il progetto del “Board of Peace” da 1 miliardo a Paese, con Trump presidente esecutivo e potere di veto, trova un “no” della Francia e critiche da Benjamin Netanyahu, mentre Vladimir Putin prende tempo.

FAQ

  • Qual è la reazione prevalente in Europa?
    Preoccupazione e tentativi di de-escalation, con prime pagine che descrivono un clima di allarme alla vigilia di Davos.
  • In che modo la crisi incide sulla NATO?
    Indebolisce la coesione interna, erode la fiducia e complica la deterrenza collettiva sul fianco nord e nell’Artico.
  • Quali media hanno riportato il messaggio di Trump?
    PBS News ha diffuso per prima il testo, poi ripreso da testate europee di primo piano.
  • Qual è la posizione di John Bolton?
    Parla di leadership “fuori controllo” e di danni profondi al capitale di fiducia tra alleati.
  • Quali opportunità si aprono per Russia e Cina?
    Maggiore spazio di manovra nell’Artico e possibilità di sfruttare divisioni transatlantiche.
  • Che cos’è il “Board of Peace” proposto a Davos?
    Un organismo da adesione onerosa con Trump presidente esecutivo e potere di veto; già respinto dalla Francia.
  • Qual è la fonte giornalistica citata esplicitamente?
    PBS News è indicata come prima a riportare il messaggio; ulteriori analisi provengono da Vanity Fair.

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